Prelato

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Il termine prelato (dal latino prae-latus, o presule) indica in genere una persona che per dignità è superiore agli altri. Nella Chiesa cattolica è un presbitero secolare o regolare che ha giurisdizione di foro esterno o, in senso lato, un chierico insignito di questo titolo dalla Santa Sede honoris causa.

L'archetipo del prelato è il vescovo praelati nullius, la cui prelatura è la diocesi. Tutti gli altri tipi di prelati, inclusi gli abati e i superiori generali di comunità, sono derivati da questo modello originale, e spesso ne ricevono le insegne, come la croce o la mitra per gli abati mitrati.

Nella Curia romana oltre ai cardinali erano considerati come veri prelati: i 4 detti di fiocchetto (vicecamerlengo, uditore e tesoriere della camera apostolica, cappellano di Sua Santità), i segretari delle congregazioni, il maestro di camera, il segretario della Segnatura, il decano della Rota, il sostituto della segreteria di stato, i membri dei 4 collegi di prelati (protonotari apostolici di numero, uditori di Rota, chierici di camera, votanti e referendari di segnatura) e i prelati domestici di Sua Santità o d'onore antistites urbani.

Molte delle cariche qui indicate sono scomparse dopo la riforma curiale di papa Paolo VI del 28 marzo 1968 Pontificalis Domus.[1]

Note
  1. Pontificalis Domus, online.
Bibliografia
  • Enciclopedia Italiana Treccani (1935), online.

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