Atti degli Apostoli

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Atti degli Apostoli
Papiro 29 framm.AttiApostoli.jpg
Papiro 29, il frammento più antico degli Atti degli Apostoli
Titolo originale
Altri titoli
Nazione [[]]
Lingua originale greco
Traduzione
Ambito culturale
Autore San Luca evangelista
Note sull'autore
Pseudonimo
Serie
Collana
Editore
Datazione 80 - 90
Datazione italiana
Luogo edizione
Numero di pagine
Genere
Ambientazione
Ambientazione Geografica Terra Santa
Ambientazione Storica I secolo

Personaggi principali:

Titoli dei racconti
Libro precedente Vangelo secondo Luca
Libro successivo
Adattamento teatrale
Adattamento televisivo
Adattamento cinematografico
Note
Premi:
Collegamenti esterni:
ID ISBN
Virgolette aperte.png
Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
Virgolette chiuse.png
(At 1,1-2)

Gli Atti degli Apostoli sono un libro del Nuovo Testamento.

È scritto in greco e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva risale attorno al 80-90, forse in Grecia, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte. Il titolo è attestato a partire dalla metà del II secolo. Il libro non descrive le gesta degli apostoli, ma piuttosto il realizzarsi del piano salvifico di Dio nella missione della Chiesa primitiva.

La tradizione cristiana lo attribuisce a Luca, collaboratore di Paolo e autore di un vangelo.

La critica moderna riconosce un unico autore per i due libri e alcuni si spingono a parlare di un'unica opera in due volumi.

I motivi addotti sono:

  • La forte somiglianza di vocabolario e di stile
  • L'unico destinatario, Teofilo (cfr. Lc 1,3 e At 1,1)
  • Il richiamo al "primo libro" in At 1,1
  • Le consonanze e il legami di carattere teologico

Il luogo e l'epoca della stesura

È difficile stabilire dove il libro sia stato composto. Alcuni parlano di Roma perché là si conclude la narrazione; altri indicano l'Acaia in rispetto della tradizione antica; altri ancora sostengono Efeso o Antiochia di Siria , le due chiese di cui l'autore sembra conoscere meglio origini e sviluppo. Destinatari dell'opera sono le comunità abitate da cristiani provenienti dal paganesimo poiché l'autore attribuisce enorme importanza al passaggio dell'annuncio dai giudei ai pagani.

È composto da 28 capitoli e narra la storia della comunità cristiana dopo la morte di Gesù (30 d.C.) e fino al 63 d.C. circa, in particolare l'operato degli apostoli Pietro e Paolo.

Lo sviluppo e il contenuto

Lo sviluppo della narrazione segue un itinerario di tipo geografico secondo le tappe indicate da Atti At 1,8: dapprima è ambientata a Gerusalemme e in Giudea, poi in Samaria e da lì fino ai confini della terra. La narrazione ha anche valore teologico perché presenta la priorità dell' evangelizzazione ai giudei e la successiva apertura ai pagani come corrispondente al piano divino esposto nelle scritture (cfr. Lc 24,47; At 3,26; At 13,46; At 18,6; At 28,28).

Dopo una fase iniziale (cfr. At 1,1-26) è presentata la Chiesa a Gerusalemme, la sua nascita e crescita (cfr. At 2,1-41) la sua vita(At 2,42-47), la persecuzione (At 3-5), la nomina dei sette e il Martirio di Santo Stefano (cfr. At 6-7).

Con la persecuzione a Gerusalemme la missione si espande:

L'assemblea di Gerusalemme sancisce ufficialmente l'accoglienza dei pagani nella Chiesa (cfr. At 15,1-35)

Il Vangelo è libero di diffondersi e Paolo intraprende due grandi viaggi missionari:

L'ultima parte presenta Paolo accusato e testimone di fronte ai tribunali giudaici e pagani: progetta e realizza il viaggio e Gerusalemme (At 19,21-21,16) dove è arrestato e giudicato (At 21,17-23,30). È portato a Cesarea (At 23,31-26,32), da lì salpa per Roma dove incontra i capi dei giudei (At 27,1-28,28) e predica poi liberamente per due anni (At 28,29-30)

La diffusione del Vangelo è così arrivata ai confini della terra in obbedienza al mandato di Cristo, sotto l'azione dello Spirito Santo e per l'opera dei testimoni prima i Dodici Apostoli e poi Paolo.

Una storiografia teologica

L'autore intende fare opera storiografica di carattere teologico, poiché è Dio a guidare gli eventi.

Si ispira alla storiografia ellenistica, veterotestamentaria e giudeo-ellenistica, utilizzandone i metodi.

Narra per episodi drammatici:

  • Pentecoste (cap.2)
  • Stefano (capp.6-7)
  • Cornelio (capp.10-11)
  • Assemblea di Gerusalemme (cap.15)
  • Atene (cap.17)
  • Azione giudiziaria contro Paolo (capp.21-26)

Inserisce discorsi per dar senso agli eventi e far progredire la narrazione. Usa frequenti sommari, maggiori (come in At 2,42-47 e in At 4,32-35), o minori (come in At 1,14 At 6,7)

Tende a ricreare attraverso il procedimento della "mimesi" l'atmosfera dei tempi passati o dei luoghi.

Bibliografia
  • Augusto Barbi Atti degli Apostoli in Enciclopedia del Cristianesimo pp 79-81
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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