Papa Benedetto XVI

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Benedetto XVI
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Papa
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Papa emerito
Età attuale 90 anni
Nascita Marktl am Inn
16 aprile 1927
Morte
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Ordinazione presbiterale Monaco di Baviera, 29 giugno 1951 dal card. Michael von Faulhaber
Appartenenza
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Consacrazione arcivescovile Monaco di Baviera, 28 maggio 1977 da mons. Josef Stangl
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Creazione
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
27 giugno 1977 da Paolo VI (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
prima dell'elezione
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pseudocardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
265° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
19 aprile 2005
Consacrazione 24 aprile 2005
Fine del
pontificato
28 febbraio 2013
(dimissionario)
Segretario Georg Gänswein,
Alfred Xuereb
Predecessore Papa Giovanni Paolo II
Successore Papa Francesco
Extra Opere e documenti
Encicliche
Immagini
Anni di pontificato
Nomine Vescovi
Cardinali 62 creazioni in 3 concistori
Proclamazioni Venerabili Beati Santi
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi
Venerato da {{{venerato da}}}
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
Biografia su vatican.va
Dati su gcatholic.org
Dati su catholic-hierarchy.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it
Scheda su cardinalrating.com
Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger, in latino: Benedictus XVI (Marktl am Inn, 16 aprile 1927), è stato il 265° vescovo di Roma e papa tedesco dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013. L'11 febbraio 2013 ha annunciato la sua rinuncia all'ufficio di Romano Pontefice, e questa è divenuta operativa il 28 febbraio 2013 alle ore 20. Attualmente è Papa emerito.

Biografia

Casa natale di Joseph Ratzinger

Le origini e la gioventù

Il padre, Joseph Ratzinger, era commissario di gendarmeria e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della diocesi di Passavia, nella Bassa Baviera; la madre, di Rimsting, sul lago Chiem in Baviera, era figlia di artigiani e, prima di sposarsi, aveva fatto la cuoca in diversi alberghi[1].

Al compimento dei 14 anni, (il figlio) Joseph fu arruolato per legge nella Gioventù hitleriana come "membro forzato",[2] ovvero non volontario. Due anni dopo fu costretto a partecipare al programma Luftwaffenhelfer ("personale di supporto alla Luftwaffe") a Monaco e fu assegnato in un reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht che difendeva gli stabilimenti della BMW. Fu assegnato per un anno ad un reparto di intercettazioni radiofoniche. Con il peggioramento delle sorti tedesche nel conflitto fu trasferito e incaricato allo scavo di trincee, quindi inviato insieme a gruppi di coetanei a compiere marce in alcune città tedesche cantando canti nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione[2]. Ratzinger afferma che nell'aprile 1944 disertò durante una di queste marce, evitando la fucilazione prevista per i disertori grazie ad un sergente che lo fece scappare[3].

Con la disfatta tedesca, nell'aprile 1945 Ratzinger fu recluso per alcune settimane in un campo degli Alleati, vicino a Ulm, come prigioniero di guerra; venne rilasciato il 19 giugno 1945.

Ratzinger ha precisato di non aver mai sparato un colpo e di non aver mai partecipato ad una battaglia[3].

Gli studi

Ratzinger studiò filosofia all'università di Monaco e successivamente nella scuola superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga, dove discusse la tesi di teologia dal titolo Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di sant'Agostino. Nel periodo di Frisinga fu ospitato al collegio Georgianum, una specie di seminario interdiocesano per tutti i candidati al sacerdozio della Baviera. Ratzinger parla di quegli anni come di un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. La formazione che ricevette risentì soprattutto del neoplatonismo agostiniano e del pensiero di Pascal, filosofie da sempre in voga nell'ambiente culturale tedesco.

Venne quindi ordinato sacerdote a 24 anni, il 29 giugno del 1951, assieme al fratello maggiore Georg.

