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Papa Benedetto XVI
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Papa Benedetto XVI, nato Joseph Alois Ratzinger (in latino: Benedictus XVI; Marktl am Inn, 16 aprile 1927), è il 265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 264° successore di Pietro), Primate d'Italia e sovrano dello Stato Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo), teologo e fermo sostenitore della tradizione della Chiesa.
| Benedetto XVI Papa della Chiesa Cattolica | |
|---|---|
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| Nos ergo debemus sublevare huiusmodi, ut cooperatores simus veritatis | |
| | |
| Al secolo: | Joseph Alois Ratzinger |
| Nato | Marktl am Inn, Baviera, Germania, 16 aprile 1927 |
| Ordinato sacerdote | a Monaco di Baviera il 29 giugno 1951 dal card. Michael von Faulhaber |
| Consacrato vescovo | |
| Consacrato arcivescovo | a Monaco di Baviera il 28 maggio 1977 da mons. Josef Stangl |
| Consacrato patriarca | |
| Elevato arcivescovo | |
| Elevato patriarca | |
| Ruoli ricoperti | |
| Proclamato cardinale | 27 giugno 1977 da Papa Paolo VI |
| Elezione al pontificato | 19 aprile 2005 |
| Consacrazione: | 24 aprile 2005 |
| Fine del pontificato: | {{{fine}}} |
| Deceduto | |
| Segretario personale: | Georg Gänswein, Alfred Xuereb |
| Predecessore: | Papa Giovanni Paolo II |
| Successore: | {{{successore}}} |
| Cardinali creati: | vedi categoria |
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biografia su vatican.va | |
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| uso tabella | |
| « Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie. » | |
(Le prime parole del Papa Benedetto XVI)
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Biografia
Le origini e la gioventù
Il padre, Joseph Ratzinger, era commissario di gendarmeria e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della diocesi di Passavia, nella Bassa Baviera; la madre, di Rimsting, sul lago Chiem in Baviera, era figlia di artigiani e, prima di sposarsi, aveva fatto la cuoca in diversi alberghi[1].
Al compimento dei 14 anni, (il figlio) Joseph fu arruolato per legge nella Gioventù hitleriana come "membro forzato",[2] ovvero non volontario. Due anni dopo fu costretto a partecipare al programma Luftwaffenhelfer ("personale di supporto alla Luftwaffe") a Monaco e fu assegnato in un reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht che difendeva gli stabilimenti della BMW. Fu assegnato per un anno ad un reparto di intercettazioni radiofoniche. Con il peggioramento delle sorti tedesche nel conflitto fu trasferito e incaricato allo scavo di trincee, quindi inviato insieme a gruppi di coetanei a compiere marce in alcune città tedesche cantando canti nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione[2]. Ratzinger afferma che nell'aprile 1944 disertò durante una di queste marce, evitando la fucilazione prevista per i disertori grazie ad un sergente che lo fece scappare[3]. Con la disfatta tedesca, nell'aprile 1945 Ratzinger fu recluso per alcune settimane in un campo degli Alleati, vicino a Ulm, come prigioniero di guerra; venne rilasciato il 19 giugno 1945. Ratzinger ha precisato di non aver mai sparato un colpo e di non aver mai partecipato ad una battaglia[3].
Gli studi
Ratzinger studiò filosofia all'università di Monaco e successivamente nella scuola superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga, dove discusse la tesi di teologia dal titolo Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di sant'Agostino. Nel periodo di Frisinga fu ospitato al collegio Georgianum, una specie di seminario interdiocesano per tutti i candidati al sacerdozio della Baviera. Ratzinger parla di quegli anni come di un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. La formazione che ricevette risentì soprattutto del neoplatonismo agostiniano e del pensiero di Pascal, filosofie da sempre in voga nell'ambiente culturale tedesco.
Venne quindi ordinato sacerdote a 24 anni, il 29 giugno del 1951, assieme al fratello maggiore Georg.
Colui che sarebbe poi diventato il custode dell'ortodossia cattolica alla guida dell'ex Sant'Uffizio, nel 1956 presentando la tesi di abilitazione all'insegnamento dal titolo La teologia della storia di San Bonaventura per la cattedra di dogmatica e teologia fondamentale a Frisinga, venne accusato dall'insegnante correlatore Michael Schmaus di un pericoloso modernismo, che doveva condurre verso la soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata (conservando comunque la struttura di pensiero) e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione alla libera docenza. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerate ormai superate, favorirono un avvicinamento a Karl Rahner che Schmaus aveva invitato insieme con tutti i dogmatici di lingua tedesca a Königstein per la Pasqua del 1956 al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.
Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal 1962 al Concilio Vaticano II dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico del cardinale di Colonia Joseph Frings, ma poi, su interessamento di quest'ultimo, fin dalla fine della prima sessione, come perito del Concilio. Risulta interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolarmente gli schemi preparatori (schemata) che avrebbero dovuto essere presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Egli ha lasciato scritto che non trovava alcuna ragione per rifiutarli del tutto, come poi, durante il Concilio, fu da molti richiesto e, infine, ottenuto. Fu un periodo in cui le proprie conoscenze teologiche ebbero modo di svilupparsi molto, ebbe infatti modo di incontrare molti teologi come Henri De Lubac, Jean Danielou, Yves Congar, Gerard Philips, oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo.
Per dieci anni, dal 1959 al 1969 fu insegnante a Bonn, Münster, e Tubinga. Nel 1969 divenne professore ordinario di Dogmatica e storia dei dogmi all'Università di Ratisbona.
Il servizio ecclesiastico
Il 24 marzo 1977 venne eletto arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI ed il 28 maggio dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale. Il successivo 27 giugno il Papa lo creò cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. In un primo tempo fu cardinale del titolo di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino.
Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'organo vaticano che si occupa di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica.
Divenne anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio 1982 rinunciò al governo pastorale dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.
Ratzinger fu presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica dal 1986 al 1992.
Il 15 aprile 1993, venne chiamato a far parte dell'Ordine dei Vescovi e prese possesso del titolo della Sede suburbicaria di Velletri-Segni. che resse fino alla sua elezione a Sommo Pontefice, vivendo con l'intera chiesa diocesana uno speciale spirito di servizio e di comunione.
Il 10 novembre 1999 venne insignito della Laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Lumsa.
Il 30 novembre 2002 divenne Decano del collegio cardinalizio e prese possesso del Titolo della Sede suburbicaria di Ostia.
Proprio come decano del Sacro Collegio, venerdì 8 aprile 2005, toccò a lui presiedere la cerimonia funebre per Giovanni Paolo II ("Messa esequiale del Romano Pontefice"), incensando la bara di quello che sarebbe risultato il suo predecessore sul soglio di Pietro.
L'elezione come successore di Giovanni Paolo II
Papa Benedetto XVI è stato eletto durante il secondo giorno del conclave del 2005, al quarto scrutinio, nel pomeriggio del 19 aprile 2005. Alle 17:56, dal comignolo della Cappella Sistina, la fumata bianca, seguita però dall'incertezza, dovuta al colore poco evidente del fumo, scioltasi solo alle 18:07, quando le campane della basilica di San Pietro annunciarono al mondo l'elezione del nuovo Papa. Dopo un'attesa di circa mezz'ora, il cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone per annunciare l'Habemus Papam, preceduto, per la prima volta, dal saluto Fratelli e Sorelle carissimi, pronunciato in italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese.
Nel suo primo discorso, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, non è mancato un ricordo del suo amico e predecessore Giovanni Paolo II.
Secondo fonti giornalistiche non confermate i cardinali più votati in Conclave oltre a Ratzinger sarebbero stati l'ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e l'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio.
La scelta del nome
Il 27 aprile Benedetto XVI ha spiegato, in occasione della sua prima udienza generale in piazza San Pietro, le ragioni della scelta del suo nome:
| « Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l'apporto di tutti. Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, San Benedetto da Norcia, compatrono d'Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio e le sante donne Brigida di Svezia, Caterina da Siena ed Edith Stein. La progressiva espansione dell'ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d'origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà. » | |
(27/04/2005)
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Lo stemma
È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico. Dal Rinascimento in poi, con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal Papa, oltre che i documenti da lui scritti.
Benedetto XVI ha deciso di mantenere nel suo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi. Nel complesso tuttavia egli ha introdotto alcune novità rispetto ai suoi predecessori.
Lo scudo, la cui forma è detta "a calice", si presenta diviso in tre parti in una modalità chiamata «cappatura».
