Congregazione dei Missionari di San Carlo

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Congregazione dei Missionari di San Carlo
in latino Congregatio Missionariorum a S. Carolo
Humilitas stemma scalabriniani.jpg
Lo stemma della congregazione

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Scalabriniani
Fondatore Giovanni Battista Scalabrini
Data fondazione
Luogo fondazione Piacenza
sigla C.S.
Titolo superiore
Data di approvazione 15 agosto 1948
Scopo assistenza e apostolato a favore degli emigrati italiani e di quanti siano stati costretti, per qualsiasi motivo, a lasciare il paese d'origine
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

La Congregazione dei Missionari di San Carlo (in latino Congregatio Missionariorum a S. Carolo) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti popolarmente Scalabriniani, pospongono al loro nome la sigla C.S.[1]

Cenni storici

Giovani Battista Scalabrini, fondatore della Congregazione

La congregazione venne fondata a Piacenza dal vescovo Giovanni Battista Scalabrini (1839-1905) con il fine di "mantenere viva nel cuore dei connazionali emigrati la fede cattolica e procurare, quando possibile, il loro benessere morale, civile ed economico" mediante l'invio di missionari. L'iniziativa venne approvata da papa Leone XIII con il breve Libentur agnovimus del 15 novembre 1887 e il 28 novembre successivo i primi due aspiranti, i sacerdoti Giuseppe Molinari di Piacenza e Domenico Montese di Vicenza, emisero i primi voti, dando formalmente inizio all'opera.[2]

La congregazione de Propaganda Fide approvò ad experimentum il regolamento dell'istituto il 19 settembre 1888. I Missionari di San Carlo si diffusero rapidamente presso le comunità italiane degli Stati Uniti e del Brasile. Nel 1909 i voti religiosi vennero sostituiti con un giuramento di perseveranza, ma vennero reintrodotti l'8 aprile 1934.[2]

Le costituzioni dei Missionari di San Carlo vennero approvate il 15 agosto 1948.[1] Nel 1949 la Santa Sede affidò agli Scalabriniani la gestione del pontificio collegio Emigrazione di Roma, destinato alla formazione dei sacerdoti secolari desiderosi di dedicarsi all'assistenza agli emigrati.[2]

Il fondatore è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma il 9 novembre 1997.[3]

Attività e diffusione

Gli Scalabriniani svolgono opera di assistenza e apostolato a favore degli emigrati italiani e di quanti siano stati costretti, per qualsiasi motivo, a lasciare il paese d'origine.[4]

Sono presenti in Europa (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svizzera), nelle Americhe (Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Repubblica Dominicana, Guatemala, Haiti, Messico, Paraguay, Perù, Stati Uniti, Uruguay, Venezuela), in Asia (Filippine, Giappone, Indonesia, Taiwan), in Africa (Mozambico, Sud Africa) e Australia;[5] la sede generalizia, del 1910, è presso la chiesa di San Giovanni della Malva a Roma.[1]

Al 31 gennaio 2005, l'istituto contava 234 case e 764 religiosi, 597 dei quali sacerdoti.[1]

Vescovi

Provengono dalla congregazione i seguenti Vescovi:

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Ann. Pont. 2007, pp. 1485-1486.
  2. 2,0 2,1 2,2 DIP, vol. V (1978), coll. 1478-1481, voce a cura di G.B. Sacchetti.
  3. Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II su vatican.va. URL consultato il 6-11-2009
  4. Enciclopedia Rizzoli Larousse, vol. XIII (1970), p. 458, voce scalabriniani.
  5. Annuario scalabriniano su scalabrini.org. URL consultato il 6-11-2009
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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