Colui che sarebbe poi diventato il custode dell'ortodossia cattolica alla guida dell'ex Sant'Uffizio, nel 1956 presentando la tesi di abilitazione all'insegnamento dal titolo La teologia della storia di San Bonaventura per la cattedra di dogmatica e teologia fondamentale a Frisinga, venne accusato dall'insegnante correlatore Michael Schmaus di un pericoloso modernismo, che doveva condurre verso la soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata (conservando comunque la struttura di pensiero) e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione alla libera docenza. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerate ormai superate, favorirono un avvicinamento a Karl Rahner che Schmaus aveva invitato insieme con tutti i dogmatici di lingua tedesca a Königstein per la Pasqua del 1956 al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.

Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal 1962 al Concilio Vaticano II dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico del cardinale di Colonia Joseph Frings, ma poi, su interessamento di quest'ultimo, fin dalla fine della prima sessione, come perito del Concilio. Risulta interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolarmente gli schemi preparatori (schemata) che avrebbero dovuto essere presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Fu un periodo in cui le proprie conoscenze teologiche ebbero modo di svilupparsi molto, ebbe infatti modo di incontrare molti teologi come Henri De Lubac, Jean Daniélou, Yves Congar, Gerard Philips, oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo.

Roma, Madre Teresa di Calcutta e il giovane Joseph Ratzinger

Per dieci anni, dal 1959 al 1969 fu insegnante a Bonn, Münster, e Tubinga. Nel 1969 divenne professore ordinario di Dogmatica e storia dei dogmi all'Università di Ratisbona.

Il servizio ecclesiastico

Il 24 marzo 1977 venne eletto arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI ed il 28 maggio dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale. Il successivo 27 giugno il Papa lo creò cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. In un primo tempo fu cardinale del titolo di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino.

Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'organo vaticano che si occupa di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica.

Divenne anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio 1982 rinunciò al governo pastorale dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.

Ratzinger fu presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica dal 1986 al 1992.

Roma, papa Giovanni Paolo II e il cardinale Joseph Ratzinger

Il 5 aprile 1993, venne chiamato a far parte dell'Ordine dei Vescovi e prese possesso del titolo della Sede suburbicaria di Velletri-Segni che resse fino alla sua elezione a Sommo Pontefice, vivendo con l'intera chiesa diocesana uno speciale spirito di servizio e di comunione.

Il 10 novembre 1999 venne insignito della Laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Lumsa.

Il 30 novembre 2002 divenne Decano del collegio cardinalizio e prese possesso del Titolo della Sede suburbicaria di Ostia.

Proprio come decano del Sacro Collegio, venerdì 8 aprile 2005, toccò a lui presiedere la cerimonia funebre per Giovanni Paolo II ("Messa esequiale del Romano Pontefice"), incensando la bara di quello che sarebbe risultato il suo predecessore sul soglio di Pietro.

L'elezione come successore di Giovanni Paolo II

Papa Benedetto XVI è stato eletto durante il secondo giorno del conclave del 2005, al quarto scrutinio, nel pomeriggio del 19 aprile 2005. Alle 17:56, dal comignolo della Cappella Sistina, la fumata bianca, seguita però dall'incertezza, dovuta al colore poco evidente del fumo, scioltasi solo alle 18:07, quando le campane della basilica di San Pietro annunciarono al mondo l'elezione del nuovo Papa. Dopo un'attesa di circa mezz'ora, il cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone per annunciare l'Habemus papam, preceduto, per la prima volta, dal saluto Fratelli e Sorelle carissimi, pronunciato in italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese.

Nel suo primo discorso, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, non è mancato un ricordo del suo amico e predecessore Giovanni Paolo II.

Secondo fonti giornalistiche non confermate i cardinali più votati in Conclave oltre a Ratzinger sarebbero stati l'ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e l'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio.