In quella centrale è riportata una conchiglia, simbolo dei pellegrini, ma che ricorda anche la leggenda secondo cui Sant'Agostino d'Ippona, incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il mare dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di Dio. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a Ratisbona, a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.
A destra e a sinistra compaiono i simboli della diocesi di Frisinga. Il moro a sinistra è per Benedetto XVI simbolo dell'universalità della Chiesa, mentre l'orso che trasporta un fardello richiama la leggenda di San Corbiniano, primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a Roma, fu assalito da un orso che uccise il suo cavallo. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento del salmo 72: «Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te», e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.
Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'oro e l'altra d'argento, simbolo di San Pietro. Un ulteriore segno di discontinuità con la tradizione araldica papale invece, è dato dall'introduzione, sopra lo scudo, di una mitra, che ha sostituito la tiara papale usata dai suoi predecessori e sempre presente nello stemma fin dal pontificato di Clemente V nel 1305[4]. La mitra è d'argento e riporta tre fasce d'oro che mantengono i simboli della tiara (i tre poteri di Ordine, Giurisdizione e Magistero), collegati verticalmente fra di loro al centro per indicare la loro unità nella stessa persona. Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del pallio, segno della collegialità e dell'unità tra il Papa e la Chiesa.
La Messa di Inizio del Ministero Petrino
Domenica 24 aprile 2005 si è tenuta in piazza San Pietro in Vaticano la Messa per l'inizio del Ministero Petrino di papa Benedetto XVI, testualmente chiamata "Santa Messa di imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del Ministero petrino del Vescovo di Roma". In tale occasione il Pontefice ha pronunciato una significativa omelia all'insegna dell'ecumenismo, della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli.
| « Ed ora, in questo momento, io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano. » | |
(24/04/05])
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Al termine della cerimonia il Papa ha attraversato con la jeep una piazza San Pietro gremita di ben 500.000 persone per poi ricevere all'interno della Basilica le diverse delegazioni internazionali.
La "Messa di intronizzazione"
In data 7 maggio 2005 nella Basilica di San Giovanni in Laterano si tenne la Messa, tradizionalmente detta di intronizzazione o di incoronazione, che fu chiamata "Celebrazione eucaristica e insediamento sulla Cathedra Romana del vescovo di Roma Benedetto XVI". In quell'occasione il Papa riprese il concetto di "debole servitore di Dio", durante l'omelia, nel passaggio seguente: "Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione".
Scritti del Papa
- Il 25 gennaio 2006 è stato diffuso il testo della sua prima lettera enciclica che porta il titolo di Deus caritas est (Dio è amore).
- Il 13 marzo 2007 invece è uscita la sua prima Esortazione Apostolica post-sinodale, Sacramentum Caritatis (Sacramento dell'amore), sull'Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. Il testo raccoglie tutte le proposte e le iniziative elaborate durante il Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia, svoltosi in Vaticano nell'ottobre 2005.
- Il 16 aprile 2007, giorno del suo 80° compleanno, è stato pubblicato il primo libro da Papa di Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret, edito da Rizzoli. L'autore stesso ha tenuto a precisare che il libro non è da considerarsi un documento papale.
Il Pontificato
Le linee guida
L'invito a rispettare tutte le religioni
«Dio punirà chi sparge sangue in suo nome» - con queste parole Papa Benedetto XVI ha condannato le «tragiche violenze» che sono dilagate nel mondo a seguito vignette blasfeme su Maometto pubblicate da un quotidiano conservatore danese. È stata espressa solidarietà al mondo musulmano ribadendo con fermezza l'invito a rispettare tutte le religioni.
Risale invece alla visita in Germania del settembre 2006 il duro monito rivolto all'Occidente laico che, escludendo Dio, spaventerebbe le altre culture dell'Asia e dell'Africa. «La vera minaccia per la loro identità - ribadisce il Pontefice - non viene vista nella fede cristiana, ma nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della liberta ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca».
Sull'Islam fondamentalista, invece: «La guerra santa è contraria alla natura di Dio».
Altri messaggi per la pace
- A luglio intervenne così sugli attentati di Londra: «Preghiamo per le vittime degli attentati di Londra, ma anche per gli attentatori, Dio ama la vita».
- 25 dicembre 2005: nel messaggio urbi et orbi per il Santo Natale, ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale «l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza».
