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Vangeli

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Questa voce tratta dei quattro libri del Nuovo Testamento che riportano l'opera e la predicazione di Gesù.
⇒  Invece la voce Vangelo tratta di ciò che costituisce la buona notizia che viene annunciata
Frontespizio dei canoni: i quattro evangelisti, miniatura del Codex Purpureus (V - VI secolo); Rossano, Museo Diocesano d'Arte Sacra

I Vangeli sono i quattro libri del Nuovo Testamento che riportano il Vangelo[1], cioè l'annuncio di gioia che costituisce il soggetto-oggetto della predicazione del Cristianesimo: la "buona notizia" è che il peccato e la morte sono stati vinti dal Cristo tramite la sua passione e risurrezione.

Il termine "vangeli" appare per la prima volta in un'opera del filosofo e martire cristiano del II secolo Giustino per indicare i libretti scritti.[2]

I quattro vangeli e la loro origine

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nascita dei Vangeli.

La tradizione della Chiesa primitiva ci ha trasmesso molti "vangeli" ma di questi solo quelli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni sono stati riconosciuti canonici fin dai primi secoli della cristianità.

I quattro vangeli canonici sono stati scritti in lingua greca, all'epoca una lingua internazionale. Furono composti tra l'anno 65 e il 90.

La comprensione della loro redazione e l'origine delle fonti che li hanno ispirati è stata oggetto di studio fin dagli inizi dell'era cristiana; tra il XIX e il XX secolo alcuni studiosi quali Hermann Gunkel (1862-1932), Martin Dibelius (1883-1947) e Rudolf Bultmann (1884-1976) hanno dato vita alla scuola dell'analisi della composizione[3] ed a quella dell'analisi dei generi[4]. Anche la nuova ricerca del Gesù storico nello stesso periodo ha riaperto interrogativi ai quali ancora oggi si cerca di dare una risposta.

È certo, comunque, che gli scritti dei quattro evangelisti sono stati preceduti da una tradizione orale così come è accaduto per l'Antico Testamento: Matteo, Marco, Luca e Giovanni, insieme alle loro comunità, hanno operato una sorta di trascrizione letterale di detti e fatti che erano diventati patrimonio comune delle comunità cristiane della Palestina e di tutta quell'area geografica conosciuta oggi come il Medioriente, compresa buona parte dell'Africa settentrionale.

I tre vangeli sinottici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Vangeli sinottici, Vangelo secondo Matteo, Vangelo secondo Marco e Vangelo secondo Luca.

Dei quattro vangeli, i primi tre presentano notevoli affinità, e sono, pertanto, detti "sinottici", a motivo del fatto che si possono leggere in parallelo: possono essere letti affiancandoli in tre colonne e verificandone la similitudine tra loro.

All'epoca di Sant'Agostino (IV secolo) si pensava che dipendessero l'uno dall'altro, e il vangelo di Matteo era comunemente considerato il primo ad essere stato scritto scritto, seguito da quelli di Marco e Luca. Gli studi più recenti, sviluppatisi dall'800 ad oggi, ritengono invece che il più antico sia il vangelo di Marco; da esso avrebbero attinto Matteo e Luca.

Il quarto vangelo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vangelo secondo Giovanni.

Il vangelo di Giovanni ha invece uno sviluppo diverso dagli altri:

  • non si presenta come una semplice raccolta di detti e opere di Gesù, ma come una serie di sette grandi segni, strutturati come piccole rappresentazioni teatrali con molti personaggi e lunghe dissertazioni teologiche sull'identità del Messia;
  • non riporta la narrazione dell'Ultima Cena, che appare sostituita dall'episodio della lavanda dei piedi;
  • è tutto imperniato attorno all'ora di Gesù, compresa tra la notte del giovedì e la mattina del Venerdì Santo sul monte Golgota.

Giovanni evidenzia sempre l'autorivelazione di Gesù di fronte alle folle e ai suoi oppositori, come risulta evidente nell'uso dell'espressione "Io sono".

Gli autori

Quasi tutti gli studiosi concordano nell'attribuire la paternità dei primi tre vangeli a Marco, discepolo di Pietro e Paolo, a Matteo l'apostolo e a Luca, discepolo di Paolo, mentre per il quarto vangelo si è indecisi nell'identificarne l'autore come l'apostolo fratello di Giacomo o un altro personaggio molto rispettato nelle comunità dell'Asia Minore. La tesi che non attribuisce il quarto vangelo all'apostolo Giovanni, comunque, è sostenuta da una parte minoritaria degli studiosi.

I Vangeli apocrifi

Esistono i testi di altri Vangeli, detti "apocrifi" (il termine significa "nascosti", "segreti"), come il vangelo di Tommaso, quello di Pietro, quello di Giacomo, ecc. Essi sono stati scritti con l'intento di completare e di rivedere quello che dicono i vangeli canonici sulla nascita di Gesù, sulla sua vita, dottrina, morte e risurrezione; ma sono stati esclusi dalla canonicità in quanto hanno esaltato un particolare periodo della vita di Gesù (ad esempio: gli anni dell'infanzia) o perché privi di interesse liturgico e kerigmatico.

Note
  1. Il termine Vangelo o evangelo è la traslitterazione dell'originale greco εὐαγγέλιον, euanghélion, aggettivo sostantivato che significa "buona notizia" o "lieto annunzio".
  2. Apologia I, 56,3.
  3. Nei testi degli studiosi si usa il termine tedesco Redaktionsgeschichte, "storia della redazione".
  4. In tedesco Formgeschichte, "storia delle forme".
Voci correlate

Suggerimenti



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