Giacomo da Pecorara

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Giacomo da Pecorara, O.Cist.
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte circa 69 anni
Nascita Piacenza
1175 ca.
Morte Roma
25 giugno 1244
Sepoltura Monastero cistercense di Clairvaux, accanto alla tomba di San Malachia[1].
Conversione
Appartenenza
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Cardinale
settembre 1231 da Gregorio IX (vedi)
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Cardinale per 12 anni, 9 mesi e 25 giorni
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Incarichi ricoperti Cardinale vescovo di Palestrina
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al pontificato
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Cardinali creazioni
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Eventi
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Collegamenti esterni
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Invito all'ascolto
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Giacomo da Pecorara o Jacopo, conosciuto anche come Pecorari o Pecoraria (Piacenza, 1175 ca.; † Roma, 25 giugno 1244) è stato un cardinale e vescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque fra il 1170 e il 1180, forse nella città di Piacenza, figlio di Torniello, di nobili origini.

Non si hanno dati sulla sua formazione. Entrò a far parte del clero piacentino e dopo una breve permanenza presso la chiesa di san Donnino, fu dal 1211 al 1219 canonico e arcidiacono della cattedrale di Ravenna. Attratto dalla vita monastica nel 1215 entrò a far parte dell'Ordine cistercense presso l'Abbazia di Clairvaux in Borgogna.

Fu poi a Roma come penitenziere di papa Onorio III e nel 1227 fu nominato auditore della Sacra Romana Rota.

Cardinalato

Fu creato cardinale vescovo della sede suburbicaria di Palestrina da Gregorio IX nel concistoro del settembre 1231. Fu consacrato vescovo il 15 marzo 1235. Dal mese di gennaio 1232 fu legato pontificio, con il cardinale Oddone da Monferrato, presso l'imperatore Federico II. Fu poi legato in Ungheria dal luglio 1232 sino alla primavera del 1234. Tornato in patria fu dal maggio 1235 legato in Toscana e dal giugno 1236 al febbraio 1236 in Lombardia.

Nel 1239 Pecorara fu presso la Curia romana, dove ricoprì l'incarico di vicario urbis. Nel novembre, ancora una volta in qualità di legato pontificio, si recò in Francia ove tentò anche di risolvere il problema degli albigesi, ma il principale motivo della missione era di ottenere l'appoggio di Luigi IX nell'azione contro Federico II. Ma egli non riuscì a convincere il monarca, né a cingere la corona imperiale, né a partecipare militarmente.

Fallita la missione nell'aprile 1241, i due legati, Giovanni e Oddone da Monferrato con un folto numero di prelati francesi si imbarcarono da Genova alla volta di Roma, dove il papa aveva indetto un concilio ecumenico per prendere drastiche misure contro l'imperatore. La flotta pisana, alleata dell'imperatore e guidata da suo figlio re Enzo di Sardegna, intercettò le navi genovesi e il 3 maggio 1241 fece prigionieri i due porporati che furono tenuti in ostaggio nelle prigioni di Tivoli.

Il Pecorara rimase prigioniero fino al maggio 1243 e non poté partecipare all'elezione di papa Celestino IV. Alla morte di questi poté tornare a Roma dove partecipò al conclave che elesse papa Innocenzo IV. Dal papa, prima di partire per la Francia, fu nuovamente nominato vicario di Roma.

Morte

Morì a Roma il 25 giugno 1244, per sua volontà la salma fu traslata nel monastero di Clairvaux.

Successione degli incarichi

Predecessore: Cardinale vescovo di Palestrina Successore: CardinalCoA PioM.svg
Guido Pierleone settembre 1231-25 giugno 1244 István Báncsa I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Guido Pierleone {{{data}}} István Báncsa
Note
  1. La sua testa e un dito furono deposti in un'urna di marmo nel coro del duomo di Piacenza; trecentosessant'anni dopo, quando il coro fu rimodellato, il vescovo Claudio Ragone li fece spostare nell'attigua cappella di San Martino.
Bibliografia
  • Giuseppe Gardoni Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 82, 2015 online