Compieta

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Il testo latino della prima strofa di un inno della Compieta, Te lucis ante terminum ("A te, prima del termine della luce")

La Compieta è all'interno della Liturgia delle Ore, l'ultimo momento di preghiera della giornata. È così chiamata perché compie le ore canoniche, e si recita prima del riposo notturno.

L'espressione che usa il breviario latino per questa Ora è ad completorium, che significa "alla chiusura", "al compimento", "alla conclusione".

Gli schemi della Compieta sono organizzati secondo un ritmo settimanale. È però consentito recitare sempre l'una o l'altra Compieta domenicale (schema dopo i primi o dopo i secondi Vespri della domenica).

Articolazione

Come le altre ore del breviario, l'ora comincia con l'invocazione "O Dio, vieni a salvarmi" (cfr. Sal 69[68],2), proposta da chi presiede la celebrazione, alla quale l'assemblea risponde "Signore, vieni presto in mio aiuto" (ib.). Segue l'esame di coscienza personale con un breve momento di silenzio, concluso dalla recita del Confesso o da altra formula penitenziale comunitaria[1].

Dopo l'inno si recita un salmo[2], preceduto e seguito dalla sua antifona.

Quindi una lettura breve tratta dalla Bibbia orienta la mente verso la parola di Dio. Essa è seguita dal responsorio breve, che ha una forma per tutti i giorni e i tempi dell'anno, ed è diverso nel Triduo e nel Tempo Pasquale:

  • Nel Triduo Pasquale il responsorio è sostituito da una solenne antifona, ispirata a Fil 2,8-9. Il Giovedì Santo dice soltanto "Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte"; il Venerdì è leggermente più amplia, includendo la specificazione della "morte di croce"; il Sabato Santo è completata con il v. Fil 2,9: "Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha innalzato e gli ha dato un nome sopra ogni altro nome".
  • Il giorno di Pasqua e durante l'Ottava si dice: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia. Rallegriamoci ed esultiamo, alleluia".
  • Negli altri giorni riprende l'espressione di fiducia di Gesù sulla croce (Lc 23,46).

Segue l'elemento più caratteristico di questa preghiera: il Cantico di Simeone o Nunc dimittis (Lc 2,29-32), preceduto e seguito dall'antifona: "Nella veglia salvaci...".

L'Orazione finale è normalmente recitata da chi presiede.

Lo schema della Compieta si conclude con la recita o canto di un'antifona mariana.

Durante il Tempo Pasquale a molte parti della Compieta si aggiunge l'Alleluia.

Note
  1. Può essere recitato anche l'"Atto di Dolore".
  2. I salmi sono due nello schema dopo i primi vespri della domenica e nel mercoledì.
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 11 dicembre 2010 da don Paolo Benvenuto, baccelliere in Teologia.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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