Enrico II d'Inghilterra

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Enrico II d'Inghilterra
Laico
[[File:{{{Stemma istituzione}}}|50px]]
al secolo {{{alsecolo}}}
battezzato
ERRORE in "fase canonizz"
{{{note}}}
{{{motto}}}

Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 56 anni
Nascita Le Mans
5 maggio 1133
Morte Chinon
6 luglio 1189
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
Formazione
Insegnamento
Vestizione {{{V}}}
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinato diacono
Ordinazione presbiterale {{{O}}}
Ordinazione presbiterale [[{{{aO}}}]]
Nominato Abate {{{nominatoAB}}}
Nominato amministratore apostolico {{{nominatoAA}}}
Nominato vescovo {{{nominato}}}
Nominato arcivescovo {{{nominatoA}}}
Nominato arcieparca {{{nominatoAE}}}
Nominato patriarca {{{nominatoP}}}
Nominato eparca {{{nominatoE}}}
Consacrazione vescovile {{{C}}}
Consacrazione vescovile [[ {{{aC}}} ]]
Elevazione ad Arcivescovo {{{elevato}}}
Elevazione a Patriarca {{{patriarca}}}
Elevazione ad Arcieparca {{{arcieparca}}}
Creazione
a Cardinale
{{{P}}}
Creato
Creato
Cardinale
Deposto dal cardinalato [[{{{aPd}}}]] da [[{{{pPd}}}]]


Dimissioni dal cardinalato [[{{{aPdim}}}]]
Cardinale per
Cardinale elettore
Creazione a
pseudocardinale
{{{pseudocardinale}}}
Creazione a
pseudocardinale
Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
Consacrazione {{{Consacrazione}}}
Fine pontificato {{{Fine pontificato}}}
Pseudocardinali creati {{{Pseudocardinali creati}}}
Sede {{{Sede}}}
Opposto a
Sostenuto da
Scomunicato da
Confermato cardinale {{{Confermato cardinale}}}
Nomina a pseudocardinale annullata da {{{Annullato da}}}
Riammesso da
Precedente {{{Precedente}}}
Successivo {{{Successivo}}}
Incarichi ricoperti
Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
{{{inizio}}}
Insediamento {{{Insediamento}}}
Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
pontificato
{{{fine}}}
(per causa incerta o sconosciuta)
Durata del
pontificato
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore {{{predecessore}}}
Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi
Venerato da {{{venerato da}}}
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Re d'Inghilterra
[[File:|250px]]
[[File:|100px|Stemma]]
In carica 1154 –
5 ottobre 1189
Incoronazione
Investitura
Predecessore

Stefano d'Inghilterra

Erede
Successore

Riccardo I d'Inghilterra

Duca di Normandia
Conte d'Angiò e del Maine
[[File:{{{immagineM}}}|250px]]
{{{didascaliaM}}}
[[File:{{{stemmaM}}}|100px|Stemma]]
Incoronazione
Investitura
Predecessore

Goffredo V d'Angiò

Erede {{{erede}}}
Successore

Riccardo I

Duca d'Aquitania e Guascogna
Conte di Poitiers

(jure uxoris con Eleonora d'Aquitania)
[[File:{{{immagineM}}}|250px]]
{{{didascaliaM}}}
[[File:{{{stemmaM}}}|100px|Stemma]]
Incoronazione
Investitura
Predecessore

Eleonora con Luigi VII di Francia

Erede {{{erede}}}
Successore

Eleonora con Riccardo I

Nome completo {{{nome completo}}}
Trattamento {{{trattamento}}}
Onorificenze
Nome templare {{{nome templare}}}
Nomi postumi
Altri titoli
Casa reale Plantageneti
Dinastia {{{dinastia}}}
Padre Goffredo V d'Angiò
Madre Matilde d'Inghilterra
Coniuge

{{{coniuge 1}}}

Consorte

Eleonora d'Aquitania

Consorte di

Figli Guglielmo, conte di Poitiers
Enrico
Matilde d'Inghilterra (1156-1189)
Riccardo
Goffredo
Eleonora
Giovanna d'Inghilterra (1165-1199)
Giovanni
Goffredo (arcivescovo di York) (illeg.)
Guglielmo (illeg.)
Religione {{{religione}}}
Motto reale {{{motto reale}}}
Firma [[File:{{{firma}}}|150x150px]]
Collegamenti esterni
Invito all'ascolto
Firma autografa
[[File:{{{FirmaAutografa}}}|250px]]
{{{Festività}}}

Enrico II d'Inghilterra, Enrico II Plantageneto (Le Mans, 5 maggio 1133; † Chinon, 6 luglio 1189), è stato un re inglese.

