Lettere di Paolo

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Valentin de Boulogne o Nicolas Tournier (attr.), San Paolo scrive le sue lettere (1620 ca.), olio su tela; Houston, Museum of Fine Arts

Le lettere di San Paolo sono l'insieme delle lettere che l'Apostolo Paolo scrisse alle comunità da lui fondate oppure ai suoi collaboratori, e che sono state riconosciute dalla Chiesa come canoniche.

Elenco delle lettere di San Paolo

Le lettere dell'apostolo che troviamo nel Nuovo Testamento sono le seguenti (in ordine cronologico supposto):

Abbiamo menzione di una Lettera ai Laodicesi, che Paolo stesso menziona in Colossesi 4,16, ma che comunemente si ritiene non ci sia pervenuta.

In passato era attribuita a Paolo la Lettera agli Ebrei. La critica biblica moderna esclude perentoriamente che sia dell'Apostolo delle Genti.

La letteratura biblica parla di una Terza lettera di Paolo ai Corinzi, che è in realtà inclusa nell'attuale Seconda lettera ai Corinzi della Bibbia: la reale seconda lettera sarebbero i versetti 10,1-13,10, mentre la terza sarebbero i capitoli 1-7.

Le due lettere a Timoteo e la lettera a Tito prendono il nome di "lettere pastorali".

Autenticità

L'esegesi biblica moderna è concorde nell'attribuire sicuramente a Paolo le seguenti lettere:

Non tutti gli esegeti sono concordi nell'attribuire a Paolo le seguenti:

C'è molta incertezza nell'attribuire all'Apostolo le seguenti:

I motivi dei dubbi di attribuzione sono:

  • 2Ts è molto simile a 1Ts nello stile, ma notevolmente differente nella teologia, in particolare per quanto riguarda la trattazione della seconda venuta, e ciò viene interpretato come indizio di un rifacimento tardivo.
  • Ef sembra un ampliamento di Col; notare che Fm, Col ed Ef sono omogenee per stile, dottrina e circostanze menzionate.
  • 1Tm, 2Tm e Tt, strettamente imparentate fra loro, hanno notevoli differenze stile con quelle sicuramente attribuite a Paolo.

Lo stile delle lettere

Le lettere della letteratura classica si potevano classificare in due tipi: lettere familiari, in cui la persona si rivolgeva amichevolmente verso l'interlocutore dando notizie di sé e della propria vita; oppure lettere "trattati" le quali, mediante un linguaggio comunque semplice e confidenziale, trattavano temi teologici e filosofici o scientifici (vedi le lettere di Seneca a Lucilio).

Le lettere di Paolo sono diverse dai due generi sopraccitati: non sono trattati perché partono dalla descrizione di situazioni precise e concrete e, pur esponendo spesso una dottrina, non perdono mai il "contatto" vivo e profondo con la realtà propria dei destinatari. Dall'altra parte non si possono neppure definire lettere "private", perché Paolo non si presenta come "semplice amico", bensì come portavoce di Dio inviato ad evangelizzare i pagani.

Egli ama i cristiani che per la sua parola hanno creduto in Cristo come il loro padre nella fede, che ha il compito di "nutrire e guidare" i suoi figli per le strade di Dio. Paolo vede nelle persone a cui si rivolge, il popolo di Dio invitato alla santità.

Gesù nelle lettere di Paolo

Paolo, stando sia agli Atti degli Apostoli che alle sue stesse lettere, non incontrò mai Gesù; lo conobbe solo per la rivelazione che ebbe da lui e per le conversazioni con altri discepoli e apostoli. Ciò nonostante le sue lettere, anteriori ai Vangeli perché scritte nel periodo che va dal 55 al 65, sono le testimonianze più antiche del Nuovo Testamento e perciò sono significative riguardo alla storicità di Gesù.

Bibliografia
  • Rinaldo Fabris, Giuseppe Barbaglio, Le lettere di Paolo, Editore: Borla, Roma
  • Settimio Cipriani, Le lettere di Paolo, Editore Città Nuova, Roma
Voci correlate
Collegamenti esterni

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