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Beato Ciriaco Elias Chavara

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Beato Ciriaco Elias Chavara, C.M.I.
Presbitero
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Beato
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quadro devozionale con gli ultimi momenti di vita del beato
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Titolo
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Età alla morte 66 anni
Vestizione [[]]
Professione religiosa 8 dicembre 1855
Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale novembre 1829
Appartenenza
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Creazione
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a Cardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
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Predecessore {{{predecessore}}}
Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Riconoscimenti
Iter verso la Canonizzazione
Venerato da Chiesa cattolica siro-malabarese
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 3 gennaio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Patrono di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 3 gennaio, n. 10:
«
Nel monastero di Mannemamy nel Kérala in India, beato Ciriaco Elia Chavara, sacerdote, fondatore della Congregazione dei Carmelitani di Maria Immacolata. »
 
(Santo di venerazione particolare o locale)

Beato Ciriaco Elias Chavara (Kuriako­se Elia della Sacra Famiglia) (Kainakari, 8 febbraio 1805Koonammavu, 3 gennaio 1871) è stato un sacerdote e fondatore indiano.

Biografia

Nacque il 10 febbraio 1805 a Chennankary, nella attuale diocesi di Changanacherry, in In­dia. Al battesimo ricevette il nome di Ciriaco (Kuriakose nella versione si­riaca usata in Malabar). Fu educato in famiglia sotto la guida dei ferventi genitori. Quando aveva soltanto alcuni mesi la madre lo portò all'altare della Madonna e lo dedicò alla Madre di Dio. Quando il bambino diventò più grande, la madre gli ripeteva spesso che egli non era più suo figlio, ma il figlio della Madre di Dio e lo ammonì di comportarsi in questo senso, inse­gnandogli le preghiere e le verità della fede.

Al termine degli studi elementari nel villaggio nativo incontrò per caso padre Tommaso Palakal, il quale fu colpito dal carattere e dalla pietà del ra­gazzo. Tredicenne lo portò con se nel Seminario di Pallipuram. Qui s'impe­gnò nello studio della lingua latina e delle lingue orientali e poi della teolo­gia. Durante gli anni di Seminario Ciriaco perse entrambi i genitori e il fratello maggiore. Allora i suoi parenti tentarono in tutti i modi di farlo de­sistere dalla vita clericale, ma non vi riuscirono. Ciriaco terminò gli studi teologici e nel novembre 1829 fu ordinato sacerdote.

Dopo l'ordinazione e la celebrazione della prima Messa nella sua parroc­chia di origine, il giovane sacerdote fu chiamato di nuovo in Seminario a fare da assistente al malpan (parola siriaca per indicare colui che insegna in Seminario o anche chi lo dirige) Tommaso Palakal.

Na Ciriaco sentiva maturare dentro di se il desiderio di de­dicarsi a una vita più interiore e perciò, insieme con il malpan Tommaso Palakal e a padre Tommaso Porukara sacerdote della parrocchia Kallurkad, progettò di costruire a Mannanam un convento, dove si potesse più facilmente vivere una vita di maggiore raccoglimento per raggiungere il vero scopo sacerdotale definito in questo senso: Il sacerdote ha per vocazio­ne l'obbligo di curare le anime e di lavorare per la loro salvezza; nelle stesso tempo ha però anche il dovere di procurare la propria personale santifica­zione e salvezza. Ottenuto il necessario permesso la prima pietra venne osta 1'11 maggio 1831, ad opera del ve­scovo del luogo, con grande solennità. Malpan Tomma­so Palakal e Tommaso Porukara ripresero la loro attività pastorale e cer­carono di raccogliere i mezzi finanziari; Ciriaco rimase a Mannanam per sorvegliare la costruzione dell'edificio.

Mentre il convento era in costruzione, Ciriaco si vide affidata dal Vesco­vo la parrocchia di Pallipuram e per due anni ne fu parroco. Un giorno, mentre si preparava a recarsi da un suo parrocchiano ammalato di vaiolo, alcuni parrocchiani cercarono di dissuaderlo, per paura del contagio. Ma Ciriaco disse:

«
E questo il mio dovere, e Dio sarà con me »
 

Nell'aprile del 1833, padre Ciriaco fu sollevato dall'ufficio di parroco e poté quindi stabilirsi a Mannanam e dedicarsi con maggiore disponibilità alla costruzione del convento. In questo periodo morirono i suoi intimi amici. Malpan Tommaso Palakal, pioniere del convento, suo maestro e direttore, morì il 13 gennaio 1841, mentre il 23 gennaio 1846 morì a Mannanam P. Tommaso Porukara, che si era particolarmente dedicato al nuovo convento, e la cui eccezionale pietà aveva impressionato tutti. Cosi il giovane Ciriaco, unico superstite dei tre pionieri del progetto, si trovò solo.

