Santa Rose-Philippine Duchesne

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Santa Rose-Philippine Duchesne, R.S.C.J.
Religiosa
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Età alla morte 83 anni
Nascita Grenoble
29 agosto 1769
Morte St. Charles
18 novembre 1852
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Appartenenza
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Professione religiosa 1805
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 12 maggio 1940, da Pio XII
Canonizzazione 3 luglio 1988, da Giovanni Paolo II
Ricorrenza 18 novembre
Altre ricorrenze
Santuario principale Santuario a lei dedicato in Saint Charles, Missouri
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 18 novembre, n. 9:
« Nella città di Saint-Charles in Missouri negli Stati Uniti d'America, santa Filippina Duchesne, vergine delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, che, nata in Francia, al tempo della rivoluzione in patria aggregò una comunità religiosa e, recatasi poi in America, vi istituì numerose scuole. »

Santa Rose-Philippine Duchesne, o Rosa Filippina Duchesne (Grenoble, 29 agosto 1769; † St. Charles, 18 novembre 1852), è stata una religiosa francese, appartenuta prima all'Ordine della Visitazione di Santa Maria e poi, dal 1804, alla Società del Sacro Cuore di Gesù: è stata proclamata santa da papa Giovanni Paolo II nel 1988.

Biografia

Figlia di Pierre-François Duchesne e di Rose-Euphrosine Périer, venne educata presso il monastero delle visitandine di Sainte-Marie-d'en-Haut, presso Grenoble e nel 1787 entrò come novizia nell'ordine. La preferenza per le Visitandine fu spiegato da Filippina stessa: il desiderio di consacrarsi all'apostolato delle fanciulle. Dal giorno stesso dell'ingresso fece il

« proponimento di non venir meno mai neanche a un solo articolo della regola. »

Terminato il noviziato, si disponeva a emettere la professione, ma il veto del padre lo impedì. Intanto si avvicinavano i prodromi della rivoluzione francese. All'inizio del 1791 alle Visitandine fu ingiunto di secolarizzarsi o di lasciare il monastero. Le religiose inviarono una lettera di protesta. La lettera provocò un'immediata ritorsione e il padre si affrettò a ritirare la figlia. Dal 1791 al 1801 visse allora in famiglia, dedicandosi alle opere di carità orientate ad aiutare i sacerdoti, perseguitati dai rivoluzionari. Li visitava, procurava loro alloggio e nutrimento. Per provvedere ai loro bisogni materiali e spirituali, fondò l'associazione delle Dame della Misericordia. Senza tener conto dei pericoli, condusse i sacerdoti al capezzale dei morenti. In quel periodo morì la madre, da lei teneramente amata.

Dopo il concordato del 1801, Filippina comprese che il Signore le chiedeva di occuparsi dei bambini più poveri, abbandonati, ignoranti, quando i religiosi potevano ritornare nei loro conventi, anche Filippina rientrò nel Monastero di Sainte Marie. Era la sera del 14 dicembre 1801. La superiora e le altre religiose vi fecero ritorno la settimana di passione del 1802. Per Filippina cominciò un periodo difficile. Poche Visitandine la seguivano nel dar vita al monastero perché non riuscivano ad abituarsi alla vita conventuale e vi lasciavano Filippina tutta sola. Solo Dio era la sua fiducia e la sua speranza.

Mentre tutto sembrava mettersi male, Filippina sentì parlare d'una nuova congregazione, la Società del Sacro Cuore, dedicata all'educazione cristiana delle giovani e decise di offrire sé stessa e il monastero alla fondatrice, Maddalena Sofia Barat. Le trattative furono lunghe. Intanto nuove vocazioni si presentavano alla Visitazione di Grenoble che aveva dato nuovamente avvio a una vita comunitaria, dedita all'educazione delle ragazze.

