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Beato Salvatore Lilli

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Beato Salvatore Lilli, O.F.M.
Presbitero · Martire

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al secolo
battezzato
Beato
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 42 anni
Nascita Cappadocia
19 giugno 1853
Morte Maraş
22 novembre 1895
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
Formazione
Insegnamento
Vestizione 24 luglio 1870
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Ordinato diacono
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale Gerusalemme, 6 aprile 1878
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Incarichi ricoperti
Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Insediamento {{{Insediamento}}}
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Fine del
pontificato
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(per causa incerta o sconosciuta)
Durata del
pontificato
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Predecessore {{{predecessore}}}
Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 3 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 22 novembre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
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Incoronazione
Investitura
Predecessore
Erede
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Onorificenze
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Nomi postumi
Altri titoli
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Figli
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Invito all'ascolto
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Nel Martirologio Romano, 22 novembre, n. 6:
« Presso il fiume Žihun nei pressi della città di Maraš in Cilicia, nel territorio dell’odierna Turchia, beati Salvatore Lilli, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, Giovanni figlio di Balži e altri sei compagni di origine armena, martiri, che, dopo avere ricevuto dai soldati ottomani l’ordine di rinnegare Cristo ed essersi rifiutati di tradire la loro fede, raggiunsero il regno eterno trapassati dalle lance. »

Beato Salvatore Lilli (Cappadocia, 19 giugno 1853; † Maraş, 22 novembre 1895) è stato un presbitero e martire italiano.

Cenni biografici

Nacque in provincia dell'Aquila il 19 giugno 1853 da genitori molto credenti. Prese l'abito religioso dei Frati Minori nel convento di Nazzano Romano nel 1870 e fece la professione religiosa nel 1871. La particolare situazione che si creò in Italia a causa dell'abrogazione degli ordini religiosi decretata dalle Autorità Pubbliche spinse il giovane studente francescano a recarsi nei Luoghi Santi della Palestina. Nelle città di Betlemme e Gerusalemme completò la sua formazione teologica e pastorale, ricevendo l'ordinazione sacerdotale assoluta il 6 aprile 1878.

Dopo due anni di servizio presso la tomba del Redentore, fu inviato a Marašc, nella Piccola Armenia, dove si dedicò con fervore all'apostolato per quindici anni. Attraverso di lui, lo zelo missionario e lo spirito di San Francesco d'Assisi risplenderono in quella umile nazione. Mosso dalla carità, fondò tre nuovi villaggi per riunire gruppi familiari dispersi, al fine di proteggerli ed educarli al meglio. Acquistò un ampio appezzamento di terreno per fornire lavoro e provvide al pane per i bisognosi e per i giovani che necessitavano di un'istruzione costante. Vivificò in particolare la vita religiosa dei suoi parrocchiani, che furono attratti dal suo esempio, dalla sua pietà e dalla sua generosità. Prediligeva i malati, i poveri e i bambini. Saggio consigliere e instancabile sostenitore delle opere sociali, si consultò con i cattolici, gli ortodossi e i seguaci dell'Islam; per questo motivo era stimato e rispettato da tutti.

Nel 1894 fu nominato parroco e superiore della locanda della città di Mugiukderesi. Lì fu coinvolto nei cambiamenti dell'anno successivo, quando i turchi perpetrarono numerosi massacri, soprattutto ai danni dei cattolici armeni. I suoi confratelli esortarono il vigile parroco a fuggire in un luogo più sicuro.

Gli abitanti del luogo, preoccupati per la vita del loro Padre, insistettero affinché tornasse in salvo. Ma egli rispose con calma e coraggio:

« Non posso abbandonare la mia gente; preferisco morire con loro, se necessario »

Il 19 novembre 1895, dei soldati entrarono nella canonica e il loro comandante gli diede la scelta tra rinnegare Cristo o morire. Con fermo coraggio, il padre Salvatore confessò la sua fede:

« Non conosco nessuno all'infuori di Cristo »

Tre giorni dopo fu portato via insieme a sette parrocchiani: Baldji Oghlou Ohannès, Khodianin Oghlou Kadir (o Khadjir), Kouradji Oghlou Tzeroum (o Zirou o Ziroun o Zirun), Dimbalac Oghlou Wartavar, Jeremiah Oghlou Boghos, il servo del parroco, David Oghlou David, Toros, fratello di David. Viaggiarono per due ore. Dopo essersi fermati presso un ruscello, il comandante dei soldati propose loro se rinnegare Cristo o morire. Al loro rifiuto di tradire la fede, padre Salvatore Lilli fu il primo a essere ucciso, trafitto dalle lance dei soldati, e subito dopo i restanti sette compagni, come lui, coraggiosi e illustri testimoni di Cristo.

Culto

Per la fama della sua santità, il Vicario Apostolico di Aleppo avviò la Causa di Canonizzazione nel 1930. Dopo che i processi canonici prescritti furono completati, la Congregazione delle Cause dei Santi tenne un secondo Congresso Speciale di Consultori Teologici e poi una Congregazione Ordinaria di Cardinali e Vescovi. Il 12 luglio 1982, fu promulgato dinanzi al pontefice un decreto con il quale si afferma che la morte di Padre Salvator Lilli di Cappadocia e dei suoi sette Compagni doveva essere considerata un vero martirio.

Papa Giovanni Paolo II ha beatificato, Padre Salvatore e i suoi sette compagni, il 3 ottobre 1982 in Piazza San Pietro a Roma con la lettera apostolica Omnis qui confitebitur.

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