Nel frattempo fu incaricato della formazione dei sacerdoti di rito siro-­malabarico nel Seminario, dove nel 1844 fu insignito del titolo di malpan e nominato esaminatore dei sacerdoti di rito siro-malabarico del vicariato apostolico. Nel 1846 padre Ciriaco fu nominato rettore del Seminario di Mannanam e mantenne questo ufficio fino al 1864, quando si trasferì a Koonammavu.

Ciriaco, che viveva da solo, conduceva una vita cosi esemplare che alcuni sacerdoti e chierici si associarono a lui, desiderando seguire la stessa via. Nel 1855 ottenne l'approvazione dell'Ordinario ebbe inizio il nuovo istituto religioso dei Fratelli Carmelitani di Maria Immacolata, ai quali Ciriaco diede la Regola e le Costituzioni. Egli e altri dieci padri emise­ro la loro professione religiosa secondo le nuove Costituzioni nel convento di Mannanam 1'8 dicembre 1855. Padre Ciriaco assunse il nome di Kuriako­se Elia della Sacra Famiglia e l'arcivescovo gli diede il titolo di Priore di Mannanam. Questi religiosi si occupavano attivamente nel lavoro pastorale nelle varie parrocchie e il loro numero andò aumentando, dando origine ad altri conventi. Nel 1857 ci fu una fondazione a Koonammavu, nel 1858 a Elthuruth, nello stesso anno a Vazhakulam, nel 1864 a Pulincunnu, nel 1868 a Ampazhakad e nel 1870 a Mutholy.

Nel 1861, mentre padre Ciriaco Elia era ancora rettore del Seminario di Mannanam, il vicario apostolico lo nominò vicario generale della Chiesa siro‑malabarese, con le più ampie facoltà. Come vicario generale, dovette con­frontarsi con il vescovo scismatico caldeo Thomas Rochos di Bagdad, che nello stesso 1861, contro gli ordini del Papa Pio IX, venne nel Malabar con titolo di Vescovo Tommaso, minacciando cosi l'unità della Chiesa. Con la sua prudenza padre Ciriaco salvò molti cristiani dal pericolo di cadere nello scisma e ricuperò molte parrocchie che già vi avevano aderito. Superata la crisi, Pio IX gli scrisse una lettera di alto apprezzamento e di profon­da soddisfazione.

Nel 1864 padre Ciriaco lasciò Mannanam per stabilirsi a Koonammavu, dove era più facile programmare e dirigere i vari lavori. In quegli anni maturò il desiderio di fondare un Istituto religioso femminile, nell'in­tento di creare un ambiente dove le ragazze del Malabar potessero vivere un'autentica vita cristiana. Nel 1866, con la collaborazione di padre Leopoldo Beccaro, O.C.D., di origine italiana, fondò anche una congregazione religiosa femminile nel Malabar con il nome di Terz'Ordine Carmelitane scalze, che ebbe la sua prima casa a Koonammavu e si divise poi in due gruppi per riunirsi recentemente nell'unico Istituto Mother of Carmel

Ciriaco trovò il tempo per scrive­re anche alcuni libri spirituali a beneficio dei fedeli malabaresi, avendo una penna facile ed una vena poetica di grande spontaneità. Ciò lo portò a scrivere opere di grande diffusione in prosa e in versi. Aveva anche disposizione alla meccanica e aveva ideato egli stesso una macchina in legno per la stampa dei suoi scritti.

Caduto ammalato nell'ottobre 1870, sopportò per tre mesi con pazienza e serenità le sofferenze della malattia e la pena di una cecità totale. Dopo aver ricevuto con grande devozione gli ultimi sacramenti, mori il 3 gennaio 1871 nel monastero di Koonammavu, circondato dai suoi figli spirituali e conservando piena lucidità di mente fino all'ultimo.

Opere

Le principale sono:

  • II testamento d'un Padre affezionato
  • Veglia presso una salma
  • Meditazione e colloqui

Inoltre scrisse di pro­pria mano l'intero testo del Ufficio Divino con l'intenzione di pubblicarlo. Allo scopo di esprimere il forte senso di devozione, di amore, di gratitudine che serbava nel cuore.

Per la sua propria consolazione, prima dell'ultima malattia, scrisse una breve composizione poetica intitolata:

  • Atmanuthapam (« Gemiti di un'anima pentita »).
Collegamenti esterni

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