- 1° gennaio 2006: durante la Messa per il Nuovo Anno, ha invitato l'ONU a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
- 16 Aprile 2006: Nel messaggio urbi et orbi del giorno di Pasqua ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'Iran, si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in Iraq, chiedendo la pace, e del conflitto in Terra Santa, ribadendo il diritto di Israele ad esistere e auspicando la creazione di uno stato palestinese. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo scontro post-elettorale del 2006.
- 17 giugno 2007: parlando da Assisi, in occasione dell'800° anniversario della conversione di San Francesco, rivolge un appello affinché abbiano fine tutte le guerre nel mondo.
L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II
I documenti del Concilio Vaticano II sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger durante l'Angelus.
A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il Vaticano II possa continuare a guidare la Chiesa «per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull'uomo». L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata; in ogni caso, il Papa ha, più volte, esplicitamente ripudiato quell'interpretazione che vorrebbe intendere il Vaticano II come un procedimento di rottura, rispetto alla tradizione della Chiesa. In questo senso, ha testualmente affermato l'erroneità di quell'opinione secondo la quale il Concilio Vaticano II avrebbe dato vita ad una sorta di "rivoluzione" all'interno della Chiesa che autorizzerebbe a mutare, rispetto al passato, il costante insegnamento del Magistero in materia di Dottrina o di Fede. Di conseguenza, l'unica interpretazione lecita dei documenti del Vaticano II, deve comunque procedere in assoluto accordo, rispetto al contenuto ed allo spirito delle precedenti proposizioni che informano quel millenario "depositum Fidei" che appare proprio alla Tradizione cattolica.
Il rapporto della Chiesa con ebrei e musulmani
Sempre nell'ambito dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato «l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa».
Tuttavia la citazione di una frase dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo a proposito della guerra santa, fatta da Benedetto XVI nell'ambito di una lectio magistralis presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera ha provocato nel mondo islamico violente reazioni (tra cui assalti e incendi a luoghi di culto cattolici). Grave responsabilità di questa situazione di tensione va ricondotta a lanci di agenzia frettolosi e sensazionalistici, oltre che ad interpretazioni volutamente ambigue del discorso del pontefice.
La rivalutazione di aspetti della tradizione
- Dall'11 ottobre 2006 è circolata sulla stampa la notizia secondo cui Benedetto XVI avrebbe già pronto un Motu proprio per la liberalizzazione della Messa tridentina. La notizia è stata confermata il 28 giugno 2007 da un comunicato stampa ufficiale e commentata dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone: nel corso di una riunione avvenuta lo stesso giorno "è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito" del provvedimento papale. Secondo quanto comunicato alla stampa il testo prevederebbe che, entro precise condizioni, qualunque sacerdote cattolico possa celebrare la Messa tridentina latino col cosiddetto Messale del 1962 (perchè promulgato in quell'anno da Giovanni XXIII, che aggiornò così il rito di san Pio V), anteriore alla riforma liturgica, entrata in vigore dal 1970, e caduto in disuso a causa della riforma stessa. Finora questa possibilità era riservata ai soli sacerdoti che avessero ottenuto il permesso dal proprio ordinario, secondo quanto stabilito dal motu proprio Ecclesia Dei promulgato da Giovanni Paolo II nel 1988 (che pure auspicava una larga generosità dei vescovi nel concedere il permesso). Secondo alcuni, questa nuova disciplina rappresenterà un passo verso il riassorbimento dello scisma dei lefebrvriani. Secondo il pensiero del Santo Padre vi sono due forme di rito romano: la forma ordinaria, che è la Messa di Paolo VI, e la forma straordinaria, che è la Messa di san Pio V, come scriveva il futuro papa Benedetto XVI nel testo “La mia vita-ricordi 1927-1977”. È d'altra parte evidente che il ritorno ad una spiritualità maggiormente legata alla tradizione millenaria della Chiesa è uno dei punti centrali del pontificato di Benedetto XVI: anche nell'esortazione post-sinodale sull'Eucarestia era stato auspicato un più ampio uso del latino e del canto gregoriano nelle liturgie.
