Abbazia di San Felice (Giano dell'Umbria)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Abbazia di San Felice
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
GianoUmbria AbbS.Felice.JPG
Abbazia di San Felice, complesso monastico
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione Flag of Umbria.svg Umbria


Regione ecclesiastica Umbria

Provincia Perugia
Comune Giano dell'Umbria
Località
Diocesi Spoleto-Norcia
Religione Cattolica
Indirizzo Via dell'Abbazia 1
06030 Giano dell'Umbria (PG)
Telefono +39 0742 90103
Fax +39 0742 931049
Posta elettronica digi_emme@libero.it
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà Missionari del Preziosissimo Sangue
Oggetto tipo Abbazia
Oggetto qualificazione benedettina
Dedicazione San Felice di Massa Martana
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.S.B.
Sigla non trovata! verifica se è inserita qui.
Sigla non trovata! verifica se è inserita qui.
Fondatore
Data fondazione 950
Architetto


Stile architettonico Romanico
Inizio della costruzione X secolo
Completamento XIX secolo
Distruzione
Soppressione 1450
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione
Consacrato da
Titolo
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore
Datazione scavi
Scavi condotti da
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
42°50′37″N 12°34′06″E / 42.843666, 12.568344 Flag of Umbria.svg Umbria
Mappa di localizzazione New: Umbria
Abbazia di San Felice
Abbazia di San Felice
Perugia
Perugia
Terni
Terni
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
{{{nome}}}
{{{nomeInglese}}}
[[Immagine:{{{immagine}}}|240px]]
Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
[[Immagine:{{{linkMappa}}}|300px]]
[[:Categoria:Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}|Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}]]

L'Abbazia di San Felice è un complesso monumentale che ospitò un monastero benedettino, situato nel territorio del comune di Giano dell'Umbria (Perugia), a circa 30 km da Spoleto, su una terrazza naturale alle pendici dei Monti Martani. L'abbazia attualmente è affidata ai Missionari del Preziosissimo Sangue.

Storia

Le fonti, scarne e tardive, riferiscono di un oratorio edificato nel IV secolo sul sepolcro di san Felice, martire e vescovo di Massa Martana, il cui corpo sarebbe stato trasportato dai suoi fedeli e discepoli in locum qui dicitur Castricianum (ossia Castrum Icciani, oggi "Giano").

L'oratorio, ampliato in cenobio monastico tra il VI e l'VIII secolo, verso il 950 venne occupato dai monaci benedettini, qui stabilizzatisi. La data non è attestata da fonti scritte antiche, ma risulta assai probabile in quanto suggerita da vari resti lapidei e scultorei riutilizzati nelle fabbriche successive, per connotazione stilistica ascrivibili a quel periodo storico. Vari capitelli, frammenti di plutei, un sarcofago romano ritenuto il sacello di san Felice, confermerebbero la concretezza di questo insediamento anteriore al Mille e la vitalità artistica e spirituale di quegli anni nella storia dell'abbazia e del culto del Santo, giustificate solo dall'attiva presenza di una comunità monastica benedettina. Tale cenobio, indicato prima dalla tradizione e dalle testimonianze materiali, viene attestato nella storia successiva da documenti scritti che menzionano un abate Giacomo nel 1255 e un altro abate Pietro nel 1313.

Nel 1373, papa Gregorio IX sottopose, con una bolla, il cenobio all'Abbazia di Santa Croce di Sassovivo, presso Foligno, di cui seguì le sorti fino al 1450, anno della sua confermata decadenza quando Niccolò V allontanò i monaci benedettini e soppresse l'abbazia, affidandola agli Eremitani di Sant'Agostino, che però ne ebbero il pieno possesso giuridico solo nel 1481 da Sisto IV. I nuovi monaci ampliarono subito il complesso con la costruzione dell'attuale chiostro e del refettorio e, alla fine del XVIII secolo, con il nuovo braccio del monastero. Anche la chiesa venne parzialmente rimaneggiata con l'elevazione delle navate laterali e la realizzazione della loggia semicircolare al disopra dell'abside centrale.

Nel 1798 gli agostiniani vennero sostituiti per breve tempo dai Passionisti, che vi rimasero fino al 1803.

Dal 1815 l'abbazia è sede della congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, fondata da san Gaspare del Bufalo.

Nel 1860, a seguito della soppressione delle corporazioni religiose, il complesso monastico fu abbandonato dai bufalini, che vi fecero rientro solamente nel 1937. Da allora l'abbazia è custodita dai sacerdoti di san Gaspare del Bufalo, che oggi ne hanno fatto un centro di accoglienza e spiritualità.

Descrizione

Chiesa

Chiesa abbaziale (1130 ca.), esterno

La chiesa, edificata intorno al 1130, segue lo schema architettonico tipico del romanico spoletino. Infatti, La struttura è strettamente legata ad un periodo di grande rinnovamento ed evoluzione, che si esplica in una eccezionale attività di edilizia ecclesiale, ben configurata in Spoleto e nelle sue immediate adiacenze, dove lo stesso impianto basilicale lo ritroviamo nelle chiese coeve di San Gregorio Maggiore, di San Ponziano, di San Giuliano sul Monteluco, di San Sabino, di San Brizio e di San Pietro di Bovara. Tuttavia, la chiesa di San Felice si distingue da queste per una maggiore e più accentuata monumentale solennità, sottolineata, soprattutto, dalla presenza delle volte in sostituzione delle capriate. Monumentalità oggi avvertibile soprattutto all'interno, date le gravi alterazioni della facciata e della parte absidale, attuate dal 1516 in poi.

