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Arcidiocesi di Košice

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Arcidiocesi di Košice
Archidioecesis Cassoviensis
Chiesa latina
Stemma

Cattedrale di Sant'Elisabetta.
Arcivescovo metropolita Marek Forgáč
Parrocchie 222
Presbiteri 481 di cui 402 secolari e 79 regolari
1.412 battezzati per Presbitero
91 religiosi 275 religiose 2 diaconi
1.158.400 abitanti in 10.430 km²
679.470 battezzati (58,7% del totale)
Nazione bandiera Slovacchia
Sede Košice
Diocesi suffraganee
Rožňava, Spiš

Collocazione della diocesi

Provincia ecclesiastica
Eretta 9 agosto 1804
Rito romano
Cattedrale Sant'Elisabetta d'Ungheria
Concattedrale San Nicola
Indirizzo
Hlavná ulica 28, SK-041 83 Košice, Slovenská Republika
Collegamenti esterni
Sito (web social)
Dati online 2024 (gc ch)
Collegamenti interni
Chiesa cattolica in Slovacchia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica
La concattedrale di Prešov.
Il palazzo arcivescovile di Košice.

L'Arcidiocesi di Košice (slovacco: Košická arcidiecéza; in latino Archidioecesis Cassoviensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Slovacchia.

Territorio

L'arcidiocesi comprende le regioni di Košice e Prešov, nella Slovacchia orientale, eccettuati i distretti di Gelnica, Kežmarok, Levoča, Poprad, Rožňava, Spišská Nová Ves, nonché la parte occidentale del distretto di Stará Ľubovňa.

Sede arcivescovile è la città di Košice, dove si trova la Cattedrale di Sant'Elisabetta d'Ungheria (Metropolitná katedrála svätej Alžbety). A Prešov sorge la Concattedrale di San Nicola.

Il territorio si estende su 10.430 km².

Provincia ecclesiastica

La provincia ecclesiastica di Košice, istituita nel 1995, comprende 2 suffraganee:

Storia

La diocesi di Košice fu eretta il 9 agosto 1804 con la bolla In universa gregis di papa Pio VII, ricavandone il territorio dall'Arcidiocesi di Eger, di cui era originariamente suffraganea. Nello stesso anno fu inaugurato il seminario vescovile.

In precedenza, a partire dal 1566 e per oltre un secolo, Košice era stata la sede effettiva dei vescovi di Eger che avevano dovuto lasciare la parte del Regno d'Ungheria occupata dall'Impero ottomano.

Verso la metà del XIX secolo, si contavano nella diocesi 260.000 cattolici di rito latino e 110.000 di rito greco, 20.000 luterani, 80.000 calvinisti e 55.000 ebrei. I cattolici di rito latino erano ripartiti in 194 parrocchie, servite da 276 preti diocesani e raggruppate in 3 arcidiaconati.[1]

Nel concistoro del 25 giugno 1877 in cui papa Pio IX nominava vescovo di Košice Konštantín Schuster, la sede vescovile è descritta come una delle principali città del Regno d'Ungheria, sorgente in un'amena pianura circondata da colline con vigneti. Aveva mille case con ventimila abitanti, quasi tutti cattolici. Aveva un capitolo con sette canonici, fra cui quattro dignità, ma mancavano le prebende per il teologo e il penitenziere. La cattedrale era l'unica parrocchia della città, in cui non vi erano confraternite, ma esistevano due monasteri maschili e uno femminile, c'erano due ospedali, un monte di pietà e il seminario. Nella diocesi, piuttosto vasta, si trovavano quasi 200 parrocchie.[2]

Al termine della Prima guerra mondiale e in seguito allo smembramento dell'Impero austro-ungarico, la diocesi si trovò divisa fra due stati: 156 parrocchie in Cecoslovacchia e 49 parrocchie in Ungheria. Alla morte del vescovo Augustín Fischer-Colbrie nel 1925, la Santa Sede nominò Jozef Čársky, vescovo titolare di Tagora, come amministratore apostolico della diocesi.

