Pulpito

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Il pulpito è, nelle chiese costruite prima del Concilio Vaticano II (1962 - 1965), la tribuna sopraelevata, chiusa da un parapetto e destinata al clero per la predicazione liturgica o extraliturgica.

Il termine pulpito deriva dal latino pulpitum che significa "impalcatura", "piattaforma".

Il pulpito viene anche detto pergamo, un termine improprio e in ogni caso non preferibile all'altro.

Descrizione

Il pulpito è il luogo della predicazione, più che la sede della proclamazione della Parola di Dio. È normalmente ubicato all'interno della chiesa e può essere fissa o mobile (pulpito mobile). Presenta spesso una scalinata, un dossale e un tetto. Può essere ricoperto da un paramento e circondato da una recinzione.

Il pulpito ha una sistemazione funzionale: è posto in posizione elevata nella navata centrale della chiesa, normalmente addossato o sospeso ad una delle colonne o alla parete della navata, al centro di essa o in prossimità dell'altare, solitamente sul lato destro. Esso normalmente era raggiungibile da una scaletta, ed era protetto da una balaustra o un parapetto. Il pulpito può essere in legno o marmo, decorato con mosaici e intrecci, sorretto spesso da colonne scolpite o intarsiate.

La posizione del pulpito nelle chiese rispondeva all'esigenza di far sì che l'assemblea udisse le parole del predicatore, in un'epoca in cui non esistevano tecniche d'amplificazione della voce.

I pulpiti, spesso sono due, collocati simmetricamente l'uno di fronte all'altro, poiché questo permetteva che, in alcune circostanze, durante una predicazione speciale o nella catechesi domenicale pomeridiana, sul secondo pulpito saliva chi, immedesimandosi con la gente, poneva al predicatore catechista le domande di chiarimento che i fedeli avrebbero posto. Un esempio tipico sono i due pulpiti del Duomo di Milano aggrappati sui due pilastri terminali della navata centrale.

Storia

Pulpito pre-cristiano

Nell'antica Roma, il pulpitum indicava il luogo elevato (tribuna, podio, ecc.), dal quale il magistrato romano amministrava la giustizia, un palco dal quale parlavano gli oratori e, come attesta Vitruvio, il palcoscenico su cui recitavano gli attori.

Pulpito cristiano

Prima del Concilio Vaticano II

Con l'avvento del cristianesimo, il pulpito divenne il luogo della predicazione. Infatti, non a caso, ha avuto la sua diffusione maggiore con la nascita degli ordini dei frati predicatori.

Nel XI - XII secolo divenne un elemento obbligatorio per le chiese, predisponendo la navata in funzione della predicazione e, di conseguenza, dell'ascolto; era in legno, marmo o pietra, decorato con mosaici e intrecci, di forma rettangolare, poggiante su colonne scolpite o intarsiate; le riquadrature esterne, delimitate da cornici, erano variamente decorate; il leggio era sorretto da un'aquila, simbolo sia di san Giovanni evangelista, sia della teologia.

Negli esempi medievali, di cui l'Italia è ricca, permangono normalmente influssi e derivazioni di precedenti tradizioni locali architettoniche e scultoree. Così influenze islamiche si possono notare nella notevole serie di pulpiti abruzzesi; arabe e bizantine in quelli pugliesi; l'impronta dei marmorari romani in quelli laziali; e ascendenze arabe nei mosaici, che nei pulpiti campani e siciliani si fondano originalmente con le decorazioni scultoree. Lo stesso pulpito della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano è considerato da alcuni studiosi un rifacimento databile, che riutilizza elementi leggermente più antichi.

In seguito, l'aspetto scultoreo venne acquisendo nell'impostazione del pulpito un maggiore spazio, con l'adozione di logge poligonali, e un'importanza predominante con complesse scene eseguite a rilievo, ma anche con numerosi inserti a tutto tondo, come nelle figure emergenti sugli spigoli, o nei leoni stilofori; parallelamente l'intera struttura del pulpito si fece più elaborata e complessa. Emblematici e altamente rappresentativi di tale evoluzione si possono considerare i seguenti capolavori:

Altre particolari innovazioni, come l'introduzione del baldacchino e la realizzazione del pulpito all'esterno delle chiese si registrarono nel XIV - XV secolo; tra gli esempi più significativi possiamo ricordare:

Nel Rinascimento celebri artisti si dedicarono alla realizzazione e all'esecuzione di pulpiti, che spesso costituiscono veri capolavori della scultura e dell'architettura italiana. Tra i più celebri:

Dal XVI secolo furono realizzati pulpiti anche in legno, ma generalmente con forme sobrie e rigorose, dettate dallo spirito della Riforma cattolica, che dominò anche per tutto il secolo successivo nella progettazione dei pulpiti.

Un'innovazione affermatasi nel XVII secolo fu la sostituzione del leggio con una croce [1]; i materiali più usati furono il legno, dorato e dipinto, o il marmo colorato; altre caratteristiche tipiche dei pulpiti seicenteschi sono:

  • il baldacchino realizzato ad imitazione di quelli processionali, in stoffa, con vari fregi pendenti;
  • l'impiego di telamoni a sostegno delle colonne.

Durante il XVIII secolo non si registrano sostanziali novità e gli esempi di pulpiti più rappresentativi del rococò sono da ricercarsi in modo particolare nei paesi di lingua tedesca, ricchi di figure simboliche e di angeli, come ci mostrano:

Nel XIX secolo e nella prima metà del XX secolo non vi sono elementi di particolare originalità nella realizzazione dei pulpiti.

Dopo il Concilio Vaticano II

Con le riforme liturgiche seguenti al Concilio Vaticano II, il pulpito cadde in disuso. Nell'uso liturgico odierno, è l'ambone il luogo sia della proclamazione della Parola di Dio, sia della predicazione.

Tipologie particolari

Tipologie particolari di questo arredo sacro sono:

Pulpito mobile

Il pulpito mobile è una tribuna facilmente trasportabile per le dimensioni ridotte.[2]

Pulpito da refettorio

Il pulpito da refettorio è una tribuna fissa ed elevata, chiusa da un parapetto, destinata alla lettura ad alta voce per i confratelli nel refettorio del convento.[3]

Galleria fotografica

Note
  1. Croce del pulpito, talora con l'immagine di Gesù Cristo crocifisso, posta sul parapetto del pulpito, generalmente su un supporto a forma di braccio. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
  2. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
  3. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
Bibliografia
  • Luigi Grassi et al., Dizionario di Antiquariato, A. Vallardi - Garzanti Editori, Milano 1992, p. 897 ISBN 9788811917014
  • Vincenzo Gatti, Liturgia e arte. I Luoghi della celebrazione, Editore EDB, Bologna 2005, p. 99 ISBN 8810430026
  • P. Jounel, Luoghi della celebrazione, in Domenico Sartore, Achille Maria Triacca (a cura di), Nuovo Dizionario di Liturgia, Edizioni Paoline, Roma 1984, p. 789
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 19 settembre 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.