Juan Alfonso de Polanco

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Juan Alfonso de Polanco, S.J.
Presbitero
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Titolo
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Età alla morte 59 anni
Nascita Burgos Spagna
16 dicembre 1517
Morte Roma
21 dicembre 1576
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Collegamenti esterni

Juan Alfonso de Polanco (Burgos Spagna, 16 dicembre 1517; † Roma, 21 dicembre 1576) è stato un presbitero e gesuita spagnolo. Fu segretario generale e vicario generale della Compagnia di Gesù.

Biografia

Figlio di Gregorio e Maria de Salinas, a tredici anni fu mandato all'Università di Parigi dove fece gli studi umanistici e filosofici concludendoli nel 1538. Nel 1541 iniziò a lavorare come "scriptor apostolicus" presso la curia pontificia, ma dopo aver seguito gli Esercizi spirituali guidati da Diego Laínez decise di entrare, contro la volontà della famiglia, nella Compagnia di Gesù. Dal 1542 al 1546 compì gli studi filosofici e teologi all'Università di Padova e venne ordinato sacerdote nel 1546. Svolse i primi anni di ministero a Bologna, a Pistoia e in altre città della Toscana.

Agli inizi del 1547 fu chiamato da Ignazio di Loyola a Roma e nominato Segretario della Compagnia di Gesù, carica che ricoprì ininterrottamente per ventisei anni sotto il governo dei primi tre generali della Compagnia.

Nel 1555 fu nominato assistente generale e nel 1556, alla morte di Ignazio, vicario generale; nel 1558 divenne assistente della regione spagnola e "admonitor" del Generale. Nel 1561 accompagnò Diego Laínez nel suo viaggio in Francia e nel 1563 all'ultima sessione del Concilio di Trento. Nel 1571-1572 accompagnò Francesco Borgia nel viaggio in Spagna, Portogallo e Francia al seguito del legato cardinale Michele Bonelli.

Nel 1572, alla morte di Francesco Borgia, come vicario generale convocò per il mese di aprile 1573 la III Congregazione Generale della Compagnia di Gesù. Pur favorito ad essere eletto come nuovo generale, fu impedito dal desiderio di Gregorio XIII che l'incarico non fosse assegnato ad uno spagnolo e dal veto che il re del Portogallo, il cardinale Enrico I aveva dato all'elezione di uno spagnolo.

Con la nomina del nuovo generale, il belga Everardo Mercuriano, Polanco ne fu nominato segretario ma fu sostituito dopo poco tempo da Antonio Possevino. Libero da tutti gli incarichi si dedicò alla stesura di una biografia di Ignazio e del Chronicon della Compagnia di Gesù.

Trasferito a Napoli nel 1575, tornò malato a Roma morendovi il 21 dicembre del 1576.

Opere

Il lavoro di Juan Alfonso de Polanco come Segretario della Compagnia di Gesù è estremamente importante per la conoscenza e lo studio dei primi anni della Compagnia.

Lettere e circolari

Le migliaia di lettere che come segretario scriveva ai membri della gerarchia ecclesiastica e ai responsabili delle amministrazioni civili per spiegare gli obiettivi e la missione della Compagnia testimoniano anche le grandi intuizioni, gli ideali e la pratica dei primi Gesuiti; per i critici è anche difficile l'attribuzione delle 6800 lettere di Ignazio scritte nel periodo in cui Polanco fu segretario perché moltissime furono stese evidentemente da Polanco su commissione di Ignazio[1].

Polanco, poi, come segretario, iniziò la pratica di scrivere più volte all'anno una lettera circolare nella quale presentava le attività dei gesuiti nel mondo, ricavandole dalla corrispondenza che arrivava a Roma[2]:

« Intese all'edificazione, le lettere circolari di Polanco sono comunque piene di dettagli concreti su ciò che i gesuiti facevano, su come erano accolti, su come affrontavano i problemi in cui si imbattevano. Soprattutto esse trasmettevano (...) che cosa significava essere un gesuita e come "il nostro modo di procedere" venisse messo in pratica nel mondo intero. »
(John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 15.)