La scelta del nome

Il 27 aprile Benedetto XVI ha spiegato, in occasione della sua prima udienza generale in piazza San Pietro, le ragioni della scelta del suo nome:

« Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l'apporto di tutti.

Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande "Patriarca del monachesimo occidentale", San Benedetto da Norcia, compatrono d'Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio e le sante donne Brigida di Svezia, Caterina da Siena ed Edith Stein. La progressiva espansione dell'ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d'origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà. »

(27/04/2005)

Lo stemma

Stemma di papa Benedetto XVI

È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico. Dal Rinascimento in poi, con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal Papa, oltre che i documenti da lui scritti.

Benedetto XVI ha deciso di mantenere nel suo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi. Nel complesso tuttavia egli ha introdotto alcune novità rispetto ai suoi predecessori.

Lo scudo, la cui forma è detta "a calice", si presenta diviso in tre parti in una modalità chiamata "cappatura".

In quella centrale è riportata una conchiglia, simbolo dei pellegrini, ma che ricorda anche la leggenda secondo cui Sant'Agostino d'Ippona, incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il mare dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di Dio. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a Ratisbona, a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.

A destra e a sinistra compaiono i simboli della diocesi di Frisinga. Il moro a sinistra è per Benedetto XVI simbolo dell'universalità della Chiesa, mentre l'orso che trasporta un fardello richiama la leggenda di San Corbiniano, primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a Roma, fu assalito da un orso che uccise il suo cavallo. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento del Sal 72[71]: "Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te", e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.

Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'oro e l'altra d'argento, simbolo di San Pietro.

Un ulteriore segno di discontinuità con la tradizione araldica papale invece, è dato dall'introduzione, sopra lo scudo, di una mitra, che ha sostituito la tiara papale usata dai suoi predecessori e sempre presente nello stemma fin dal pontificato di Clemente V nel 1305[4].

La mitra è d'argento e riporta tre fasce d'oro che mantengono i simboli della tiara (i tre poteri di Ordine, Giurisdizione e Magistero), collegati verticalmente fra di loro al centro per indicare la loro unità nella stessa persona.

Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del pallio, segno della collegialità e dell'unità tra il Papa e la Chiesa.

La Messa di Inizio del Ministero Petrino

Domenica 24 aprile 2005 si è tenuta in piazza San Pietro in Vaticano la Messa per l'inizio del Ministero Petrino di papa Benedetto XVI, testualmente chiamata "Santa Messa di imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del Ministero petrino del Vescovo di Roma". In tale occasione il Pontefice ha pronunciato una significativa omelia all'insegna dell'ecumenismo, della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli.

« Ed ora, in questo momento, io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano. »
(24/04/05])

Al termine della cerimonia il Papa ha attraversato con la jeep una piazza San Pietro gremita di ben 500.000 persone per poi ricevere all'interno della Basilica le diverse delegazioni internazionali.

La "Messa di insediamento"

In data 7 maggio 2005 nella Basilica di San Giovanni in Laterano si tenne la Messa, tradizionalmente detta di intronizzazione o di incoronazione, che fu chiamata "Celebrazione eucaristica e insediamento sulla Cathedra Romana del vescovo di Roma Benedetto XVI". In quell'occasione il Papa riprese il concetto di "debole servitore di Dio", durante l'omelia, nel passaggio seguente: "Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione".

Gli scritti da Papa

Il Pontificato

Le linee guida

L'invito a rispettare tutte le religioni

"Dio punirà chi sparge sangue in suo nome": con queste parole Papa Benedetto XVI ha condannato le "tragiche violenze" che sono dilagate nel mondo a seguito vignette blasfeme su Maometto pubblicate da un quotidiano conservatore danese. È stata espressa solidarietà al mondo musulmano ribadendo con fermezza l'invito a rispettare tutte le religioni.

