Gesù Cristo e la Samaritana al pozzo (Juan de Flandes)

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FRA Parigi MuLouvre JuanDeFlandes Gesù+Samaritana 1500ca-bis.JPG
Juan de Flandes, Gesù Cristo e la Samaritana al pozzo (1500 ca.), olio su tavola
Gesù Cristo e la Samaritana al pozzo
Opera d'arte
Stato

bandiera Francia

Regione Île-de-France
Regione ecclesiastica [[|]]
Dipartimento Parigi
Comune

Stemma Parigi

Località
Diocesi Parigi
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Museo del Louvre
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Toro
Luogo di provenienza Castello, cappella privata della regina Isabella di Castiglia
Oggetto dipinto
Soggetto Gesù Cristo incontra la Samaritana al pozzo di Giacobbe
Datazione 1500 ca.
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Juan de Flandes

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tavola
Misure h. 24 cm; l. 17 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
Virgolette chiuse.png

Le Gesù Cristo e la Samaritana al pozzo è un dipinto, eseguito nel 1500 circa, ad olio su tavola, dal pittore fiammingo, ma spagnolo d'adozione, Juan de Flandes (1450 ca. - 1519), probabilmente parte della pala d'altare della cappella privata della regina Isabella di Castiglia nel Castello di Toro ed ora conservato presso il Museo del Louvre di Parigi (Francia).

Descrizione

La scena si svolge in campagna nel podere che il patriarca Giacobbe aveva donato al figlio Giuseppe, al centro del quale vi era un pozzo detto "di Giacobbe", che era in realtà una ricca fonte, utilizzata sia per attingere l'acqua sia per abbeverare gli animali.

Nel dipinto, che raffigura la prima parte del racconto evangelico, compaiono:

  • a sinistra, Gesù Cristo, accaldato ed assetato, si avvicina al pozzo, dove una donna sta attingendo l'acqua;
  • a destra, la Samaritana presentata come una giovane donna, che sta tirando su dell'acqua dal pazzo con la quale riempie un'anfora.
  • a sinistra (in secondo piano), s'intravede in lontananza uno degli Apostoli che stanno tornando da Sicar con il cibo: il pittore in questo particolare segue fedelmente quanto narrato nel Vangelo.

Notizie storico-critiche

Il dipinto fu eseguito da Juan de Flandes nel 1500 circa ed è probabilmente parte della pala con le Storie della vita di Gesù Cristo e di Maria Vergine, realizzato per la cappella privata della regina Isabella di Castiglia (1451 - 1504) nel Castello di Toro (Spagna).

Dopo la morte della regina, l’opera venne smontata ed in un inventario, datato 25 febbraio 1505, veniamo a sapere che gli scomparti erano sistemati in un armadio del castello. Successivamente gli scomparti vennero venduti all’asta, la maggior parte dei quali fu acquistata da Diego Flores per conto della governatrice dei Paesi bassi, Margherita d'Asburgo (14801530), che li custodiva nel suo palazzo di Malinas (Belgio), dove nel 1520 - 1521 furono visti dal pittore tedesco Albrecht Dürer (14711528), che ne dette una dettagliata descrizione.

Alla sua morte, nel 1530, la raccolta passò al nipote Carlo V d'Asburgo (15001558), il quale nel 1556 la riportò in Spagna; infatti, appare nell'inventario delle collezioni reali redatto nel 1600, dopo la morte di Filippo II di Spagna (15271598).

La pala era composto da quarantasei scomparti, ma di cui oggi ne rimangono solamente ventisette, dispersi in vari musei del mondo - quindici dei quali sono conservati nel Palazzo Reale di Madrid - di dimensioni molto ridotte circa 20-25 cm x 15-17 cm; questo è tipico delle produzioni fiamminghe, che comunque stupiscono per la loro tecnica miniaturistica. Tra essi, insieme al presente dipinto, si ricordano:

L'opera, dopo alcuni passaggi in varie collezioni, nel 1926 è stata acquistata dalla Museo del Louvre di Parigi.

Bibliografia
  • Chiyo Ishikawa, The Retablo de Isabel la Catolica by Juan de Flandes and Michel Sittow, Editore Brepols, Turnhout 2004 ISBN 2503509584
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Mondadori Electa Editore, Milano 2002, p. 181 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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