Esterno

La facciata della chiesa, ora sopraelevata ed apparentemente a capanna, originariamente era a salienti e lasciava intravedere le diverse altezze delle tre navate. Sopra l'unico portale, a più rincassi con architrave intagliato, si apre un'ampia trifora; anche le colonnine della trifora, come l'architrave dell'ingresso, appartengono alla costruzione medievale.

Chiesa abbaziale (1130 ca.), interno

La zona absidale, fortemente rimaneggiata con il rialzamento della loggia cinquecentesca, reca i segni di influssi lombardi nelle semicolonne e nelle lesene che la suddividono in specchiature concluse in alto da archetti pensili andati distrutti e dei quali restano tracce nell'abside di sinistra.

Interno

L'interno, a pianta basilicale, è interamente coperto in muratura, con volta a botte ribassata la navata centrale, a crociera le laterali.

Il presbiterio, preceduto dall'arco trionfale sorretto da pilastri cruciformi e sormontato da una bifora, è molto sopraelevato e sviluppato in profondità, come la cripta sottostante.

La struttura mossa della planimetria, la particolare spaziatura del presbiterio, l'accentuata verticalità della navata centrale in contrasto con la sua relativa larghezza, la volta a botte della copertura centrale in sostituzione delle capriate lignee più diffuse in Umbria, sono elementi peculiari del romanico lombardo, adattati sul posto alla diversa tipologia del terreno collinare e alle esigenze liturgiche di una chiesa abbaziale, per lo più riservata ai monaci e limitatamente aperta agli abitanti delle campagne e del borgo limitrofo.

I capitelli delle colonne delle navate, del presbiterio e della cripta sono tutti decorati con una grande varietà elementi ornamentali, quali: animali, motivi geometrici, figure umane stilizzate, ecc. A tutta questa figurazione incisa sulla pietra doveva sicuramente corrispondere un'ampia superficie dipinta sulle pareti, ricoperta purtroppo da decorazioni pittoriche e stucchi nel XVIII secolo che, rimossi in occasione del radicale restauro del 1958, non restituirono i primitivi affreschi.

Pescius, Gesù Cristo in gloria tra san Michele Arcangelo, san Gabriele Arcangelo, la Madonna, apostoli e profeti, Agnello di Dio tra i simboli degli evangelisti, Martirio di san Felice (fine XIII secolo), tempera su tavola; Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria

Ben poco resta delle opere e della suppellettile liturgica, qui collocata, tra questi va ricordato, in particolare, lo splendido dossale raffigurante:

Cripta

La cripta, probabilmente di epoca anteriore al resto della fabbrica, si suppone sia della fine del XI secolo, è divisa in tre navate con colonne con capitelli decorate con figure di animali e motivi vegetali.

Monastero

Abbazia di San Felice, pianta del complesso monastico

Il grande complesso abbaziale è composto da tre parti distinte: il monastero benedettino, l'ala agostiniana e un corpo complementare. La prima, più antica a forma di "U", s'innesta al lato meridionale della chiesa ed è stata molto rimaneggiata dagli agostiniani per cui non è possibile ricavarne l'originario assetto. La seconda, eretta dagli agostiniani, corrisponde al settore addossato alla parete settentrionale della chiesa che comprende anche la torre campanaria, l'ala nord e quella sud, il refettorio ed il chiostro con i due loggiati sovrapposti. La terza è una lunga e bassa costruzione voluta dal Comune di Spoleto per usi agricoli.

Il chiostro, in pilastri di mattoni a pianta rettangolare, fu edificato verso la metà del XVI secolo e completato nel piano alto chiuso da finestroni all'inizio del XVIII secolo; le lunette di due pilastri sono decorate con dipinti murali, raffiguranti:

Inoltre, di notevole interesse:

  • sala capitolare con copertura a volta, sorretta da un'unica colonna centrale;
  • refettorio con il lavabo che reca la data 1601.
Note
Bibliografia
  • Gustavo Cuccini, Antonio Giorgi, Monaci ed eremiti in Umbria, col. "Umbria mistica", Editore La Voce, Perugia 2000, pp. 46 - 50 ISBN 9788890037535
  • Francesco Guarino e Alberto Melelli, Abbazie benedettine in Umbria, Editore Quattroemme, Perugia 2008, pp. 76 - 78 ISBN 9788889398425
  • Mario Sensi (a cura di), Itinerari del sacro in Umbria, Editore Octavo, Perugia 1998, pp. 282 - 283
  • Touring Club Italiano (a cura di), Umbria, col. "Guide Rosse", Editore Touring, Milano 2002, p. 512 ISBN 9788836525423
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.