Costituzioni

De Polanco accompagnò Ignazio nel lavoro di stesura delle Costituzioni della Compagnia già dal 1547, appena nominato segretario. Studiò i documenti e le concessioni che la Santa Sede aveva fatto alla Compagnia e approfondì le Regole degli antichi Ordini religiosi. Nel 1548 scrisse due serie di "Industrie" che possono essere considerate come un progetto di Costituzioni[3], e tra il 1548 e il 1550 scrisse le Constituziones Collegiorum che costituiranno come un abbozzo della quarta parte delle Costituzioni di Ignazio[4]. La prima stesura delle Costituzioni fu fatta tra il 1547 e il 1550 e risulta scritta quasi completamente da Polanco. Una seconda stesura con abbondanti correzioni autografe di Ignazio fu presentata nel 1551 ai religiosi professi riuniti a Roma. La traduzione latina del testo spagnolo promulgato nel 1553, modificato secondo i suggerimenti dei gesuiti professi, fu dello stesso Polanco[5].

« Benché la tradizionale opinione secondo cui Ignazio stesso fu il principale ispiratore delle Costituzioni e dei documenti relativi sia ancora valida, gran parte della scelta delle parole, della preparazione del testo e dei dettagli deve essere attribuita al segretario »
(John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 11.)

Methodus

Il Methodus[6] è un manuale in venti capitoli per l'assistenza spirituale ai moribondi ad uso dei Gesuiti. Fu pubblicato nel 1575 e oltre ad essere un classico della letteratura sulla "buona morte" testimonia lo stile del ministero della Compagnia: l'adattamento alla situazione e la consolazione.

Nel manuale si trovano molte preghiere adattabili alle diverse situazioni che il ministro poteva trovare di fronte ad un capezzale:

« Queste preghiere non seguivano formule prestabilite. Polanco proponeva Cristo come il proprio "fratello", il proprio "amico veramente fedele". Ciò che da ultimo consolava una persona nell'ora della morte era ancora "l'amore del nostro eterno Padre". »
(John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 195.)

Al ministro si consiglia, poi, di leggere durante l'attesa della morte un racconto della passione o della morte di Cristo, la prima o la seconda Lettera ai Corinti, la Lettera ai Filippesi, la seconda Lettera a Timoteo o l'ultimo capitolo dell'Apocalisse. Dovere del ministro, inoltre, è il consiglio sul testamento che deve essere giusto nei riguardi della famiglia e dei creditori; il consiglio poi di lasciare qualche sostanza ai poveri o a qualche opera pia non doveva esprimersi in nessun modo a favore della Compagnia. Notevole è il capitolo 18 che tratta dell'aiuto ai criminali condannati a morte.

Chronicon Societatis Iesu

Il Chronicon Societatis Iesu è una cronaca della vita dei Gesuiti dal 1537 fino all'anno della morte di Ignazio (1556).

L'opera fu dettata dal De Polanco tra il 1573 e il 1574 a due o tre scrivani su richiesta del generale Everardo Mercuriano. De Polanco usò per la stesura tutto il materiale dell'archivio generalizio del quale aveva una profonda conoscenza, soprattutto attinse alla corrispondenza in arrivo al Generale.

Il De Polanco aveva sistemato durante il suo servizio di segretario l'archivio con norme precise per la registrazione in serie distinte delle lettere in arrivo e delle altre informazioni sulle persone, norme per la preparazione e la trascrizione della posta in partenza, annotazione in registri separati dei fatti e testi che avrebbero avuto poi un valore particolare per la storia. Polanco aveva la consapevolezza di una futura elaborazione storica del materiale conservato ed infatti il Chronicon rimane per quel periodo una fonte di primo ordine[7].

Nonostante sia una "cronaca" che descrive dettagliatamente le opere delle varie case, privilegiando le vittorie più che le sconfitte, lo stile leggero e l'inserimento di numerosi aneddoti ne fanno un'opera molto vivace.