Risale invece alla visita in Germania del settembre 2006 il duro monito rivolto all'Occidente laico che, escludendo Dio, spaventerebbe le altre culture dell'Asia e dell'Africa. "La vera minaccia per la loro identità - ribadisce il Pontefice - non viene vista nella fede cristiana, ma nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della liberta ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca".

Sull'Islam fondamentalista, invece: "La guerra santa è contraria alla natura di Dio".

Altri messaggi per la pace
  • A luglio intervenne così sugli attentati di Londra: "Preghiamo per le vittime degli attentati di Londra, ma anche per gli attentatori, Dio ama la vita".
  • 25 dicembre 2005: nel messaggio urbi et orbi per il Santo Natale, ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale "l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza".
  • 1° gennaio 2006: durante la Messa per il Nuovo Anno, ha invitato l'ONU a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
  • 16 aprile 2006: Nel messaggio urbi et orbi del giorno di Pasqua ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'Iran, si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in Iraq, chiedendo la pace, e del conflitto in Terra Santa, ribadendo il diritto di Israele ad esistere e auspicando la creazione di uno stato palestinese. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo scontro post-elettorale del 2006.
  • 17 giugno 2007: parlando da Assisi, in occasione dell'800° anniversario della conversione di San Francesco, rivolge un appello affinché abbiano fine tutte le guerre nel mondo.

L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II

I documenti del Concilio Vaticano II sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger durante l'Angelus.

A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il Vaticano II possa continuare a guidare la Chiesa "per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull'uomo". L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata; in ogni caso, il Papa ha, più volte, esplicitamente ripudiato quell'interpretazione che vorrebbe intendere il Vaticano II come un procedimento di rottura, rispetto alla tradizione della Chiesa. In questo senso, ha testualmente affermato l'erroneità di quell'opinione secondo la quale il Concilio Vaticano II avrebbe dato vita ad una sorta di "rivoluzione" all'interno della Chiesa che autorizzerebbe a mutare, rispetto al passato, il costante insegnamento del Magistero in materia di Dottrina o di Fede. Di conseguenza, l'unica interpretazione lecita dei documenti del Vaticano II, deve comunque procedere in assoluto accordo, rispetto al contenuto ed allo spirito delle precedenti proposizioni che informano quel millenario "depositum Fidei" che appare proprio alla Tradizione cattolica.

Il rapporto della Chiesa con ebrei e musulmani

Sempre nell'ambito dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato "l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane", riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando "lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa".

Tuttavia la citazione di una frase dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo a proposito della guerra santa, fatta da Benedetto XVI nell'ambito di una lectio magistralis presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera ha provocato nel mondo islamico violente reazioni (tra cui assalti e incendi a luoghi di culto cattolici). Grave responsabilità di questa situazione di tensione va ricondotta a lanci di agenzia frettolosi e sensazionalistici, oltre che ad interpretazioni volutamente ambigue del discorso del pontefice.

