Annunciazione (Sandro Botticelli)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
1leftarrow.png Voce principale: Annunciazione a Maria.
Firenze Gal.Uffizi S.Botticelli Annunciazione 1489-90.JPG
Sandro Botticelli, Annunciazione (1489 - 1490), tempera su tavola
Annunciazione di Cestello
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Toscana
Regione ecclesiastica Toscana
Provincia Firenze
Comune

Stemma Firenze

Località
Diocesi Firenze
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Galleria degli Uffizi
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Firenze
Luogo di provenienza Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, Cappella Guardi
Oggetto pala d'altare
Soggetto San Gabriele arcangelo annuncia a Maria Vergine la nascita di Gesù
Datazione 1489 - 1490
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
inizio del {{{inizio del}}}
Ambito culturale
Autore

Sandro Botticelli (Alessandro Filipepi)
detto Sandro Botticelli

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tavola
Misure h. 150 cm, l. 156 cm (senza cornice);
h. 240 cm, l. 235 cm (con cornice)
Iscrizioni SPIRITVS SANTVS SVPERVENIET IN TE / ET VIRTVS ALTISSIMI OBVMBRAVIT TIBI;
ECCE ANCILLA DOMINI FIAT / MIHI SECVNDVM VERBVM TVVM
Stemmi, Punzoni, Marchi Stemmi di Benedetto Guardi e consorte
Note

<span class="geo-dms" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: carattere di punteggiatura "{" non riconosciuto. Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: carattere di punteggiatura "{" non riconosciuto.">Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: carattere di punteggiatura "{" non riconosciuto. Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: carattere di punteggiatura "{" non riconosciuto. / {{{latitudine_d}}}, {{{longitudine_d}}} {{{{{sigla paese}}}}}


Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

26Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te". 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine"....
34Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio". 38Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.
Virgolette chiuse.png

L'Annunciazione è una pala d'altare, eseguita tra il 1489 e il 1490, a tempera su tavola, da Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli (1445 - 1510), proveniente dalla Cappella Guardi nella Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi a Firenze e ora conservata presso la Galleria degli Uffizi nella stessa città toscana.

Descrizione

Ambientazione

Sandro Botticelli, Paesaggio fluviale (part. dall'Annunciazione), 1489-1490, tempera su tavola

La scena dell'Annunciazione si svolge in un ambiente dall'architettura severa ed elegante, con un pavimento a riquadri di cotto e fasce di marmo scorciati prospetticamente, con una porta inquadrata da una cornice in pietra serena modanata che lascia scorgere un hortus conclusus e un paesaggio fluviale con ponti e castelli dall'inconfondibile carattere tipicamente fiammingo.

Soggetto

Nel dipinto compaiono:

  • a destra, Maria Vergine è distolta dalla lettura di un libro sacro posto su un leggio.
  • a sinistra, San Gabriele arcangelo con in mano un giglio bianco, è appena atterrato (come dimostra il velo trasparente svolazzante) e intreccia con la Madonna un intenso scambio di sguardi, reso più evidente dal gesto delle mani che si avvicinano.

Cornice e predella

La pala d'altare conserva ancora oggi la cornice dorata originale, costituita da una coppia di paraste, poste ai lati, decorate con candelabri, un architrave a motivo a palmette alternate a teste d'angelo, attribuita all'architetto e scultore Giuliano da Sangallo (1445-1516), che include la predella nella quale sono dipinti:

  • al centro, Ecce Homo;
  • ai lati, Due stemmi e altrettante iscrizioni.

Note stilistiche, iconografiche e iconologiche

  • L'opera è caratterizzata dall'intensità drammatica raggiunta dall'artista nei dipinti della fine del XV secolo, ricche di spunti meditativi ripresi dalle prediche del frate domenicano Girolamo Savonarola (1452-1498), iniziate proprio il 1º agosto 1489 nella Chiesa di San Marco e che dovettero colpire profondamente Sandro Botticelli.
  • Il baricentro del dipinto ruota intorno al gesto delle mani dei due protagonisti: un modo per esprimere il senso dell'episodio evangelico e l'accettazione del messaggio divino, oltre a fungere da collegamento tra le due metà della pala d'altare, separate dalle linee verticali della porta.
  • La forte suggestione prospettica, che si evidenzia attraverso i riquadri del pavimento, conduce lo sguardo dello spettatore ad osservare il paesaggio composto da una città turrita che si apre dietro l'Arcangelo.
  • La pala denuncia echi della contemporanea scultura fiorentina (si veda, per esempio, l'Annunciazione ( 1435 ca.) di Donatello, ubicata nella Basilica di Santa Croce) e, se confrontata con l'opera botticelliana di analogo soggetto di San Martino alla Scala del 1481, risulterà più evidente il percorso artistico e culturale intrapreso dal pittore, orientato verso una semplificazione delle forme attraverso il ricorso sempre più limitato ai particolari narrativi-descrittivi e interessato alla resa monumentale dello spazio.

Iscrizioni

Sandro Botticelli, Annunciazione (pala d'altare con cornice), 1489-1490, tempera su tavola

Nel dipinto si trovano, sulla predella, due iscrizioni che riportano altrettanti passi evangelici:

  • nello scomparto sinistro (Lc 1,35):
(LA) (IT)
« SPIRITVS SANTVS SVPERVENIET IN TE / ET VIRTVS ALTISSIMI OBVMBRAVIT TIBI » « Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo»
  • nello scomparto destro (Lc 1,38):
(LA) (IT)
« ECCE ANCILLA DOMINI FIAT / MIHI SECVNDVM VERBVM TVVM » « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto »

Stemmi

Nell'opera sono presenti, sulla predella, due blasoni:

Notizie storico-critiche

La commissione della pala d'altare è documentata nel "Libro dei benefattori" della Chiesa di San Frediano del Cestello (da qui il nome con cui è anche conosciuta l'opera), in Borgo Pinti a Firenze, oggi Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, dove è riportato l'ordine al pittore, datato 19 marzo 1489 e retribuito con trenta ducati. Il committente Benedetto Guardi, un importante funzionario pubblico immatricolato nell'arte dei cambiavalute, che nella chiesa aveva acquisito il patrocinio di una cappella sia come simbolo del raggiungimento di un certo status economico-sociale, sia come valore spirituale.

Nel 1568 la menziona Giorgio Vasari[1] e nel 1754 fu vista ancora sull'altare laterale dal gesuita e accademico fiorentino, Giuseppe Richa (1693 - 1761),[2] anche se nel frattempo la chiesa era passata alle monache di santa Maria Maddalena de' Pazzi.

Nella seconda metà del XVIII secolo, il dipinto fu trasferito nella Chiesa di San Martino a Molin del Piano presso la villa fiesolana di Terenzano di proprietà del monastero; da questo edifico sacro nel 1874 venne rimosso e trasportato nella Galleria degli Uffizi.

Un restauro concluso nel 1986 ha rimediato ai danni di un intervento effettuato nel XIX secolo, in cui la tempera era stata parzialmente abrasa, in particolare nel cielo di azzurrite e ripristinato la doratura della cornice originale.

Note
  1. Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti (1568), col. "Mammut Gold", Editore Newton Compton, Milano 2016, p. 493
  2. Giuseppe Richa, Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise né suoi quartieri, 10 voll., Firenze 1754-1762.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni
Firma documento.png

Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 21 settembre 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.