Fu il primo re della dinastia plantageneta (o angioina) ed ebbe diversi soprannomi.[1] Era figlio di Goffredo il Bello o Plantageneto, conte di Angiò e del Maine e futuro duca di Normandia, e dell'erede al trono d'Inghilterra e al ducato di Normandia, Matilde d'Inghilterra.[2] In seguito al discusso regno di Stefano il regno di Enrico vide un efficiente rafforzamento e su di lui si è consolidato il positivo giudizio degli storici. [3].

Cenni biografici

Francia del 1154

Benché Enrico I avesse costretto nel 1133 i suoi baroni a giurare fedeltà a sua nipote, quando egli morì nel 1135, i baroni, temendo il dominio degli Angioini, elessero il cugino di Matilde, Stefano di Blois, re d'Inghilterra e duca di Normandia. Negli anni 1138-1144 Goffredo conquistò la Normandia, investendo Enrico II del ducato nel 1150, e, quando Goffredo morì nel 1151, Enrico II ereditò l'Angiò, la Turenna e il Maine. Il 18 maggio 1152, nel giorno di Pentecoste, Enrico, conte d'Angiò e duca di Normandia, sposò Eleonora d'Aquitania di undici anni più anziana. Il 19 dicembre 1154, alla morte di Stefano, fu incoronato re d'Inglilterra, con il nome di Enrico II, il ducato d'Aquitania con la Guascogna divennero un feudo inglese in terra francese. Dal punto di vista del feudalesimo la situazione era piuttosto ambigua: il re inglese era infatti vassallo di quello francese al di qua della Manica, mentre al di là era suo parigrado. Nel 1153 invase l'Inghilterra e costrinse Stefano a riconoscerlo per suo successore. Quando Stefano morì nel 1154 Enrico II gli succedette senza opposizione.

Sebbene bizzarro, passionale e senza scrupoli, Enrico II cercava l'ordine e la giustizia e possedeva energia, coraggio e tatto politico. Pur sostenendo con fermezza il concetto che aveva dei suoi diritti, non cercò di ledere gli altrui. In un anno egli portò l'ordine in Inghilterra, smantellando i castelli non autorizzati e ristabilendo il sistema di governo di Enrico I.

Limitò il potere dei principi gallesi e li obbligò a riconoscere la sua sovranità; tolse agli Scozzesi il Northumberland, il Cumberland e il Westmorland; soffocò una rivolta degli Angioini fomentata da suo fratello Goffredo; impose la sua sovranità nella Bretagna e avrebbe imposto le pretese d'Eleonora su Tolosa, se non fosse intervenuto Luigi VII di Francia, suo sovrano, che egli non volle attaccare; quindi fece una pace vantaggiosa con Luigi nel 1160, fidanzando il suo figlio maggiore Enrico con la figlia di Luigi, Margherita, della quale doveva essere dote il così a lungo disputato Vexin normanno.

Nel 1161 presiedette un concilio a Newmarket, il concilio scomunicò l'antipapa Vittore IV, riconoscendo come papa legittimo Alessandro III.

Nel 1162 venne inaspettatamente in conflitto con la Chiesa. Avendo desiderato da lungo tempo di definire le rispettive giurisdizioni delle corti secolari ed ecclesiastiche, Enrico II nominò nel 1162 primate il suo cancelliere Tommaso Becket, il suo più intimo amico e consigliere. Ma Becket, volendo servire la Chiesa con la stessa devozione con la quale aveva servito Enrico II, si dimise dalla carica di cancelliere e cominciò a sostenere le richieste della Chiesa in modo più rigido e intransigente.