La rivalutazione di aspetti della tradizione

  • Dall'11 ottobre 2006 è circolata sulla stampa la notizia secondo cui Benedetto XVI avrebbe già pronto un Motu proprio per la liberalizzazione della Messa tridentina. La notizia è stata confermata il 28 giugno 2007 da un comunicato stampa ufficiale e commentata dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone: nel corso di una riunione avvenuta lo stesso giorno "è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito" del provvedimento papale. Secondo quanto comunicato alla stampa il testo prevederebbe che, entro precise condizioni, qualunque sacerdote cattolico possa celebrare la Messa tridentina latino col cosiddetto Messale del 1962 (perché promulgato in quell'anno da Giovanni XXIII, che aggiornò così il rito di san Pio V), anteriore alla riforma liturgica, entrata in vigore dal 1970, e caduto in disuso a causa della riforma stessa. Finora questa possibilità era riservata ai soli sacerdoti che avessero ottenuto il permesso dal proprio ordinario, secondo quanto stabilito dal motu proprio Ecclesia Dei promulgato da Giovanni Paolo II nel 1988 (che pure auspicava una larga generosità dei vescovi nel concedere il permesso). Secondo alcuni, questa nuova disciplina rappresenterà un passo verso il riassorbimento dello scisma dei lefebrvriani. Secondo il pensiero del Santo Padre vi sono due forme di rito romano: la forma ordinaria, che è la Messa di Paolo VI, e la forma straordinaria, che è la Messa di san Pio V, come scriveva il futuro papa Benedetto XVI nel testo "La mia vita-ricordi 1927-1977". È d'altra parte evidente che il ritorno ad una spiritualità maggiormente legata alla tradizione millenaria della Chiesa è uno dei punti centrali del pontificato di Benedetto XVI: anche nell'esortazione post-sinodale sull'Eucarestia era stato auspicato un più ampio uso del latino e del canto gregoriano nelle liturgie.
  • Papa Benedetto XVI ha deciso di reindossare alcuni capi dell'abbigliamento pontificio risalenti al Rinascimento. È il caso del camauro, un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia d'ermellino bianco che era stato indossato dai papi fino al Settecento, per poi essere ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII: dopo più di quarant'anni il camauro è stato utilizzato da Benedetto XVI nel corso delle udienze generali del 21 e 28 dicembre 2005. Un altro antico abito papale da Ratzinger (l'8 dicembre 2005, in occasione del consueto omaggio alla statua dell'Immacolata, in Piazza di Spagna) è la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che fu usata fino ai primi anni di pontificato di Paolo VI e che Benedetto XVI indossa in tutte le occasioni in cui è tradizionalmente previsto (preghiera comune, incontri diplomatici, ecc.). In occasione dell'udienza generale del 6 settembre 2006, ha indossato il cappello a tesa larga, un copricapo rosso, adatto soprattutto a proteggersi dal caldo, che era spesso indossato da Giovanni XXIII e da Paolo VI.
  • Con un Motu proprio De Aliquibus Mutationibus in normis de electione Romani Pontificis datato 11 giugno 2007, Benedetto XVI ha disposto che i Papi dovranno essere eletti da una maggioranza di due terzi, indipendentemente dal numero di scrutini. Ristabilendo questa norma, il Papa emenda la Costituzione Apostolica del 1996 di Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis.

La lettera ai cattolici della Cina

Il 30 giugno 2007 è stata diffusa la tanto annunciata Lettera di Benedetto XVI ai fedeli della Chiesa cinese, che porta la data del 27 maggio 2007, solennità di Pentecoste.

La Lettera è diretta alla Chiesa in Cina e tratta questioni eminentemente religiose, rispondendo a precisi quesiti che vengono posti da tempo alla Santa Sede da parte di Vescovi e di sacerdoti cinesi. Non è, quindi, un documento politico né un atto di accusa contro le Autorità governative, pur non potendo ignorare le note difficoltà che la Chiesa in Cina deve affrontare quotidianamente.

Fede e ragione

Nella lectio magistralis intitolata Fede, ragione e università, tenuta presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera nel settembre 2006, il Papa ha sviluppato un importante intervento sul tema dei rapporti tra fede e ragione, già oggetto di uno studio di papa Giovanni Paolo II (enciclica Fides et Ratio, 1998).

Benedetto XVI, pronunciandosi nettamente contro ogni forma di imposizione violenta di un credo religioso, ha espresso la sua "convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio" e che nell'elemento del Logos (espressione greca per "parola", cioè verbo di Dio, ma anche "ragione") si trovi "la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia".

Viaggi apostolici

Il primo viaggio apostolico di Benedetto XVI all'estero si è svolto nell'agosto 2005 a Colonia, in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù (nel corso del quale ha visitato la sinagoga e la comunità islamica locale). Nel maggio 2006 papa Benedetto si è recato in Polonia, terra di Papa Giovanni Paolo II, durante il quale ha fatto visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

L'8 e 9 luglio il Pontefice si è recato nella città di Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie[5].