- Papa Benedetto XVI ha deciso di reindossare alcuni abiti pontifici risalenti al Rinascimento. È il caso del camauro, un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia d'ermellino bianco che era stato indossato dai papi fino al Settecento, per poi essere ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII: dopo più di quarant'anni il camauro è stato utilizzato da Benedetto XVI nel corso delle udienze generali del 21 e 28 dicembre 2005. Un altro antico abito papale rispolverato da Ratzinger (l'8 dicembre 2005, in occasione del consueto omaggio alla statua dell'Immacolata, in Piazza di Spagna) è la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che fu usata fino ai primi anni di pontificato di Paolo VI e che Benedetto XVI indossa in tutte le occasioni in cui è tradizionalmente previsto (preghiera comune, incontri diplomatici, ecc.). In occasione dell'udienza generale del 6 settembre 2006, ha indossato il cappello detto "saturno" a tesa larga, un copricapo rosso, così chiamato per la sua vaga somiglianza con il pianeta, adatto soprattutto a proteggersi dal caldo, che era spesso indossato da Giovanni XXIII
- Con un Motu proprio datato 11 giugno 2007, Benedetto XVI ha disposto che i Papi dovranno essere eletti da una maggioranza di due terzi, indipendentemente dal numero di scrutini. Ristabilendo questa norma, il Papa emenda la Costituzione Apostolica del 1996 di Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis.
La lettera ai cattolici della Cina
Il 30 Giugno 2007 è stata diffusa la tanto annunciata Lettera di Benedetto XVI ai fedeli della Chiesa cinese, che porta la data del 27 maggio 2007, solennità di Pentecoste. La Lettera è diretta alla Chiesa in Cina e tratta questioni eminentemente religiose, rispondendo a precisi quesiti che vengono posti da tempo alla Santa Sede da parte di Vescovi e di sacerdoti cinesi. Non è, quindi, un documento politico né un atto di accusa contro le Autorità governative, pur non potendo ignorare le note difficoltà che la Chiesa in Cina deve affrontare quotidianamente. Il Santo Padre ricorda il "disegno originario", che Cristo ha avuto della sua Chiesa e che ha affidato agli Apostoli e ai loro successori, i Vescovi. Alla luce di esso, egli prende in considerazione varie problematiche della vita della Chiesa in Cina, che sono sorte negli ultimi 50 anni. Da tale "disegno" trae anche ispirazione e orientamenti per affrontare e risolvere, in spirito di comunione e di verità, le suddette problematiche. Nella Lettera, il Papa si dice pienamente disponibile ed aperto ad un sereno e costruttivo dialogo con le Autorità civili al fine di trovare una soluzione ai vari problemi, riguardanti la comunità cattolica, e di arrivare alla desiderata normalizzazione dei rapporti fra la Santa Sede e il Governo della Repubblica Popolare Cinese, nella certezza che i cattolici, con la libera professione della loro fede e con una generosa testimonianza di vita, contribuiscono, come buoni cittadini, anche al bene del Popolo cinese.
Fede e ragione
Nella lectio magistralis intitolata Fede, ragione e università, tenuta presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera nel settembre 2006, il Papa ha sviluppato un importante intervento sul tema dei rapporti tra fede e ragione, già oggetto di uno studio di papa Giovanni Paolo II (enciclica Fides et Ratio, 1998).
Benedetto XVI, pronunciandosi nettamente contro ogni forma di imposizione violenta di un credo religioso, ha espresso la sua «convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio» e che nell'elemento del Logos (espressione greca per "parola", cioè verbo di Dio, ma anche "ragione") si trovi «la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia».
L'incontro con Küng
Il 26 settembre 2005 ha avuto luogo un colloquio tra papa Benedetto XVI e Hans Küng, suo amico e collega negli anni del Concilio. Küng, che da anni è in contrasto con la posizione ufficiale della Chiesa su molte questioni teologiche, era stato sospeso dall'attività di teologo cattolico da Giovanni Paolo II, che non volle mai riceverlo in Vaticano. L'incontro con Benedetto XVI si è invece svolto in un clima amichevole: il Papa teologo ha «apprezzato» lo «sforzo» di Küng di «contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare», ha sottolineato che «l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è un obiettivo importante del suo Pontificato» e ha anche affermato di condividere il tentativo di Küng di «ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage». Küng ha invece espresso il «suo plauso circa gli sforzi del Papa a favore del dialogo delle religioni e anche circa l'incontro con i differenti gruppi sociali del mondo moderno». Il 13 aprile 2006 (Giovedì Santo) ha anche dichiarato che «questo pontefice saprà stupirci».
