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Spirito Santo

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Colomba dello Spirito Santo (ca. 1660) - Gian Lorenzo Bernini - vetrata - Cattedra di San Pietro - Basilica di San Pietro (Città del Vaticano).

Lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità. Condivide con il Padre e con il Figlio la stessa sostanza, e con essi opera nella storia della salvezza.

Nella Trinità Immanente viene definito come il vincolo d'amore fra il Padre e il Figlio, dai quali procede.

Viene in modo particolare rivelato come Persona divina da parte di Gesù.

Indice

La preparazione dell'Antico Testamento

L'Antico Testamento non conosce la rivelazione dello Spirito Santo come Persona divina.

Espressioni come "Spirito di Dio" indicano una forza puramente esteriore che proviene da Dio, e che secondo le situazioni ha funzioni ora di vivificazione, ora di ordinamento, ora di guida, ora di restaurazione.

La rivelazione del Nuovo Testamento

È a partire dalla Risurrezione di Cristo che si realizza la piena la rivelazione dello Spirito Santo.

Gesù utilizza proprio l'immagine sensibile del vento per suggerire a Nicodemo la novità trascendente dello Spirito divino in persona (Gv 3,5-7).

Gesù chiama lo Spirito con il termine di Paraclito (Gv 15,26).

Caratteristica dello Spirito Santo è quella della sua conoscenza universale, per la quale egli "scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio" (1Cor 2,10), e in virtù di tale conoscenza è anche in grado di condurre ogni uomo alla verità per intero (Gv 16,13).

Attraverso il dono di Pentecoste (At 2,1-6) lo Spirito qualifica la vita di comunione interna della Chiesa e lo slancio missionario degli apostoli per l'annuncio della salvezza infondendo dinamismo e coraggio (parresia) e motivando il ministero.

Lo Spirito è il protagonista attivo nelle varia attività e nelle singolari esperienze degli apostoli, con i quali egli prende delle decisioni, organizzando in prima persona il ministero ed i ruoli degli apostoli e prendendo ripetutamente soluzioni decisionali:

  • "Abbiamo deciso, lo Spirito santo e noi..." (At 15,28);
  • "E lo Spirito disse a Filippo: Accostati, e raggiungi quel carro" (At 8,29);
  • "E mentre Pietro rifletteva su quella visione, lo Spirito gli disse: Ecco tre uomini che ti cercano. Alzati dunque, scendi, e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché sono io che li ho mandati" (At 10,19-20);
  • "E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati" (At 13,2).

Allo Spirito Santo bisogna rendere conto come si dovrebbe al Padre e al Figlio, come nel caso di Anania e Saffira (At 5,1-10)[1].

La riflessione teologica

Dagli elementi scritturali si evince la Personalità divina dello Spirito Santo, come anche la pari uguaglianza e dignità con il Padre e il Figlio. Testi importanti a questo riguardo sono le formule di benedizione e il comando di battezzare "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt 28,19).

In realtà a ciò si arrivati attraverso un forte dibattito teologico e pneumatologico.

Un altro elemento controverso tra la Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse è la questione del Filioque.

La Teologia Trinitaria contempla la personalità dello Spirito nella particolare relazione di immanenza definita dalla "spiratio" ("spirazione"): con questo termine ci si riferisce al procedere dello Spirito stesso dalla primaria fonte che è il Padre verso il Figlio (spiratio attiva), e all'essere spirato dello Spirito da parte del Padre con la complicità ricevente del Figlio (spiratio passiva); proprio quest'ultima spiratio passiva costituisce il carattere di relazione dello Spirito, per cui Egli è definibile a buon diritto Persona.

I Padri della Chiesa spiegano ulteriormente la relazione all'interno della Trinità con l'elemento dell'amore che intercorre fra Padre e Figlio: lo Spirito è vincolo di unione fra il Padre e il Figlio, per cui Sant'Agostino parla delle tre Persone con le espressioni l'amante, l'amato, l'amore.

Nella vita spirituale

A proposito dell'edificazione del singolo credente, lo Spirito Santo assume rilevanza a proposito dei suoi sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Questi doni orientano al meglio la vita dell'uomo.

A proposito del Corpo ecclesiale lo Spirito elargisce i carismi, doni di grazia per l'edificazione comune, che diventano ministeri quando messi a servizio dell'intera comunità: si tratta di doni liberi dello Spirito come anche di speciali doni di servizio come la profezia, la predicazione e la guida della Chiesa; fra essi il più importante è il dono della carità (1Cor 12-13).

Note
  1. In questo passo si nota che lo Spirito Santo potrebbe anche essere "tentato" come anche Gesù venne tentato.
Voci correlate

Suggerimenti



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