Quietismo

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Innocenzo XI, il papa che condannò il Quietismo

Il quietismo è l'eresia ascetico-mistica che concepisce il raggiungimento della perfezione religiosa nell'unione o identificazione con Dio, in uno stato di quiete (preghiera della quiete abituale), mediante una totale passività che estinguerebbe o diminuirebbe la personale responsabilità umana.

Nella storia delle religioni

Per quietismo si può intendere ogni concezione mistica che vede la perfezione e la felicità morale umana nello stato totalmente passivo dell'anima.

Il fenomeno quietista si ritrova nel Brahamanesimo, nell'Islamismo, nello Stoicismo. Quest'ultimo non nega l'ascetismo, ma lo accentua in forme piuttosto austere, e lo considera come uno strumento per conseguire lo stato negativo della quiete, intesa come assenza di attività sensibile e di passioni.

Nella storia della spiritualità cristiana

Le prime forme di quietismo sono ravvisabili:

Il quietismo può ritenersi derivato anche dai metodi contemplativi dei monaci esicasti del Monte Athos (XIV secolo).

Il quietismo

Il sistema quietista ebbe in Miguel de Molinos (†1698), mistico spagnolo residente a Roma, la sua formulazione estremista e più famosa.

Il quietismo molinosiano sorge come una certa reazione al formalismo religioso di alcune forme di ascetismo e al pessimismo protestante e giansenista. Nasce nel ben definito clima del Seicento: si esasperava l'annichilamento volontario della volontà umana nella trascendenza divina, in una dottrina che tende a sopprimere ogni azione morale della persona umana (facoltà naturali, umani desideri) in un abbandono unitivo, in un amore puro spinto sino al disinteresse più assoluto anche nei riguardi della propria salvezza, in un'orazione di pura fede, in una contemplazione acquisita che immette l'anima in una totale passività.

Nella rilassata e radicale disponibilità e inattività, le tentazioni carnali e gli stessi atti peccaminosi permessi da Dio per la purificazione dell'anima sarebbero da attribuirsi al demonio e quindi non imputabili alla volontà umana.

Le denunce e la condanna

Il quietismo, in particolare quello espresso nella Guida spirituale di Molinos, fu denunziato dai gesuiti Gottardo Belluomo, Paolo Segneri e Daniello Bartoli.

Ciò portò a un'inchiesta (1685) sull'autore da parte del Sant'Uffizio, inchiesta che mise in luce tesi riprovevoli. La bolla Caelestis Pastor di papa Innocenzo XI (19 novembre 1687) condannò 98 proposizioni estratte da tutte le opere del Molinos. Vennero esaminate anche le opere del cardinal Pier Matteo Petrucci (†1701), e furono riprovate 54 proposizioni di questo autore, la cui dottrina fu inquadrata in una sorta di semiquietismo.

Il semiquietismo francese

Le idee quietiste, combattute aspramente dal vescovo Bossuet, ripresero vigore in Francia con madame Jeanne Guyon e la sua opera Moyen court et très facile de faire oraison (1685).

Nel dibattito teologico si inserì anche Fénelon con la sua opera Explications des maximes des saints sur la vie intérieure. Nel marzo 1699 Papa Innocenzo XII, con il breve Cum alias, condannava 23 tesi tratte dall'opera di Fénelon[1].

Note
  1. I due contendenti, Bossuet e Fénelon, furono definiti dallo storico della letteratura del sentimento religioso in Francia, l'Abbé Henri Bremond, due "sublimi dilettanti".
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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