Museo Interreligioso di Bertinoro

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Museo Interreligioso di Bertinoro
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Mario Di Cicco, Portale d'ingresso al Museo, metallo e vetro
Categoria Musei parrocchiali
Stato bandiera Italia
Regione ecclesiastica Emilia Romagna
Regione Stemma Emilia Romagna
Provincia Forlì-Cesena
Comune Bertinoro
Località o frazione {{{Località}}}
Diocesi Diocesi di Forlì-Bertinoro
Indirizzo Via Frangipane, 6
47032 Bertinoro (FC)
Telefono +39 0543 446600
Fax +39 0543 446557
Posta elettronica musint.bertinoro@libero.it
musint.scuola@libero.it
Sito web [1]
Proprietà Parrocchia
Tipologia arte sacra, arte sacra contemporanea, architettura
Contenuti arredi sacri, paramenti sacri, sculture, suppellettile sacra
Servizi accoglienza al pubblico, archivio storico, biglietteria, bookshop, didattica, organizzazione di eventi e mostre temporanee, sala per proiezione audio/video, sale per eventi e mostre temporanee, visite guidate
Sistema museale di appartenenza
Sede Museo Rocca Vescovile
Datazione sede X secolo
Sede Museo 2°
Datazione sede 2°
Fondatori Leonardo Melandri
Data di fondazione 10 giugno 2005
Note
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Coordinate geografiche
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Il Museo Interreligioso di Bertinoro (Forlì-Cesena), inaugurato il 10 giugno 2005, è nato per volontà della Diocesi di Forlì-Bertinoro, seguendo un progetto ideato e strutturato dal senatore Leonardo Melandri, il quale per questo ha riunito importanti studiosi (teologi, architetti ed artisti) delle tre fedi monoteistiche di fama nazionale ed internazionale, che lavorando insieme hanno tracciato i percorsi espositivi, permesso l'acquisizione di importanti oggetti d'arte e la realizzazione del grande:

  • Portale d'ingresso al Museo, in metallo e vetro, opera di Mario Di Cicco, che è introduzione ideale all'itinerario culturale del Museo stesso: questo presenta sia i simboli, sia 18 temi iconografici, tra i più significativi ed emblematici, delle tre religioni monoteiste.

Il Museo è dedicato alle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo ed Islam), che hanno segnato profondamente la storia, le vicende, e l’identità dei popoli sia del Mediterraneo che del mondo.

Percorso espositivo

L'itinerario museale si sviluppa in dodici sale tematiche e si articola in due linee di allestimento: da una parte pone in rilievo gli aspetti comuni e condivisi tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam; dall'altra presenta in modo scientificamente rigoroso l'identità di ciascuna fede.

Sala I - Ingresso del Museo

All'ingresso è esposto:

  • Mosaico di Abramo, riconosciuto come il padre delle tre fedi monoteistiche.

Sala II - Dodici tribù d'Israele

Nella sala, seguendo la Bibbia, sono presentati i dodici figli di Giacobbe, i quali furono gli antenati eponimi delle dodici tribù di Israele: Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issacar, Zabulon, Dan Neftali, Gad, Asher, Giuseppe e Beniamino.

Sala III - Sala delle Radici Storiche

Le tre religioni monoteiste sono nate in tempi e luoghi definiti ed hanno avuto come fondatori personalità storiche ben individuate: Mosè, Gesù e Maometto. Esse condividono una città santa:

Sala IV - Dio creatore del cielo e della terra

Nella sala viene presentato come le tre Religioni monoteistiche concordano nell'attribuire a Dio la qualifica di Creatore del cielo e della terra e di tutto ciò che vive in essi.

Sala V - Cristianesimo

La sala è dedicata al Cristianesimo che ha come punto centrale Gesù di Nazareth, suo fondatore e guida, nel quale identifica il Figlio di Dio, incarnato nella storia.

Sala VI - Ebraismo

Nella sala è presentato l'Ebraismo che affonda le sue radici nell'epoca biblica, ma che, nella forma che essa mantiene ancor oggi, nasce con il Giudaismo rabbinico, dopo la distruzione di Gerusalemme (70 d.C.) e la diaspora ebraica.

Sala VII - Famiglia ebraica nel giorno di Pasqua

Mihrab

La sala documenta come, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 d.C.), il rito sinagogale si è basato essenzialmente sull'ascolto della Toràh ed allo stesso tempo ha acquisito un'importanza fondamentale, come luogo di culto, la famiglia, nella quale si celebra la cena del Sabato, scandita da inni e canti recitati dal capofamiglia che funge da sacerdote domestico, ed anche il Sèder di Pèsach, ossia la cena pasquale, durante la quale si legge la Haggadàh di Pasqua.

Sala VIII - Moschea

Nella sala è descritto il luogo di culto della religione musulmana, cioè la Moschea, in arabo Masjid, che significa "luogo in cui ci si prostra", dalle posizioni assunte durante la preghiera. In questa sala è ricostruito l'interno di una moschea, attraverso quegli elementi che la caratterizzano:

  • minbar, pulpito in legno su cui sale l’imam per la predica del venerdì;
  • mihrab, nicchia nel muro, che indica la qibla, la direzione de La Mecca, verso la quale il fedele deve pregare.

Sala IX - Cinque pilastri dell'Islam

La sala ricorda come nella religione musulmana, la via principale per esprimere la propria adesione alla fede è l'adempimento dei precetti del culto, detti arkan al-Islam, conosciuti come i cinque pilastri dell'Islam.

Sala X - Arredi sacri

Questa sala è dedicata ad una esposizione di arredi e tessuti sacri delle tre Religioni monoteiste. La maggioranza di oggetti riferibili al culto cattolico ed ortodosso è dovuta alla diversa importanza che esso riveste nel Cristianesimo.

Sala XI - Male

La sala narra l'origine del Male, nelle tre religioni, visto, infatti, come una frattura tra l'uomo e Dio causata dal peccato, una ferita che Dio accoglie, quasi in un abbraccio, e cerca di lenire, come spiegano le sculture qui esposte.

Sala XII - Oltre

Cisterna

Nella sala è installato uno stretto cunicolo che il visitatore percorre, il quale simboleggia il passaggio dalla morte alla pienezza della vita, attraverso il momento del Giudizio, che nelle tre Religioni, non è concepito come la semplice sentenza di un tribunale, ma come ricompensa o punizione divina, proporzionata al bene o al male compiuti dal fedele durante la sua esistenza mortale.

Cisterna e le grotte

Completano la visita al Museo:

  • Cisterna, funzionale alla Rocca, per la raccolta dell'acqua piovana.
  • Grotte (attigue alla cisterna): ambienti, ritrovati nel corso dell'ultimo restauro (1998 - 2000), che in origine erano utilizzati come locali per la conservazione delle derrate alimentari.
Bibliografia
  • F. Bonilauri, Musei in Emilia Romagna, Editore: Compositori, Bologna 2000, p. 164, n. 2
  • Leonardo Melandri, Museo interreligioso di Bertinoro, s.l., 2005.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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