Il 13 dicembre 1804 la Barat, insieme con tre religiose, giunse a Sainte Marie, prese possesso del monastero e ricevette Filippina e le sue compagne come novizie della Società. Maturò in tal modo una lunga e profonda amicizia con la Barat e per Filippina fu come l'inizio di una nuova esistenza. Scrisse, infatti:

« La venuta della Madre Barat fu per noi tutte il principio di uno stato migliore. Potemmo da allora andare innanzi a chiusi occhi dietro la scorta di lei e alla pura gioia di vivere sotto la sua direzione si unì la felicità di vedere gradualmente formarsi e cementarsi l'edificio vagheggiato dai nostri desideri e che speriamo vedere esistere e crescere a gloria di Dio. »

Terminato il noviziato nel 1805, fece la professione religiosa nella Società del Sacro Cuore. Dopo la professione si fece in lei sempre più viva la chiamata alle missioni, coltivata fin dall'adolescenza. Il 10 gennaio 1806 confidò il suo desiderio alla Madre Barat che esortò Filippina a prepararsi degnamente a fare la volontà di Dio. Fu decisiva la notte del Giovedì Santo dello stesso anno, come scrive Filippina in una lettera alla Madre Barat, nella quale le confidava l'esperienza spirituale da lei vissuta nella notte di adorazione del Giovedì Santo, interamente trascorsa davanti all'Eucaristia:

« Tutta la notte sono stata nel Nuovo continente... portavo in ogni luogo il mio tesoro, il Santissimo Sacramento... Avevo anche molto da fare con tutti i miei sacrifici da offrire: una madre, delle sorelle, dei parenti, una montagna... Quando lei mi dirà: "Ecco, la mando", le risponderò subito: "parto!". »

Con questa esperienza Filippina acquistò la certezza che la volontà di Dio era che andasse in missione. Madre Barat però non diede subito l'assenso. Dovettero trascorrere ancora dodici anni prima che ciò potesse avvenire. Nel 1815 Filippina venne eletta segretaria generale, una carica che l'obbligava a risiedere a Parigi. Non ne era entusiasta perché ebbe il dubbio che le si volesse togliere ogni prospettiva missionaria. La Madre Barat le disse chiaramente che al momento sarebbe stato impossibile e aggiunse:

« e non mi domandate niente. »

E Filippina replicava dolcemente:

« Non vi chiedo infatti niente; vi domando solamente una parola: Partire! »

Libera dagli impegni della Società e ricevuto l'assenso di Madre Barat, Filippina, nel 1818, fu inviata in Louisiana per rispondere all'appello del vescovo che cercava una congregazione di educatrici perché lo aiutassero ad annunciare il Vangelo agli Indiani e ai giovani francesi della sua diocesi.

Filippina partì nel marzo 1818 insieme a due consorelle, Ottavia Berthold e Eugenia Audè, da Bordeaux e arrivò il 29 maggio nei pressi di New Orleans. Appena sbarcata, s'inginocchiò e baciò il suolo per partire poi alla volta di Saint-Louis (Missouri). Alle religiose fu assegnata una baracca. Subito vi aprirono una cappella, ma nel 1819 l'estrema povertà e la mancanza di personale le obbligarono a trasferirsi in una località montana denominata Florissant, Missouri, dove poterono accogliere ventidue alunne. Nel 1820 aprirono la prima scuola gratuita a ovest del Mississipi. Si incominciò un noviziato per le vocazioni americane. Seguirono nuove fondazioni in altri luoghi. Nel 1828 già sei case accoglievano le giovani del Missouri e della Louisiana. Filippina si recava da una comunità all'altra per aiutare, confortare e incoraggiare le consorelle.

Ella non si risparmiava per le giovani alunne, anche se doveva cedere gran parte delle responsabilità ad altre religiose, a motivo del fatto che non riusciva a imparare bene l'inglese. Lei si era riservata la mansione di accomodare i loro vestiti e quelli delle persone di servizio. Presso le ragazze godeva di grande rispetto e queste ben presto notarono che, dopo la comunione, spesso il suo volto si illuminava.

Nel 1841 Filippina si recò a Kansas City con tre compagne per una fondazione fra gli Indiani Potowatomis e si accinse allo studio della lingua indiana, ma senza successo come con l'inglese. Così decise di trascorrere in silenzio otto ore al giorno davanti al Santissimo Sacramento: gli Indiani ben presto colsero il messaggio della Donna che prega sempre. Nel 1842 fece ritorno a Saint Charles, nel Missouri.

Intanto la malferma salute costrinse Filippina a letto. La mattina del 18 novembre 1852 chiese che le fosse amministrata l'Unzione degli infermi. Verso mezzogiorno spirò. Aveva 83 anni, di cui 47 di vita religiosa e 34 di missione in America.

Fonti
Collegamenti esterni

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