Pii Operai Catechisti Rurali

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Pii Operai Catechisti Rurali
in latino Congregatio Piorum Operariorum Ruralium
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Logo dei Missionari Ardorini.

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Nata dall'unione dei Pii operai e dei Catechisti rurali.
Altri nomi
Missionari Ardorini
Fondatore Santa Sede
Data fondazione 28 giugno 1943
sigla P.O.C.R.
Titolo superiore
Scopo assistenza sociale e religiosa
Collegamenti esterni

Sito ufficiale
Sito ufficiale 2
Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

I Pii Operai Catechisti Rurali (in latino Congregatio Piorum Operariorum Ruralium), detti anche Missionari Ardorini, sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio. La congregazione è sorta nel 1943 dall'unione dei Pii Operai, sorti a Napoli nel 1600 da Carlo Carafa, con i Catechisti Rurali, fondati da Gaetano Mauro a Montalto Uffugo nel 1928: i membri di questa congregazione, pospongono al loro nome la sigla P.O.C.R.[1]

Cenni storici

La chiesa di San Giuseppe alla Lungara, presso la quale ha sede la procura generale della congregazione

La congregazione, detta in origine "della dottrina cristiana", sorse presso Napoli attorno al 1600 a opera di Carlo Carafa (1561-1633) per il servizio dei poveri e l'insegnamento del catechismo nelle zone rurali[2]: la notizia del primo riconoscimento pontificio dell'istituto, giunse al fondatore il giorno di Pentecoste del 1606, mentre si trovava nella zona dei Ponti Rossi di Napoli dove doveva sorgere la chiesa di Santa Maria dei Monti (per questo lo stemma originario della congregazione recava il monogramma di Maria, tre monti e la colomba dello Spirito Santo)[3].

Nel 1617 ai padri venne offerta come sede la prestigiosa chiesa di San Giorgio Maggiore a Napoli. La congregazione venne approvata il 1º aprile 1621 da papa Gregorio XV, che mutò il suo titolo in "Pii Operai" (i religiosi, oltre che alla catechesi, si dedicavano a opere di carità e avevano aggiunto ai loro fini la predicazione delle missioni popolari nelle campagne)[3].

I Pii Operai rischiarono l'estinzione durante l'epidemia di peste del 1656, durante la quale si adoperarono molto nell'assistenza ai contagiati e, in massima parte, contrassero a loro volta il morbo: la congregazione ebbe nuovamente inizio grazie a Pietro Gisolfo[3].

Nel 1687 ebbero una sede a Roma, prima presso la chiesa di Santa Balbina, poi presso la parrocchia di San Lorenzo ai Monti, e nel 1732 in San Giuseppe alla Lungara, dove venne fissata la sede della procura generale dell'istituto[2].

Benché il loro apostolato fosse circoscritto alle aree circostanti Roma e Napoli e il loro numero fosse limitato (l'istituto non superò quasi mai i cento membri), i Pii Operai ebbero grande prestigio nei secoli XVII e XVIII e le loro case (soprattutto San Nicola alla Carità a Napoli) furono rinomati centri di spiritualità[3].

Con la costituzione Inter multiplices del 14 dicembre 1792, papa Pio VI estese ai Pii Operai tutti i privilegi degli ordini regolari[3].

I Pii Operai esercitarono una notevole influenza sulle nascenti congregazioni delle Maestre Pie di Lucia Filippini e del Santissimo Redentore (furono Pii Operai i vescovi Emilio Giacomo Cavalieri, zio materno di Alfonso Maria de' Liguori, e Tommaso Falcoia, che contribuì alla nascita delle monache Redentoriste)[3].

Il 28 giugno 1943, essendo rimasto in vita uno solo dei Pii Operai, il preposito generale Pasquale Ossorio, residente in San Nicola alla Carità,[3], la Santa Sede decise di unirvi la più recente congregazione dei Catechisti Rurali, sorta nel 1928 per le stesse finalità: Ossorio assunse il governo dell'istituto e, alla sua morte, gli succedette Gaetano Mauro, fondatore dei Catechisti Rurali.

Attività e diffusione

I Missionari Ardorini sono dediti all'assistenza sociale e religiosa delle popolazioni rurali e della gioventù[1].

Sono presenti in Italia, Canada e Colombia[4]; la sede generalizia è a Montalto Uffugo (Cosenza)[1].

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava sette case con 41 religiosi, 28 dei quali sacerdoti[1].

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Ann. Pont. 2007, p. 1472.
  2. 2,0 2,1 G. Moroni, in op.cit., vol. LIII (1851), pp. 53-57.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 Dizionario degli Istituti di Perfezione, vol. VI (1980), coll. 1718-1719, voce a cura di D. Vizzari.
  4. Le case della congregazione su ardorini.org. URL consultato il 22-11-2009
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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