Dal 9 al 14 settembre 2006 il Pontefice si è recato nella sua terra natale, la Baviera. Dal 29 novembre al 1 dicembre 2006 si è recato in Turchia; in questo viaggio ha tentato di ricucire i rapporti con l'Islam (incrinati dalle dichiarazioni rilasciate alla lezione universitaria di Ratisbona) definendo la religione islamica una "religione di libertà e pace". Dal 9 al 14 maggio 2007 ha compiuto il suo primo viaggio extra-continentale recandosi in visita in Brasile, mentre dal 7 al 9 settembre si è recato in Austria. Tra i viaggi in Italia si ricordano quello a Bari, a Loreto, a Pavia, a Napoli, a Verona.

Papa Benedetto XVI ricevuto alla casa Bianca dal presidente George W. Bush (16 aprile 2008)

Nel 2008 Benedetto XVI si è recato negli Stati Uniti d'America (15-21 aprile), a Savona e Genova (17-18 maggio), a Santa Maria di Leuca e Brindisi (14-15 giugno), a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù (12-21 luglio), a Cagliari (7 settembre) in occasione del centenario della proclamazione della Vergine di Bonaria a patrona massima della Sardegna; ha inoltre visitato la Francia (12-15 settembre), visita culminata a Lourdes in occasione del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni a Santa Bernadette Soubirous.

Nel 2009 Benedetto XVI ha compiuto 3 viaggi internazionali: in Camerun e Angola (17-23 marzo, primo viaggio in Africa); in Terra Santa (8-15 maggio) e in Repubblica Ceca (26 al 28 settembre.

Sempre nel 2009, il Papa ha visitato le zone terremotate dell'Abruzzo il 28 Aprile, poi ha compiuto cinque visite pastorali: a Cassino e Montecassino il 24 maggio, a San Giovanni Rotondo il 21 giugno, a Viterbo e Bagnoregio il 6 settembre e a Brescia e Concesio l'8 novembre.

Nell'anno 2010, il papa ha compiuto 4 viaggi internazionali: a Malta (17-18 aprile); in Portogallo (11-14 maggio), dove ha celebrato il 10° anniversario della beatificazione dei pastorelli di Fatima Giacinta e Francisco; a Cipro (4-6 giugno) e nel Regno Unito (16-19 settembre. Durante questo viaggio, prima visita di stato di un Papa nel Regno Unito,Benedetto XVI ha beatificato il Cardinale John Henry Newman.

In Novembre, il 6 e il 7, Benedetto XVI si è recato a Santiago de Compostela, per l'occasione dell'Anno Santo Compostelano, e a Barcellona, per la dedicazione della chiesa della Sagrada Familia.

Per quanto riguarda l'Italia, nel 2010 il papa ha poi visitato Torino, in occasione dell'ostensione della Sindone, Sulmona, Carpineto Romano e Palermo.

Nel 2011 ha visitato la Croazia, il 4 e 5 giugno, in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate.

Si è poi recato a Venezia e Aquileia il 7 e l'8 maggio e a San Marino-Montefeltro il 19 Giugno.

Dal 18 al 21 agosto ha partecipato, a Madrid, alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù.

Concistori ordinari pubblici, per la Creazione di nuovi Cardinali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Concistori di Benedetto XVI.

Papa Benedetto ha indetto finora cinque concistori, il 24 marzo 2006, il 24 novembre 2007 e il 20 novembre 2010, il 18 febbraio 2012 , il 24 novembre 2012 per un totale di 90 creazioni.

Le dimissioni

L'11 febbraio 2013 il pontefice stesso, durante il concistoro per la canonizzazione dei Martiri di Otranto, annunciò la sua rinuncia all'ufficio a far data dal 28 febbraio seguente alle ore 20.00. Cosa che è avvenuta: Benedetto XVI si è ritirato inizialmente nella Villa pontificia di Castel Gandolfo, successivamente, terminati alcuni lavori di restauro, nell'ex-monastero di clausura Mater Ecclesiae in Vaticano.

