Sigillo

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Sigillo dello Stato della Città del Vaticano

Il termine sigillo (dal latino sigillum, diminutivo di signum, "segno"; sigillum corrisponde al greco σφραγίς, sphraghís) appartiene al linguaggio del Sacramento della Confermazione: con questo Sacramento si riceve il sigillo, cioè il "marchio", dello Spirito Santo[1].

In tutta l'antichità il sigillo è il simbolo della persona e il segno della sua autorità, della sua proprietà su un oggetto. In tal senso era prassi comune nell'antichità imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, e sugli schiavi quello del loro padrone.

Nella Bibbia

Nella Bibbia il sigillo appare come un gioiello inciso con arte (Sir 32,5-6), ma anche e soprattutto come un simbolo della persona (Gen 38,18) e della sua autorità (Gen 41,42; 1Mac 6,15); quindi è fissato sovente ad un anello dal quale non ci si separa senza grave motivo (Ag 2,23; cfr. Ger 22,24).

L'apposizione del sigillo da parte di una persona attesta che un oggetto le appartiene (Dt 32,34), che un atto emana da essa (1Re 21,8), che l'accesso ad una delle sue proprietà è vietato (Dn 14,11). II sigillo è quindi come una firma:

  • garantisce la validità di un documento (Ger 32,10);
  • ne indica pure la fine (cfr. Rm 15,28);
  • talvolta gli conferisce un carattere segreto, come nel caso di un rotolo sigillato che nessuno può leggere, salvo colui che ha diritto di rompere il sigillo (Is 29,11).

Il sigillo di Dio

Nella Scrittura si ritrova l'espressione sigillo di Dio: si tratta di un simbolo poetico della sua sovranità sulle sue creature e sulla storia:

L'uso di questo simbolismo assume un nuovo valore con Cristo: egli afferma di essere segnato col sigillo di Dio, suo Padre (Gv 6,27); questo sigillo del Padre sul figlio dell'uomo è il potere che egli gli conferisce di compiere la sua opera (cfr. Gv 5,32.36), ma è anche la consacrazione che fa di lui il Figlio di Dio (Gv 10,36).

A questa consacrazione del Figlio di Dio il cristiano partecipa quando Dio lo segna col suo sigillo donandogli lo Spirito (2Cor 1,21-22; Ef 1,13-14), dono che è esigenza di fedeltà allo Spirito (Ef 4,30). Questo sigillo è il segno dei servi di Dio, ed è loro salvaguardia al tempo della prova escatologica (Ap 7,2-4; 9,4).

In grazia sua essi potranno rimanere fedeli alle parole divine, parole di cui Paolo dice che sono un sigillo; con esse infatti, Dio attesta in modo irrevocabile a quali condizioni si pervenga alla salvezza (2Tim 2,19).

Nella Confermazione

Il termine sigillo è usato nella formula con cui viene amministrato il Sacramento della Confermazione:

(LA) (IT)
« Accipe signaculum doni Spiritus Sancti. » « Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono»

La teologia cattolica insegna che "per mezzo di questa unzione il cresimando riceve "il marchio", il sigillo dello Spirito Santo"[2].

Note
Fonti
Bibliografia
Voci correlate

Suggerimenti



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