San Tesauro Beccaria
| San Tesauro Beccaria, O.S.B. Vall. Cardinale · Martire | |
|---|---|
| Santo | |
| Beato Tesauro, Abbazia di San Bartolomeo a Ripoli | |
| Nascita | Pavia 1210-1220 |
| Morte | Firenze 12 settembre 1258 |
| Creato Cardinale |
1255 da Alessandro IV (vedi) |
| Cardinale per | 3 anni, 9 mesi e 12 giorni ca. |
| Incarichi ricoperti | |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 12 settembre |
| Collegamenti esterni | |
| (EN) Scheda su gcatholic.org (EN) Scheda su Salvador Miranda | |
San Tesauro Beccaria, o Tesauro dei Beccheria (Pavia, 1210-1220; † Firenze, 12 settembre 1258), è stato un cardinale, abate e martire italiano.
Cenni biografici
Nato a Pavia fra il 1210 e il 1220 in una famiglia nobile e importante di tradizione ghibellina. Il suo nome di battesimo è indicato anche come Tesoro mentre il suo cognome come dei Beccheria.
Formazione e ministero sacerdotale
Entrò nella Congregazione Vallombrosana dell'Ordine di San Benedetto.
Ricevette l'ordinazione presbiterale della quale non si conosce nessuna ulteriore informazione. Monaco e successivamente eletto abate generale del suo ordine nel 1252. Le sue origini familiari lo resero sospetto al regime guelfo, che approfittò delle lamentele sollevate dalle monache di Sant'Ilario per avviare una serie di azioni contro di lui. Per di più Tesauro ricevette il pericoloso appoggio del cardinale Ottaviano Ubaldini, allora protettore dell'Ordine, ma guardato con ostilità dai fiorentini.
Cardinalato
Creato cardinale diacono nel concistoro del dicembre 1255 da papa Alessandro IV il suo titolo non è noto. Non appare come firmatario di nessuna Bolla papale. Il pontefice lo mandò come Legato pontificio a Firenze per stabilire la pace tra guelfi e ghibellini. Dopo la morte di Federico II nel 1250, la fazione guelfa aveva preso il sopravvento, compiendo una lunga serie di vendette ed epurazioni culminate con l'esilio delle famiglie ghibelline e la distruzione delle loro case.
La situazione precipitò nell'estate 1258, allorché i fiorentini scoprirono un'alleanza contro di loro che coinvolgeva Siena e gli Ubaldini. Non tutti in città furono convinti della sua colpevolezza, come dimostrano le testimonianze dei cronisti Ricordano Malispini e, sia pure in tono più possibilista, Giovanni Villani.
Sebbene il governo cittadino non avesse emesso alcuna condanna ufficiale contro di lui, Tesauro Beccaria fu arrestato con l'accusa che aveva segretamente trattato con Manfredi per incoraggiare il ritorno dei ghibellini a Firenze. Il 4 settembre (o 12 settembre) 1258 fu giustiziato per decapitazione nell'antica Piazza di Sant'Apollinare, oggi Piazza San Firenze.
L'esecuzione portò la città di Firenze all'interdizione papale che durò più di sette anni. L'uccisione dell'abate provocò anche la condanna da parte della città di Pavia, che minacciò di imprigionare i mercanti fiorentini e confiscare i loro beni. I fiorentini risposero, tramite la penna di Brunetto Latini, che se l'abate si era sollevato mille volte, mille volte meritava la pena di morte, dichiarandosi disponibili a condurre negoziati di pace.
Morte
Morto il 12 settembre 1258 per decapitazione in piazza di Sant'Apollinare a Firenze e sepolto a Vallombrosa. l'attuale luogo di sepoltura è sconosciuto.
Sulla effettiva colpevolezza del Beccaria gli studiosi sono abbastanza divisi, come pure sulla sua nomina cardinalizia. Nonostante quel periodo fosse caratterizzato da grandi instabilità e confusione, sembra difficile credere che il legato pontificio tramasse con il principale nemico del papato contro i suoi sostenitori.
Beatificazione
Venne inserito nel martirologio benedettino come martire e commemorato il 4 settembre. La Chiesa universale lo ricorda il 12 settembre.
Nella Divina commedia
Nella Divina Commedia di Dante Alighieri, Tesauro è raffigurato come uno dei traditori imprigionati nel ghiaccio eterno in fondo al decimo e più basso cerchio dell'Inferno:
| « |
Se fossi domandato "Altri chi v'era?", | |
(Inferno, XXXII, 117-119
)
| ||
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Abate generale della Congregazione Vallombrosana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1252-1258 | ? |
| Predecessore: | Cardinale diacono (mai ricevuta una diaconia) |
Successore: | |
|---|---|---|---|
| 1255 - 1258 |
| Collegamenti esterni | |
|
Francesco Salvestrini, TESAURO su treccani.it in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 95. (2019). URL consultato il 06.02.2026 | |
| Voci correlate | |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2168839843445401842 |
|---|
- Italiani del XIII secolo
- Abati generali della Congregazione Vallombrosana
- Martiri italiani
- Martiri per nome
- Concistoro 1255
- Cardinali italiani del XIII secolo
- Cardinali del XIII secolo
- Cardinali per nome
- Cardinali creati da Alessandro IV
- Tutti i Santi
- Santi italiani
- Santi del XIII secolo
- Santi e beati del 12 settembre
- Biografie
- Abati per nome
- Cardinali italiani
- Abati italiani
- Nati nel 1210-1220
- Nati nel XIII secolo
- Morti nel 1258
- Morti il 12 settembre
- Cardinali santi