Viaggi apostolici
| | Per approfondire, vedi la voce: Viaggi apostolici di Benedetto XVI. |
Il primo viaggio apostolico di Benedetto XVI all'estero si è svolto nell'agosto 2005 a Colonia, in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù (nel corso del quale ha visitato la sinagoga e la comunità islamica locale). Nel maggio 2006 papa Benedetto si è recato in Polonia, terra di Papa Giovanni Paolo II, durante il quale ha fatto visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. L'8 e 9 luglio il Pontefice si è recato nella città di Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie.[5]
Dal 9 al 14 settembre 2006 il Pontefice si è recato nella sua terra natale, la Baviera. Dal 29 novembre al 1 dicembre 2006 si è recato in Turchia; in questo viaggio ha tentato di ricucire i rapporti con l'Islam (incrinati dalle dichiarazioni rilasciate alla lezione universitaria di Ratisbona) definendo la religione islamica una "religione di libertà e pace". Dal 9 al 14 maggio 2007 ha compiuto il suo primo viaggio extra-continentale recandosi in visita in Brasile, mentre dal 7 al 9 settembre si è recato in Austria. Tra i viaggi in Italia si ricordano quello a Bari, a Loreto, a Pavia, a Napoli, a Verona.
Nel 2008 Benedetto XVI si è recato negli Stati Uniti d'America (15-21 aprile), a Savona e Genova (17-18 maggio), a Santa Maria di Leuca e Brindisi (14-15 giugno), a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù (12-21 luglio), a Cagliari (7 settembre) ed in occasione del centenario della proclamazione della Vergine di Bonaria a patrona massima della Sardegna ha visitato la Francia (12-15 settembre), visita culminata a Lourdes in occasione del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni a Bernadette Soubirous.
Concistori ordinari pubblici, per la Creazione di nuovi Cardinali
24 marzo 2006
Il 24 marzo 2006, durante il suo primo concistoro, papa Benedetto XVI creò 15 nuovi cardinali (12 elettori, ossia porporati con meno di 80 anni che hanno il diritto di entrare in Conclave, e tre ultraottantenni). Con la creazione dei nuovi 12 cardinali elettori il numero dei cardinali elettori è arrivato a 120, limite massimo fissato da papa Paolo VI nel 1973, senza pertanto alcuna deroga come invece più d'una volta era accaduto con Giovanni Paolo II. I dodici nuovi porporati furono:
- William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e arcivescovo emerito di San Francisco;
- Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata;
- Agostino Vallini, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica;
- Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo di Caracas;
- Gaudencio Borbon Rosales, arcivescovo di Manila;
- Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux;
- Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo;
- Nicholas Cheong Jin-Suk, arcivescovo di Seul;
- Sean Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston;
- Stanisław Dziwisz, arcivescovo di Cracovia (già segretario di papa Giovanni Paolo II);
- Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna;
- Joseph Zen Ze-Kiun, vescovo di Hong Kong.
Oltre ai dodici cardinali elettori ha creato altri tre cardinali ultraottantenni in considerazione del servizio da essi reso alla Chiesa con esemplare fedeltà ed amorevole dedizione. Essi sono:
- Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della basilica di San Paolo fuori le mura in Roma;
- Peter Poreku Dery, arcivescovo emerito di Tamale
- Albert Vanhoye, gesuita (già benemerito rettore del Pontificio Istituto Biblico e segretario della Pontificia Commissione Biblica).
All'inizio del concistoro è il neo cardinale William Joseph Levada, primo in ordine di precedenza tra i nuovi cardinali, a promettere la propria fedeltà e quella degli altri 14 neo cardinali a Benedetto XVI.
Imponendo la berretta ai nuovi porporati il Papa ricordò loro che questo segno della dignità cardinalizia significa che dovranno «essere pronti a comportarsi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa».
Come da tradizione ad ogni cardinale viene assegnata la titolarità di una chiesa di Roma come simbolo dell'unione dei cardinali con il Papa.
La novità di questo concistoro è certamente il ridotto numero di nuovi cardinali scelti tra i capi dicastero della Curia Romana. Nell'elenco, infatti, compaiono soltanto tre di loro: Levada, Rodé, e Vallini; ha inoltre destato una qualche sorpresa il fatto che tra i nuovi porporati non vi fosse il nuovo arcivescovo di Parigi, mons. André Vingt-Trois (Parigi, infatti, è considerata tradizionalmente sede cardinalizia).
