Congregazione del Cuore Immacolato di Maria

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Congregazione del Cuore Immacolato di Maria
in latino Congregatio Immaculati Cordis Mariae
Scheut schild congreg.jpg

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Missionari di Scheut
o
Scheutisti
Fondatore Théophile Verbist
Data fondazione
sigla C.I.C.M.
Titolo superiore
Approvato da Leone XIII
Data di approvazione 20 luglio 1900
Motto Cor unum et anima una
Scopo attività missionaria
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

Una biografia del fondatore, Théophile Verbist in inglese

La Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (in latino Congregatio Immaculati Cordis Mariae) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti anche Missionari di Scheut o Scheutisti, pospongono al loro nome la sigla C.I.C.M.[1]

Cenni storici

Nel 1860 il governo francese stipulò un trattato con la Cina che consentì ai missionari cattolici di svolgere liberamente il loro apostolato nel paese orientale.[2] Théophile Verbist (1823-1865) pensò allora di istituire, presso un antico santuario mariano a Scheut (un rione di Anderlecht, presso Bruxelles), una congregazione interamente consacrata alle missioni in Cina: il cardinale Engelbert Sterckx, arcivescovo di Malines, eresse canonicamente l'istituto il 28 novembre 1862.[3]

Nel 1863 la Congregazione di Propaganda Fide concesse ai padri di Scheut il decreto di lode e nel 1864 affidò loro il primo incarico missionario in Mongolia; il 25 agosto 1865 Verbist, insieme ai suoi primi compagni (Ferdinand Hamer, Aloïs van Segvelt, François Vranckx), lasciò la casa madre alla volta di Siwantze. Verbist morì poco tempo dopo, durante un viaggio d'ispezione alla missione di Laohoukeou.[2]

Il 25 agosto 1888, su invito del re dei belgi Leopoldo II, i missionari di Scheut raggiunsero anche il Congo belga.[2]

Gli statuti della congregazione vennero approvati definitivamente dalla Santa Sede il 20 luglio 1900.[3]

Attività e diffusione

I missionari di Scheut si dedicano all'attività missionaria presso le popolazioni non cristiane e alla cura d'anime.

Sono presenti in Europa (Belgio, Italia, Paesi Bassi), in Africa (Camerun, Congo, Senegal, Sud Africa, Zambia), nelle Americhe (Brasile, Repubblica Dominicana, Guatemala, Haiti, Messico, Stati Uniti d'America) e in Asia (Hong Kong, Indonesia, Giappone, Mongolia, Filippine, Singapore, Taiwan);[4] la sede generalizia è a Roma.[1]

Al 1 gennaio 2012 la congregazione contava 69 case e 881 religiosi, 716 dei quali sacerdoti, 12 vescovi, 4 diaconi, 45 religiosi fratelli, 104 in formazione, 19 novizi, 138 prenovizi.[1]

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 Ann. Pont. 2008, p. 1485.
  2. 2,0 2,1 2,2 M. Escobar (a cura di), op. cit., vol. II (1953), pp. 1395-1403, articolo a cura di V. Rondelez.
  3. 3,0 3,1 DIP, vol. III (1976), coll. 350-354, voce a cura di V. Rondelez e J.P. Schotte.
  4. Scheut Missions. Worldwide su catholic.org.sg. URL consultato il 30-12-2009
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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