San Giovanni Battista (Leonardo)

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Leonardo da Vinci 025.jpg
Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista (1508 - 1513), olio su tavola
San Giovanni Battista
Opera d'Arte
Stato

bandiera Francia

Regione Île-de-France
Regione ecclesiastica [[|]]
Dipartimento Parigi
Comune

Stemma Parigi

Località
Diocesi Parigi
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Museo del Louvre
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto San Giovanni Battista
Datazione 1508 - 1513
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
inizio del {{{inizio del}}}
Ambito culturale
Autore

Leonardo da Vinci

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tavola
Misure h. 69 cm; l. 57 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
1In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, 2dicendo: «Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!». 3Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" 4Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
Virgolette chiuse.png

San Giovanni Battista è un dipinto, realizzato tra il 1508 e il 1513, ad olio su tavola, da Leonardo da Vinci (1452 - 1519), conservato al Museo del Louvre di Parigi (Francia).

Descrizione

Soggetto

Nel dipinto è rappresentato:

  • San Giovanni Battista giovane con in mano un umile bastone a forma di croce e il dito indice rivolto verso l'alto, alludendo alla presenza del mistero e accennando alla venuta di Gesù Cristo, annunciata dal Santo: questo elemento iconografico è spesso impiegato dall'artista in varie sue opere pittoriche. Il giovane Battista emerge con una rotazione a spirale del busto da un fondo scuro, quasi impenetrabile, in cui non è possibile cogliere alcun riferimento spaziale.

Note stilistiche, iconografiche e iconologiche

L'opera costituisce un importante esempio della tecnica leonardesca, dello "sfumato". Si tratta di un lento e raffinato sovrapporsi di velature di pittura ad olio che permette di ottenere delle morbide e impercettibili ombreggiature e di delicati passaggi tra le luci e le ombre, accentuando la plasticità della figura del dipinto, la morbidità delle sue forme, la profondità del paesaggio.

Notizie storico-critiche

Il dipinto venne realizzato probabilmente su incarico di Giovanni Benci intorno al 1505, che aveva già commissionato a Leonardo il ritratto della moglie Ginevra, opera eseguita nel 1474 e attualmente esposta alla National Gallery of Art di Washington (USA).

Leonardo inizia dunque a lavorare al San Giovanni Battista a Firenze nel 1505 e porta poi il dipinto a Milano, per completarlo, intorno al 1509 - 1510, o forse anche più tardi ma comunque, entro il 1513. Dal 1513 al 1516, Leonardo soggiorna a Roma per poi partire per la Francia portandosi dietro l'opera, a seguito dell'invito del re Francesco I che lo nomina "premier peintre, architecte et méchanicien du roi"; infatti, il dipinto è citato in documento scritto nello studio dell'artista nel 1517. Il cardinale Antonio de Beatis da Molfetta, (1474 - 1519), segretario del cardinale Luigi d'Aragona, rappresentante di spicco della corte di papa Leone X nel suo giornale di viaggio, redatto nel 1521, cita questo dipinto. Tale opera, ora conservata presso la Biblioteca Vittorio Emanuele III di Napoli, descrive il suo viaggio, compiuto tra il 1517 e 1518, durante il quale il prelato aveva attraversato l'Italia settentrionale, la Svizzera, la Germania, l'Olanda e la Francia. Durante il viaggio, il 10 ottobre 1517, nel castello di Cloux (Francia), nei pressi della residenza di Amboise del re Francesco I, dove venne ospitato Leonardo da Vinci fino alla sua morte, il cardinale incontrò il pittore il quale gli mostrò quattro opere:

Dopo la morte di Leonardo da Vinci (1519), il suo allievo Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai o Salaino, che lo aveva seguito in Francia, ritorna a Milano portando con sé molte opere del maestro, tra cui San Giovanni Battista. Dopo la morte prematura e violenta del Salai, avvenuta nel 1524, il dipinto venne venduto dai suoi eredi e acquisito nella collezione Everhard Jabach, fu poi ceduto nel 1661 al re di Francia, Luigi XIV e quindi successivamente trasferito al Museo del Louvre.

Bibliografia
  • Enrica Crispino, Leonardo, col. "Vita d'Artista", Editore Giunti, Firenze 2007, pp. 116 - 117 ISBN 9788809052970
  • Francesca Debolini, Leonardo. Un uomo universale agli estremi confini della mente e dell'arte, col. "Art Book", Editore Leonardo Arte, Milano 1998, pp. 114 - 115 ISBN 9788878139629
  • Milena Magnano, Leonardo, col. "I Geni dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2007, pp. 122 - 123
  • Pietro C. Marani, Leonardo, col. "Grandi monografie", Editore Mondadori-Electa, Milano 2006, pp. 222 - 225
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 143 ISBN 9788843559114
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 30 maggio 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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