È da segnalare la creazione di tre nuovi cardinali asiatici, tra cui il vescovo di Hong Kong, che a causa della sua battaglia per la libertà di culto è mal tollerato dal governo di Pechino.
24 novembre 2007
Il 24 novembre 2007 nel concistoro ordinario ha ristabilito il numero pieno di 120 cardinali elettori con la creazione dei seguenti cardinali:
- Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali;
- John Patrick Foley, gran maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
- Giovanni Lajolo, presidente della Pontificia Commissione e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
- Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum";
- Angelo Comastri, arciprete della Basilica vaticana, vicario generale per lo Stato della Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro;
- Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici;
- Raffaele Farina, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa;
- Agustín García-Gasco Vicente, arcivescovo di Valencia (Spagna);
- Seán Baptist Brady, arcivescovo di Armagh (Irlanda);
- Lluís Martínez Sistach, arcivescovo di Barcellona (Spagna);
- André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi (Francia);
- Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova (Italia) e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana;
- Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar (Senegal);
- Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay (India);
- Francisco Robles Ortega, arcivescovo di Monterrey (Messico);
- Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston (Stati Uniti d’America);
- Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo (Brasile);
- John Njue, arcivescovo di Nairobi (Kenya).
Oltre a questi diciotto, il Pontefice ha innalzato alla dignità cardinalizia "tre venerati presuli e due benemeriti ecclesiastici, particolarmente meritevoli per il loro impegno al servizio della Chiesa" che non entreranno a far parte dei cardinali elettori:
- Emmanuel III Delly, patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq);
- Giovanni Coppa, nunzio apostolico emerito in Repubblica Ceca;
- Estanislao Esteban Karlic, arcivescovo emerito di Paraná (Argentina);
- Urbano Navarrete, già rettore della Pontificia Università Gregoriana;
- Umberto Betti, già rettore della Pontificia Università Lateranense.
Inoltre Benedetto XVI ha reso noto che avrebbe voluto concedere assieme a questi ultimi, la porpora cardinalizia anche a Ignacy Ludwik Jeż, vescovo emerito di Koszalin-Kołobrzeg, (Polonia), deceduto però il 16 ottobre 2007, giorno precedente all'annuncio.[6][7]
Al termine dell'annuncio dei nuovi porporati, Benedetto XVI ha lasciato intendere il desiderio di procedere in futuro a nuove nomine cardinalizie, dichiarando: «Altre persone vi sarebbero, a me molto care, che per la loro dedizione al servizio della Chiesa ben meriterebbero di essere elevate alla dignità cardinalizia. Spero di avere in futuro l'opportunità di testimoniare, anche in questo modo, ad esse ed ai Paesi a cui appartengono la mia stima ed il mio affetto».[8]
Curiosità
- Il Papa è amante della musica classica, in particolare di Mozart e si diletta a suonare il pianoforte.
- Possiede tre gatti.
- Prima dell'elezione papale, Ratzinger ha vissuto per più di vent'anni a Piazza della Città leonina, nel rione di Borgo.
- Nella data della sua elezione al soglio pontificio (19 aprile 2005), papa Benedetto XVI ha riconfermato nell'incarico di proprio segretario privato monsignor Georg Gänswein, che già lo assisteva dal 2003 quando era ancora cardinale.
- Papa Benedetto XVI ha svolto la sua prima visita pastorale in Italia il 29 maggio 2005 a Bari, per la conclusione del "XXIV Congresso Eucaristico Nazionale".
- Papa Benedetto XVI ha soggiornato per alcuni giorni nell'estate del 2005 e del 2006, a Les Combes, ospite del convento dei salesiani, in Valle d'Aosta riprendendo così le abitudini del suo predecessore Giovanni Paolo II.
Opere
Encicliche
- Deus Caritas est ("Dio è Amore"), 25 dicembre 2005.
- Spe salvi ("Salvati nella Speranza"), 30 novembre 2007.
- Caritas in Veritate ("La Carità nella Verità"), 29 giugno 2009
Libri
Tra le sue innumerevoli pubblicazioni le più conosciute sono:
- Introduzione al Cristianesimo. Lezioni sul simbolo apostolico (1968) ISBN 8839903054.
- Dogma e rivelazione (1973).
