Miguel de Molinos

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Miguel de Molinos
Presbitero
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battezzato
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 68 anni
Nascita Muniesa
30 giugno 1628
Morte Roma
28 dicembre 1696
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
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Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinato diacono
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale 1652
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Incarichi ricoperti
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° vescovo di Roma
Elezione
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Eventi
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Incoronazione
Investitura
Predecessore
Erede
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Onorificenze
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Nomi postumi
Altri titoli
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Coniuge

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Consorte

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Collegamenti esterni
Invito all'ascolto
Firma autografa
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Miguel de Molinos (Muniesa, 30 giugno 1628; † Roma, 28 dicembre 1696) è stato un presbitero e teologo spagnolo, fondatore e principale rappresentante del quietismo.

Biografia

Dopo aver conseguito la laurea in teologia a Valencia, fu ordinato sacerdote nel 1652[1]. Nel 1665 si trasferì a Roma e frequentò la confraternita della Scuola del Cristo.

Nel 1675 compose la Guía espiritual (tradotta in italiano con il titolo Guida spirituale che disinvolge l'anima e la conduce per l'interior camino all'acquisito della perfetta contemplazione e del ricco tesoro della pace interiore), opera in tre libri nella quale esponeva la dottrina della passività come unica via per giungere alla contemplazione e alla pace interiore.

Secondo le idee professate dal Molinos, attraverso uno stato continuo di quiete e di unione con Dio, l'anima, resa pura, giungerebbe a una sorta di indifferenza mistica. Le teorie esposte, che svalutavano l'importanza della liturgia e della pratica sacramentaria della religione cristiana, suscitarono violenti attacchi da parte soprattutto dei Gesuiti.

Nel luglio 1685 de Molinos fu arrestato dall'Inquisizione e fu avviato il processo. Nei due anni successivi l'accurato esame delle sue opere e della nutrita corrispondenza epistolare portò nel settembre 1687 alla pubblica abiura e alla condanna alla reclusione perpetua. Lo stesso anno il Papa Innocenzo XI nella bolla pontificia Coelestis Pastor condannò 68 tesi attribuite alla sua opera. Il Molinos passò poi dal carcere a un monastero, per continuare la condanna; abiurò nuovamente i suoi errori nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva il 13 settembre 1687 e morì 9 anni dopo.

Note
  1. Biografia Enciclopedie Treccani on line
Voci correlate
Bibliografia
Collegamenti esterni