Crocifissione di Gesù Cristo (Altichiero)

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Padova BaS.Antono Altichiero Crocifissione 1376-79 bis.JPG
Altichiero da Zevio, Crocifissione di Gesù Cristo (1376 - 1379), affresco
Crocifissione di Gesù Cristo
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Veneto
Regione ecclesiastica Triveneto
Provincia Padova
Comune

Stemma Padova

Località
Diocesi Padova
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Basilica di Sant'Antonio, Cappella di San Giacomo
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Padova
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Crocifissione di Gesù Cristo
Datazione 1376 - 1379
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Altichiero da Zevio

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure h. 240 cm; l. 840 cm
Iscrizioni INRI
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

23I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 24Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così....
25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. 28Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». 29Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
Virgolette chiuse.png

La Crocifissione di Gesù Cristo è un dipinto murale, eseguito tra il 1376 ed il 1379, ad affresco, da Altichiero da Zevio (1330 ca. - 1390 ca.), ubicato nella Cappella di San Giacomo nella Basilica di Sant'Antonio di Padova.

Descrizione

Soggetto

La scena del dipinto è divisa in due parti:

  • nella metà superiore (celeste), dominata dal blu del cielo, compaiono:
    • al centro, Gesù Cristo crocifisso con gli occhi chiusi, la testa reclinata sulla spalla destra, il volto sofferente, il corpo accasciato sulla croce appena sostenuto dalle braccia, un fiotto di sangue zampilla da una ferita nel costato e i piedi inchiodati insieme.
    • Angeli manifestano tutto il loro dolore, volando intorno alla traversa della croce, come a sottolineare la drammaticità del momento e la disperazione degli eventi.
  • nella metà inferiore (terrestre), si assiepa la folla che assiste alla Crocifissione, fra i quali si riconoscono:
    • al centro, San Giovanni evangelista e santa Maria Maddalena, smunti e piangente, sono inginocchiati ai piedi della croce e sopraffatti dal dolore.
    • a sinistra, Maria Vergine addolorata, avvolta in un manto blu e pesante mantello blu, viene consolata e sorretta dalle pie donne.
    • Soldati ed aguzzini, ognuno con un suo aspetto e lineamenti, spettatori del supplizio o intenti a varie mansioni: soldati indifferenti, passanti, spettatori incuriositi o inconsapevoli, madri con i bambini alla mano, persone che commentano, sgherri che rientrano in città, soldati intenti a tirare a sorte le vesti di Gesù, ecc.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Altichiero da Zevio, Crocifissione di Gesù Cristo (part. Soldati giocano a dadi le vesti di Gesù), 1376 - 1379, affresco
  • La cappella, ove è ubicata l'opera, sembra quasi un atrio parzialmente aperto al mondo illustrato nel dipinto murale della Crocifissione. Attualmente, purtroppo, l'effetto illusionistico è compromesso da due oculi bui, murati all'esterno. Essi, infatti, hanno un impatto simile a quello di veri elementi architettonici, cosa che probabilmente non accadeva quando dai vetri oscurati filtrava da settentrione una pallida luce. La forma e l'intradosso ovali, nonché la distanza che sembra esservi tra essi e gli archi a sesto acuto, indicano che tali oculi avevano un ruolo preciso all'interno della composizione, come dischi di tenue luce, più luminosi ai bordi, evocanti l'eclisse verificatasi in coincidenza della morte di Gesù (Mt 27,45). In altre parole, il dipinto della Crocifissione fu la prima opera pittorica concepita come un teatro illuminato dalla luce naturale proveniente dall'esterno e modulata secondo le condizioni reali. Questo affresco, in cui prevalgono i colori della terra (ocra, marrone e rosa), può essere infatti considerato l'immediato precursore delle scene panoramiche. La parte inferiore della parete è dipinta in modo da sembrare una balaustra che corre dietro le colonne rosse, per tutta la sua ampiezza, inducendo lo spettatore a sentirsi testimone della Crocifissione dall'atrio della residenza di Pilato, come se l'evento raffigurato avvenisse al suo livello, nella propria realtà. L'effetto panoramico non era fine a se stesso, bensì aveva l'esplicita funzione di richiamare i fedeli alla messa e di fare dell'eucarestia un'esperienza profonda ed attuale. A questo scopo, l'altare fu collocato al centro dell'aula, in modo che la croce del dipinto, osservata dal punto di vista dei fedeli, sembrasse effettivamente una croce d'altare e l'affresco nel suo insieme apparisse come un trittico, nel quale il mondo che in esso era rappresentato aveva l'aspetto della vera realtà.
  • La struttura compositiva è paratattica ed ha una profondità illusiva, che si basa su una distribuzione delle figure e degli elementi su più livelli, dando l'illusione dello spazio prospettico.

Iscrizione

Nel dipinto figura un iscrizione, a lettere gotiche, posta sulla terminazione superiore del montante della croce di Gesù, detta titulus crucis, nella quale si legge:

(LA) (IT)
« I(esus) N(azarenus) R(ex) I(udaeorum) » « Gesù il Nazareno, Re dei Giudei »

Notizie storico-critiche

La decorazione pittorica della cappella di San Giacomo nella Basilica di Sant'Antonio di Padova venne commissionata da Bonifacio Lupi, marchese di Soragna, ad Altichiero da Zevio, il quale dipinse, tra il 1376 ed il 1379, le Storie di San Giacomo, in collaborazione con il pittore bolognese Jacopo Avanzi (seconda metà del XIV secolo - 1416), e, da solo, la splendida Crocifissione di Gesù Cristo.

Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, p. 63 ISBN 9788842445227
  • Daniela Bobisut Sigovini, Lidia Gumiero Salomoni, Altichiero Da Zevio. La cappella di San Giacomo e l'oratorio di San Giorgio, Editore EMP, 2002 ISBN 9788825004519
  • Francesca Flores d'Arcais, Altichiero e Avanzo. La cappella san Giacomo, Milano 2001
  • Licisco Magagnato (a cura di), Da Altichiero a Pisanello: catalogo della mostra di Castelvecchio, Verona, agosto - ottobre 1958, Editore Neri Pozza, Venezia 1958
  • Gian Lorenzo Mellini, Altichiero e Jacopo Avanzi, Editore Comunità, Milano 1965
  • Rolf Toman (a cura di), Il Gotico: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, p. 450 ISBN 9783829025652
  • Rolf Toman (a cura di), Arte italiana del Rinascimento: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, pp. 94 - 95 ISBN 9783829020404
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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