Georges Lemaître

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Georges Edouard Lemaître
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Età alla morte 71 anni
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17 luglio 1894
Morte Lovanio
20 giugno 1966
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Ordinazione presbiterale agosto 1923
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Collegamenti esterni
Georges Edouard Lemaître (Charleroi, 17 luglio 1894; † Lovanio, 20 giugno 1966) è stato un presbitero, fisico e astronomo belga, che ha per primo formulato la teoria cosmologica del big bang.

Fu il primo a capire che lo spostamento verso il rosso della luce delle stelle era la prova dell'espansione dell'universo e a proporre quella che è conosciuta come legge di Hubble, secondo la quale vi è una proporzionalità fra la distanza delle galassie e la loro velocità di recessione. Nel 1927, infatti, pubblicò la teoria del Big Bang, basata sulla relatività generale, che spiega entrambi i fenomeni.

Lemaître fu sempre un sostenitore dell'espansione illimitata dell'universo e a questo scopo conservò nel suo modello la costante cosmologica, proposta da Einstein, ma abbandonata da lui e da quasi tutti gli altri fisici dopo la scoperta del Big Bang. L'espansione illimitata e l'uso della costante cosmologica furono generalmente accettati solo dopo che venne scoperta l'accelerazione dell'espansione dell'universo. Ciò però ebbe luogo solo nel 1998, oltre trenta anni dopo la morte di Lemaître.

Biografia

Studiò prima nel collegio gesuita di Charleroi e poi matematica e scienze fisiche all'Università di Lovanio. Entrò in seminario nel 1920 e fu ordinato sacerdote nel 1923.

In seguito si interessò particolarmente alla teoria della relatività di Albert Einstein, che incontrò numerose volte. Lavorò quindi all'osservatorio astronomico di Cambridge sotto la direzione di Arthur Stanley Eddington, e quindi al Massachusetts Institute of Technology dove scrisse la sua tesi sui campi gravitazionali all'interno della teoria della relatività generale. Ritornò in Belgio nel 1925, dove fu nominato professore all’Università di Lovanio e insegnò fino al 1964.

Ricerche

Nel 1927, indipendentemente dal lavoro di Alexander Friedmann, Georges Lemaître ipotizzò che l'universo è in espansione, basandosi sulle misure di spostamento verso il rosso (o, in inglese, redshift) di Vesto Slipher e di Edwin Hubble e su una delle soluzioni dell'equazione di Einstein. Fu il primo a formulare la legge della proporzionalità fra la distanza e la velocità di recessione degli oggetti astronomici. Questa legge, nota oggi come Legge di Hubble, apparsa in un suo articolo pubblicato del 1927 in lingua francese, e non tradotta nella versione inglese redatta da Arthur Eddington, sarà riscoperta empiricamente da Hubble qualche anno dopo. Sarebbe possibile, dunque, anche chiamarla Legge di Lemaître.

Propose anche che l'evoluzione dell'universo avesse avuto inizio da un atomo primitivo e la sua stima dell'età dell'universo fu tra 10 e 20 miliardi di anni, (in accordo con le attuali stime). Einstein rifiutò la teoria di Lemaître, in quanto in quel periodo considerava l'universo immutabile. Qualche anno dopo disse che questo fu uno degli errori più grandi della sua vita.

La teoria di Lemaître fu chiamata teoria del Big Bang da Fred Hoyle il 28 marzo 1949, durante una trasmissione radiofonica della BBC.

Negli ultimi anni della sua vita si interessò a fondo dei primi calcolatori elettronici e di informatica. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1966, riuscì a sapere che era stata individuata la radiazione cosmica di fondo, che è generalmente considerata una prova della sua teoria.

Come è facilmente osservabile, vi è una certa analogia fra la teoria del big bang e la presentazione del divino atto creativo nel libro della Genesi: "Dio disse: Sia la luce!. E la luce fu." (Gn 1, 3). Infatti, accorgendosi di questo, il fisico Steven Weinberg (Nobel nel 1979) dichiarò: “Tra i modelli cosmologici, il big bang e l’universo stazionario, preferisco il secondo perché assomiglia di meno al racconto della Genesi. Purtroppo, questa teoria viene contraddetta dalla scoperta della radiazione cosmica di fondo”. Non si tratta di una "prova" della creazione, naturalmente: le teorie scientifiche sono sempre soggette al cambiamento ed anche all'abbandono[1]. Ma è interessante notare come sia stretto il dialogo tra scienza e fede.

Pubblicazioni maggiori

  • "Un Univers homogène de masse constante et de rayon croissant rendant compte de la vitesse radiale des nébuleuses extragalactiques", Annales de la Sociètè Scientífique de Bruxelles, 47A (1927): p. 41.
  • Nature 128 (1931) suppl.: p. 704.
  • G. Lemaître, Discussion sur l'évolution de l'univers, 1933
  • G. Lemaître, L'Hypothèse de l'atome primitif, 1946
  • G. Lemaître, The Primeval Atom - an Essay on Cosmogony, D. Van Nostrand Co, 1950

Riconoscimenti e onori

Sin dal 1933 il nome di Lemaître divenne famoso in tutto il mondo anche a livello giornalistico.

Egli ricevette numerosi riconoscimenti in patria: il 17 marzo 1934 Lemaître ricevette da re Léopold III il premio Francqui, la principale onorificenza per gli scienziati in Belgio. La sua candidatura era stata proposta da Albert Einstein, Charles de la Vallée-Poussin e Alexandre de Hemptinne. I membri della giuria internazionale erano Eddington, Langevin and Théophile de Donder. Nel 1941 fu eletto membro dell'Accademia Reale delle Scienze e delle Arti del Belgio. Nel 1950, infine, ricevette una terza onorificenza belga riservata a scienziati eccezionali: il premio decennale per le scienze applicate del periodo 1933-1942.

Nel 1936 fu eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui fu anche presidente dal marzo 1960 sino alla morte. Nel 1953 gli venne assegnata la prima "Eddington Medal" rilasciata dalla Royal Astronomical Society inglese.

A lui sono stati dedicati:

Note
  1. Come sostiene già San Tommaso d'Aquino nel commento al De coelo et mundo di Aristotele.
Bibliografia

Georges Edouard Lemaître su disf.org. URL consultato il 19 - 09 - 2007

Collegamenti esterni

Suggerimenti



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