Missionari Oblati di Maria Immacolata

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Missionari Oblati di Maria Immacolata
in latino Congregatio Missionariorum Oblatorum B. M. V. Immaculatae
Armoiries des Oblats.jpg
Stemma della congregazione

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Fondatore Sant'Eugène de Mazenod
Data fondazione 1826
Luogo fondazione Aix-en-Provence
sigla O.M.I.
Superiore generale Fratel Louis Lougen
Approvato da Papa Leone XII
Motto Evangelizare pauperibus misit me
Santo patrono Maria Immacolata
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

I Missionari Oblati di Maria Immacolata (in latino Congregatio Missionariorum Oblatorum B. M. V. Immaculatae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale pospongono al loro nome la sigla O.M.I.[1] Sono stati fondati da Eugène de Mazenod (1782-1861).

Cenni storici

Agli inizi dell'800, concluso il periodo rivoluzionario, le autorità ecclesiastiche francesi sentirono la necessità di far fronte alla scristianizzazione e all'abbandono della pratica religiosa, soprattutto nelle aree rurali del Paese: sorsero numerose compagnie di sacerdoti missionari, la maggior parte delle quali ebbero vita breve e un limitato raggio d'azione. Eugène de Mazenod (1782-1861) organizzò ad Aix-en-Provence un gruppo di sacerdoti per l'apostolato nelle zone rurali e il 25 gennaio 1816, considerata la data di fondazione della congregazione, il vescovo autorizzò i membri a condurre vita comune.[2]

Il primo nome dell'istituto fu quello di "Società missionaria di Provenza", mutato poi in "Missionari di San Carlo": papa Leone XII approvò la congregazione il 21 marzo 1826 con il titolo di "Oblati di Maria Immacolata". Tra le finalità dell'istituto, alla predicazione delle missioni popolari nelle zone rurali, gli Oblati aggiunsero presto anche la gestione e l'insegnamento nei seminari e la direzione dei santuari mariani (papa Pio IX approvò l'ampliamento delle aree d'intervento con atto del 20 marzo 1851).[2]

Inviati nelle terre di missione, gli Oblati di Maria Immacolata hanno acquisirono insigni benemerenze culturali con la fondazione dell'Università di Ottawa (1848) e di numerosi altri istituti di istruzione superiore (specialmente in Sri Lanka, Sudafrica).[3]

Il motto degli Oblati di Maria Immacolata recita Pauperes evangelizantur.[4]

Eugène de Mazenod, vescovo di Marsiglia dal 1837, senatore del secondo Impero napoleonico, venne beatificato da [[papa] [Paolo VI]] nel 1975 e proclamato santo il 3 dicembre 1995 da papa Giovanni Paolo II.[5]

Attività e diffusione

Gli Oblati di Maria Immacolata si dedicano alla predicazione delle missioni nelle parrocchie rurali, alle missioni ad gentes, alla direzione di seminari e all'educazione della gioventù.[1]

Sono presenti in Europa (Austria, Belgio, Bielorussia, Cechia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina), in Africa (Angola, Botswana, Camerun, Congo, Kenya, Lesotho, Madagascar, Namibia, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Zambia, Zimbabwe), nelle Americhe (Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Cuba, Guatemala, Guyana Francese, Haiti, Messico, Paraguay, Perù, Porto Rico, Stati Uniti, Suriname, Uruguay, Venezuela), in Asia (Bangladesh, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Laos, Pakistan, Sri Lanka, Thailandia, Turkmenistan, Vietnam) e in Oceania (Australia, Nuova Zelanda, Polinesia Francese):[6] la sede generalizia è a Roma.[1]

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 4.567 religiosi (3.243 dei quali sacerdoti) in 1.100 case.[1]

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Ann. Pont. 2007, p. 1474.
  2. 2,0 2,1 DIP, vol. VI (1980), coll. 624-634, voce a cura di F. Ciardi.
  3. Enciclopedia Rizzoli Larousse, vol. X (1969), pp. 675-676, voce Oblato.
  4. "... ai poveri è predicata la buona novella" (Mt 11,5).
  5. Canonizzazioni avvenute durante il pontificato di Giovanni Paolo II su vatican.va. URL consultato il 30-10-2009
  6. Oblate: where we serve - map su oblatesusa.org (PDF). URL consultato il 30-10-2009
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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