Nel 1163 sorsero le questioni fondamentali, quando Enrico II invitò il clero ad accettare il ristabilimento delle costumanze del regno di Enrico I; il clero rifiutò di dare il suo assenso incondizionato, e Becket si oppose in modo particolare alla domanda di re, che i chierici colpevoli dovessero sottostare a punizioni laiche.

Al concilio di Clarendon, del gennaio del 1164, Becket finì col rifiutare il suo consenso alle Constitutions, ed Enrico II, per vendicarsi di lui, indusse il Gran Consiglio a dichiarare Becket colpevole di disubbidienza alla corte del re per essersi rifiutato di rispondere in una causa iniziatavi contro di lui. Becket fuggì in Francia, dove rimase per sei anni. Il Plantageneta devastò la sua diocesi, mandò in esilio i suoi parenti e formò a poco a poco un partito vescovile contrario a Becket, mentre il papa Alessandro III, minacciato dal Federico Barbarossa, non osava urtare il re inglese con un attacco aperto.

Nel luglio 1170 la Santa Sede ottenne una riconciliazione fra Enrico II e Becket a Frétéval. La riconciliazione non fu però che formale, poiché le Constitutions non erano ancora discusse, e Becket ritornato in Inghilterra scomumcò immediatamente i partigiani di Enrico II all'apprendere questo, il re sembra aver esclamato indignato: Ci sarà ben qualcuno che mi libererà da questo fastidioso prete e quattro dei suoi cavalieri, prendendolo alla parola, si recarono a Canterbury e assassinarono nella cattedrale Becket (29 dicembre 1170).

Enrico II sfuggì ai guai solamente sottomettendosi al papa Alessandro II, poiché Becket era divenuto subito un martire e un santo, l'opinione pubblica era molto eccitata, e i nemici di Enrico II in Inghilterra e in Francia aspettavano il momento per colpirlo. Ma tanto Alessandro II quanto monarca inglese desideravano la pace, e nel 1172 Enrico II nel concilio di Avranche ottenne l'assoluzione a facili condizioni, dopo aver promesso fedeltà al papa e aver fatto voto per una crociata.

Nel 1188 tenne un concilio a Mans dove venne imposta una decima con l'intento di organizzare una crociata per riconquistare Gerusalemme, che era stata catturata dal Saladino (1187) detta Decima del Saladino. La crociata comunque non ebbe luogo.

È significativo che nelle Constitutions of Clarendon Alessandro annullava solo quelle che proibivano l'appello a Roma e imponevano punizioni secolari ai chierici colpevoli.

Note
  1. Tra i suoi soprannomi vi erano: FitzEmpress (si veda Norman Davies, Isole. Storia dell'Inghilterra, della Scozia, del Galles e dell'Irlanda, Bruno Mondadori, 2007, p. 266) e "Cortomantello" (in francese "Courtmanteau", per gli abiti e mantelli corti che usualmente indossava: si veda Norman Davies, Isole. Storia dell'Inghilterra, della Scozia, del Galles e dell'Irlanda, 2007, p. 273) "Leone di giustizia"[senza fonte], che era anche il soprannome del nonno Enrico I
  2. Matilde d'Inghilterra, detta "l'imperatrice Matilde" era figlia primogenita del re d'Inghilterra e duca di Normandia Enrico I e di sua moglie Matilde di Scozia, figlia del re di Scozia Malcolm III e di Margherita, discendente del casato dei Wessex.
  3. Uomo fiero, energico, instancabile, Enrico fu un intellettuale che seppe utilizzare la cultura europea del suo tempo e le dottrine giuridiche nate nelle nascenti università d'Europa per dare al suo regno un sistema giudiziario e amministrativo molto avanzato ai suoi giorni e che costituì la base per le riforme costituzionali d'avanguardia che seguirono dopo la sua morte nel 1189 (Giosuè Musca, La nascita del parlamento dell'Inghilterra medievale, Edizioni Dedalo, 1994, p. 37)
Collegamenti esterni