A trent'anni mi sembra che nulla abbia maggior valore che seguire Gesù, lo desidero tanto per riempire il vuoto che è rimasto in me, buttando via tutto ciò che è inutile. Ho paura che tutto finisca presto e di non aver fatto bene. Non voglio perdermi per sempre. Per questo non mi preoccupa il non avere beni materiali che, alla fine, rimangono come un peso che non mi aiuta a camminare verso Dio e verso gli altri. Così il fatto di vivere solo non mi spaventa, anzi lo accetto come condizione indispensabile per poter seguire questo cammino.
(Dalla lettera di Giulio Rocca del 27-9/1992 a Mons. Gurruchaga vescovo di Huaraz, al quale comunica la sua intenzione di entrare in seminario e per chiedere consiglio.)
Giulio Rocca nasce a Isolaccia (So) il 30 marzo1962.
Ministero laicale
Con gli amici dell' Operazione Mato Grosso fin da ragazzo svolge varie attività per raccogliere fondi a sostegno delle missioni in America Latina. Nel 1985, a venticinque anni, parte per il Brasile per vivere quattro mesi tra i poveri. Più tardi nel 1988 torna in missione, questa volta in Perù per un tempo più lungo.
Nella missione di Jangas incontra padre Ugo De Censi che gli affidò vari compiti di servizio in varie missioni della zona.
Giulio si occupava delle spese alimentari, di questioni burocratiche e amministrative necessarie a tutte le attività in campo agricolo, educativo e sanitario. Insieme a padre Ugo, Giulio approfondisce il proprio cammino di fede, che lo conduce a scoprire la vocazione sacerdotale con il desiderio di regalare la vita a Dio nel servizio ai più poveri.
Il 27 settembre1992, pochi giorni prima di morire, Giulio scrive al vescovo di Huaraz in Perù per chiedere di iniziare il Seminario.
Morte
Nella notte del 1º ottobre1992 viene però rapito dai terroristi di Sendero Luminoso e ucciso con due colpi di pistola alla tempia. Il suo corpo viene ritrovato la mattina dopo, a pochi chilometri dalla parrocchia, con addosso un cartello scritto dai senderisti: "La carità addormenta la coscienza dei poveri". Nel taschino della camicia di Giulio, bagnata di sangue, è invece trovato un biglietto sul quale da una parte si legge l'elenco della spesa per i poveri e, dall'altra, scritto forse in punto di morte il nome "Jesus". Questo fu il suo ultimo desiderio: vivere per Gesù regalando la vita.
Sebbene non sia ancora stato aperto ufficialmente un processo canonico ecclesiale in vista del riconoscimento formale del suo martirio, tra i volontari dell'Operazione Mato Grosso Giulio viene spesso citato col titolo di "martire della carità".
Note
↑Operazione Mato Grosso (OMG), è un movimento di volontariato gratuito di ispirazione cattolica, che svolge un insieme di attività in America Latina, volte a educare e a favorire i più poveri.