- Rapporto sulla fede (intervista di Vittorio Messori) (1985).
- Il sale della terra. Cristianesimo e Chiesa cattolica nella svolta del millennio (1996).
- Cielo e terra. Riflessioni su politica e fede (1997).
- La mia vita. Ricordi (1927-1977) (1997).
- Giovanni Paolo II. Vent'anni nella storia (1999).
- Introduzione allo spirito della liturgia (2001).
- Il Dio vicino (2003) ISBN 882154818X.
- Europa, i suoi fondamenti oggi e domani (2004).
- Senza radici scritto insieme a Marcello Pera (2004) ISBN 8804544740.
- La fraternità cristiana (2005).
- L'Europa di Benedetto (2005) ISBN 8882722309.
- Gesù di Nazaret (2007).
Raccolte di testi
Oltre ai libri direttamente scritti si aggiungono varie raccolte di testi o discrorsi del pontefice, a tematica ristretta, che sono stati pubblicati sotto la sua approvazione e nel rispetto del copyright della Libreria Editrice Vaticana.
- La Rivoluzione di Dio (2005).
- Immagini di speranza. Le feste cristiana in compagnia del Papa (2005).
- Giovanni Paolo II - Il mio amato predecessore (2007).
- Imparare ad amare (2007).
Documentari
- Le Chiavi del Regno, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI del Centro Televisivo Vaticano, distribuito da HDH Communications, 2006.
- Benedetto XVI, il Papa dell'amicizia con Dio della RAI e trasmesso da Rai Uno per l'80° genetliaco del Pontefice.
- "Benedetto XVI" I miei 80 anni illuminati dalla luce della Divina Misericordia. La storia siamo noi - Rai Educational
Note
- ↑ La nonna materna Maria Tauber-Peintner naque il 29 giugno 1855, a Rasa, un paesino nei pressi di Bressanone, che allora si trovava nell'impero austro-ungarico, mentre oggi è in territorio italiano. Cfr. (DE) Gelmi Josef, Die Päpste mit dem Namen Benedikt, Weger, Brixen 2008
- ↑ 2,0 2,1 Radio Televisione Italiana, Rai Uno. Il bambino che voleva diventare cardinale, Papa Benedetto XVI, trasmesso il 14 aprile 2007 dalle 10.30 alle 11.30
- ↑ 3,0 3,1 Joseph Ratzinger. "La mia vita - Ricordi (1927-1977)"
- ↑ Araldica Ecclesiastica di Giorgio Aldrighetti.
- ↑ Articolo Benedetto XVI a Valencia per il V incontro mondiale delle famiglie.
- ↑ http://www.skylife.it/videoTg24Single/53242 Video dell'annuncio del Concistoro per la creazione di nuovi cardinali
- ↑ Benedetto XVI annuncia il concistoro: 23 nuovi cardinali, Bagnasco tra i 4 italiani - Il Sole 24 Ore del 17 ottobre 2007
- ↑ [1]
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Pagina su Papa Benedetto XVI sul sito vaticano
- Voce Papa_Benedetto_XVI di it.wiki (base per questa voce, versione di riferimento, aggiornamenti effettuati)
Bibliografia
- Dino Boffo e altri, Benedetto - Gli 80 anni di un Papa che conquista, Avvenire, Milano, 2007.
- Andrea Tornielli, Benedetto XVI il custode della fede, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2005, ISBN 8838485593.
- Alessandra Borghese, Sulle tracce di Joseph Ratzinger, Edizione Cantagalli, 2006
| Predecessore: | Arcivescovo di Monaco e Frisinga | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Julius August Döpfner | 24 marzo 1977 - 15 febbraio 1982 | Friedrich Wetter |
| Predecessore: | Cardinale presbitero di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Jérôme Louis Rakotomalala | 27 giugno 1977 - 5 aprile 1993 | Ricardo María Carles Gordó |
| Predecessore: | Cardinale vescovo della sede suburbicaria di Velletri-Segni | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Sebastiano Baggio | 5 aprile 1993 - 19 aprile 2005 | Francis Arinze |
| Predecessore: | Cardinale vescovo della sede suburbicaria di Ostia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Bernardin Gantin | 30 novembre 2002 - 19 aprile 2005 | Angelo Sodano |
| Preceduto da: | Papa | Succeduto da: |
| Giovanni Paolo II | in carica |
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