« Il Chronicon distrugge lo stereotipo di un ordine religioso sotto stretta disciplina militare, dove ogni membro è una pedina che agisce solo per ordine del suo superiore. Sostituisce questa immagine con il disegno di una vasta rete di individui intraprendenti, i quali, pur mantenendosi in stretta comunicazione con le autorità e ricevendo da esse guida e "consolazione", si adattavano ai bisogni locali e tentavano di cogliere le opportunità quando si presentavano. Il Chronicon offre per questo periodo dati sufficienti a chiarire fino a che punto i gesuiti avessero una strategia chiaramente formulata per il loro ministero in ogni singola area. »
(John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 16.)

Il Chronicon è pubblicato in sei volumi dei Monumenta Historica Societatis Jesu[8].

Altre opere

  • 12 Industrias con que se ha de ayudar la Compañía, in Epistolae et commentaria P. J.A. de Polanco, 2 tomi, Madrid 1916-1917, 725-775;
  • Industrias con que uno de la Compañía mejor consiguirá sus fines, in Epistolae et commentaria P. J.A. de Polanco, 2 tomi, Madrid 1916-1917, 776-807;
  • Breve Directorium ad confessarii et confitentis munus rite obeundum, Roma 1554[9];
  • Monita vitae spiritualis, Colonia 1622;
  • Directorium exercitiorum spiritualium tradendorum ad usum ipsius instructoris accommodatum, MHSI, ExSpir (1919) 795-829; Directoria 272-328.
  • Summarium eorum Exercitiorum quae scripto relinquenda sunt, ExSpir (1919) 829-846; Directoria 328-346.
  • Quomodo ad exercitia spiritualia trahendi sint homines et disponendi, AUG, ms 477, 342-365.
  • Tractatus de humilitatis virtute et de eius perfectione adquirenda, ARSI Inst 15a 64-186.
  • Tractatus de beatitudine.
Bibliografia
  • Angelo Martini, Gli studi teologici di Giovanni de Polanco alle origini della legislazione scolastica della Compagnia di Gesù, in Archivum Historicum Societatis Iesu 42 (1952) 225-279.
  • John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999
Note
  1. Cfr. John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 14.
  2. Cfr. A. de Aldama, Imagen ignaciana del jesuita en los escritos de Polanco, Roma 1975.
  3. J.H. Amadeo - M-A. Fiorito, Las `Industrias' del P. Polanco y las Constituciones S.J., in Stromata 44 (1988) 23-90.
  4. Cfr. Pietro de Leturia, De Constitutionibus Collegiorum Patris I. A. de Polanco ac de earum influxu in Constitutiones S.J., in Archivum Historicum Societatis Iesu 7 (1938) 1-30.
  5. Ignazio continuò a modificare le Costituzioni fino alla morte. La prima Congregazione generale della Compagnia approvò il testo con alcuni piccoli cambiamenti e lo affidò alla stampa nella sua versione latina, fatta da Polanco, nel 1558-1559. Quest'ultimo testo, approvato nel 1606 da papa Paolo V con la bolla Quantum religio, è rimasto sostanzialmente immutato fino alla XXXI congregazione generale della Compagnia (1965-1966)
  6. Il titolo completo è Methodus ad eos adiuvandos, qui moriuntur. Ex complurium doctorum, ac piorum scriptis, diuturnoque usu, & observatione collecta.
  7. Informazioni generali sull'Archivio Generale della Compagnia di Gesù.
  8. De Polanco Joannes Alphonsus S.J., Chronicon Societatis Jesu: Vita Ignatii Loiolae et Rerum Societatis Jesu Historia, (6 volumes) I: 1491-1549, II: 1550-1552, III: 1553-1554, IV: 1554, V: 1555, VI: 1556, Matriti (Madrid), A.Aurial (& vol.I: Excudebat typographorum Societas) 1894-1898; i sei volumi corrispondono ai volumi 1, 3, 5, 7, 9 e 11 della serie Monumenta Historica Societatis Jesu.
  9. In questo Directorium Polanco forniva un elenco delle qualità standard richieste per un buon confessore, come la conoscenza, l'umiltà, la prudenza.
    « Quest'ultima significava che il confessore gesuita avrebbe saputo come adattarsi ai casi individuali, ma che in caso di dubbio "si sarebbe sempre tenuto sulla posizione più umana" - "semper in humaniorem partem declinando". »
    (John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999, 157.)
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