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Santa Giustina di Padova

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Santa Giustina di Padova
Laica · Martire
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battezzata
Santa
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Andrea Mantegna,dettaglio del Polittico di san Luca, tempera su tavola 1453-1454
Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte
Nascita Padova
III secolo
Morte Padova
7 ottobre 304
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
Formazione
Insegnamento
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Predecessore {{{predecessore}}}
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Extra Santa Giustina di Padova
Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi
Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 7 ottobre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di
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Incoronazione
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Predecessore
Erede
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Nel Martirologio Romano, 7 ottobre, n. 3:
« A Padova, santa Giustina, vergine e martire. »

Santa Giustina di Padova (Padova, III secolo; † Padova, 7 ottobre 304) è stata una vergine e martire latina.

fu una giovane vergine e martire cristiana che morì durante le persecuzioni di Diocleziano ; condotta davanti al prefetto Massimiano , fu condannata a essere sgozzata. È la santa patrona della città di Padova e si celebra il 7 ottobre.

Giustina visse tra la fine del III e gli inizi del IV secolo. Nata in una famiglia benestante, suo padre, Vitaliano, era un ricco nobile che in precedenza era stato prefetto di Padova. Convertitosi al cristianesimo grazie alla predicazione di San Prosdocimo , allora vescovo di Padova. I suoi genitori – che fino ad allora non erano riusciti ad avere figli – accolsero la nascita della figlia Giustina come una benedizione divina e la risposta alle loro preghiere.

Durante la persecuzione di Diocleziano, a causa del suo rifiuto verso la religione pagana il 7 ottobre del 304 fu fermata dai soldati dell'imperatore Diocleziano e condannata a morte. L'esecuzione avvenne tradizionalmente ai piedi del Pontecorvo. Fu sepolta nei pressi del teatro romano Zairo. Oggi il suo corpo si trova sotto la mensa dell'altar maggiore nella grandiosa Basilica di Santa Giustina a Padova.

Il culto

Sulla tomba di Giustina fu fondato già nel VI secolo dal prefetto del pretorio Venanzio Opilione[1] un primo santuario, che fu poi ingrandito e dal XV secolo divenendo l'Abbazia di Santa Giustina. L'abate Ludovico Barbo, nel XV secolo vi vondò la congregazione a lei intitolata che in seguito diverra la congregazione cassinese. Soppresso da Napoleone Bonaparte nel 1810, il monastero è stato riaperto nel 1919 ed ospita al suo interno la Biblioteca statale del monumento nazionale di Santa Giustina.

La diffusione del suo culto fu molto precoce ed è attestato a Rimini in un'iscrizione del VI - VII secolo e a Como nell'oratorio che il vescovo Agrippino[2] le dedicò nel 617[3]. La sua vita è descritta nella Leggenda Aurea del XIII secolo. Il culto per la santa assunse un valore particolare alla fine del Cinquecento perché nel giorno della sua festa, il 7 ottobre 1571, la flotta della Lega Santa sconfisse nella battaglia di Lepanto quella turca e riuscì così a frenare l'avanzata dell'Impero ottomano nel Mediterraneo.

Note
  1. Venanzio Opilione (latino: Venantius Opilio; fl. 524) è stato un politico italiano durante il Regno degli Ostrogoti.Opilione fu iudex e tra gli accusatori di Cassiodoro. Divenne prefetto del pretorio d'Italia e, nel 524, console.
  2. Agrippino nacque nella seconda metà del sec. VI, molto probabilmente ad Aquileia, ed appartenne al clero di questa città. Nei primi anni del sec. VII (certamente dopo il 607, data della sua elevazione al patriarcato), Giovanni, patriarca scismatico di Aquileia, lo consacrò vescovo di Como. A. resse la diocesi per almeno dieci anni, in quanto la chiesa di S. Giustina di Piona risulta da lui fondata nel decimo anno del suo pontificato. (Agrippino)
  3. L'iscrizione dedicatoria recita: "Agripinus famulus Christi, Comensis Civitatis episcopus hoc Oratorium sanctae Justinae martyris anno X ordinationis suae a fondamentis fabricavit et sepulturas ibi ordenabit et in omni explebit, ad gloriam dicabit".

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