Il 2 settembre 1937 per effetto della bolla Ad ecclesiastici di papa Pio XI Košice divenne una diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. La porzione del suo territorio che cadeva sotto territorio ungherese fu eretta in amministrazione apostolica, con sede a Szikszó, e affidata all'arcivescovo di Esztergom Jusztinián György Serédi.

In seguito al Primo arbitrato di Vienna del 2 novembre 1938 e ai cambiamenti dei confini politici tra Cecoslovacchia e Ungheria, la Diocesi di Košice si trovò ad essere quasi tutta in territorio ungherese. Il 19 luglio 1939 con la bolla Dioecesium fines di papa Pio XII l'amministrazione apostolica di Szikszó fu soppressa e le sue parrocchie vennero reintegrate nella diocesi, che tornò a essere suffraganea dell'Arcidiocesi di Eger. Dopo 14 anni, il 19 luglio 1939, fu nominato un nuovo vescovo, Stefan Madarász, di etnia ungherese. Per le poche parrocchie rimaste in territorio slovacco fu eretta una nuova amministrazione apostolica, con sede a Prešov, di cui continuò ad essere amministratore Jozef Čársky.[3]

Al termine della Seconda guerra mondiale furono ristabiliti i confini precedenti al 1938 e la diocesi si trovò ricostituita in territorio cecoslovacco, eccetto le parrocchie che rimasero in territorio ungherese. Alla diocesi furono date in amministrazione le 13 parrocchie della Diocesi di Satu Mare che si trovavano in territorio cecoslovacco. Stefan Madarász continuò a portare il titolo di vescovo di Košice fino alla sua morte nel 1948 ma di fatto la diocesi fu amministrata da Jozef Čársky,[4] come lo era prima del 1938.

Il 30 dicembre 1977, in virtù della bolla Praescriptionum sacrosancti di papa Paolo VI, incorporò formalmente nel proprio territorio le parrocchie cecoslovacche della Diocesi di Satu Mare, e contestualmente entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'Arcidiocesi di Trnava.

Nel 1982 cedette le parrocchie in territorio ungherese dell'Arcidiocesi di Eger.

Con la fine del regime comunista, dopo 32 anni di sede vacante, fu possibile nominare un nuovo vescovo, nella persona di Alojz Tkác, il 14 febbraio 1990.

Il 31 marzo 1995, con il riordino delle circoscrizioni ecclesiastiche slovacche, la diocesi è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la bolla Pastorali quidem permoti di papa Giovanni Paolo II.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

Note
  1. ↑ Aubert, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXIX, coll. 699.
  2. ↑ (LA) Ex Actibus Consistorialibus, ASS 10 (1877), p. 216
  3. ↑ Miroslav Adam, L'organizzazione delle Circoscrizioni ecclesiastiche latine in Slovacchia nella evoluzione storico-giuridica, Angelicum, Vol. 86, No. 2 (2009), pp. 429-458
  4. ↑ Nel febbraio 1945 il vescovo Madarász nominò Čársky vicario generale con ampio potere di giurisdizione; al vescovo rimase solo la giurisdizione diretta sulle parrocchie in territorio ungherese. (SK) Štefan Madarász su ke-arcidieceza.sk, (SK) Jozef Čársky su ke-arcidieceza.sk.
  5. ↑ Durante questo periodo la sede fu affidata, dal 12 novembre 1925, a Jozef Čársky, vescovo titolare di Tagora, che rimase amministratore apostolico fino all'11 novembre 1938, quando fu nominato amministratore apostolico dei territori cecoslovacchi delle diocesi di Košice, Rožňava e Satu Mare.
  6. ↑ Durante questo lungo periodo di sede vacante, la diocesi fu affidata dapprima all'amministratore apostolico Jozef Čársky (28 febbraio 1945 - 11 marzo 1962 deceduto), e poi al vicario capitolare Štefan Onderko (11 marzo 1962 - 1990).
Bibliografia
Collegamenti esterni

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