Cronologia del Pontificato

Encicliche

Opere

Principali pubblicazioni:

Genealogia episcopale e successione apostolica

Onorificenze

Onorificenze della Santa Sede

Gran Maestro dell'Ordine supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine supremo del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'oro
Gran Maestro dell'Ordine Piano - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Piano
Gran Maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno
Gran Maestro dell'Ordine di San Silvestro papa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Silvestro papa

Onorificenze tedesche

Cavaliere dell'Ordine al merito bavarese - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito bavarese
— 1977
Gran Croce al merito con placca e cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al merito con placca e cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca
— 1985
Cavaliere dell'Ordine di Massimiliano per le scienze e le arti - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Massimiliano per le scienze e le arti
— 1996

Onorificenze straniere

Gran Croce dell'Ordine nazionale al merito (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine nazionale al merito (Ecuador)
— 1977
Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 1992
Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 1998
Balì Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Balì Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)
— 1999[7]

Onorificenze accademiche

Laurea honoris causa in giurisprudenza - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in giurisprudenza
— Libera Università Maria Santissima Assunta, 10 novembre 1999
Dottorato honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato honoris causa
— Pontificia Università Giovanni Paolo II, 4 luglio 2015[8]
Dottorato honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato honoris causa
— Accademia di musica di Cracovia, 4 luglio 2015[8]

Altri riconoscimenti

  • Il 13 gennaio 1992 è stato nominato membro associato straniero dell'Académie des Sciences Morales et Politiques, in sostituzione di Andrej Dmitrievič Sacharov, premio Nobel per la pace defunto nel 1989.[9]
  • L'asteroide 8661 Ratzinger è stato a lui dedicato, con la motivazione di aver reso accessibili gli archivi vaticani e consentire così agli storici di indagare sugli errori giudiziari contro Galileo ed altri scienziati medioevali.[10]
  • A Benedetto XVI è stato dedicato un organo a canne, il Pontificio Organo Dom Bedos-Roubo Benedetto XVI, in onore della sua passione per la musica.

Successione degli incarichi

Predecessore: Arcivescovo di Monaco e Frisinga Successore: Arcbishop.png
Julius August Döpfner 24 marzo 1977 - 15 febbraio 1982 Friedrich Wetter I
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Julius August Döpfner {{{data}}} Friedrich Wetter
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino Successore: Stemma cardinale.png
Jérôme Louis Rakotomalala 27 giugno 1977 - 5 aprile 1993 Ricardo María Carles Gordó I
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Jérôme Louis Rakotomalala {{{data}}} Ricardo María Carles Gordó
Predecessore: Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Franjo Šeper 25 novembre 1981 - 2 aprile 2005 William Joseph Levada I
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Franjo Šeper {{{data}}} William Joseph Levada
Predecessore: Presidente della Commissione Teologica Internazionale Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Franjo Šeper 25 novembre 1981 - 2 aprile 2005 William Joseph Levada I
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Franjo Šeper {{{data}}} William Joseph Levada
Predecessore: Presidente della Pontificia Commissione Biblica Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Franjo Šeper 25 novembre 1981 - 2 aprile 2005 William Joseph Levada I
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Franjo Šeper {{{data}}} William Joseph Levada
Predecessore: Presidente della Commissione Interdicasteriale per il Catechismo della Chiesa cattolica Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
- marzo 1993 - 2 aprile 2005 - I
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Predecessore: Cardinale vescovo di Velletri-Segni Successore: Stemma cardinale.png
Sebastiano Baggio 5 aprile 1993 - 19 aprile 2005 Francis Arinze I
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Sebastiano Baggio {{{data}}} Francis Arinze
Predecessore: Cardinale vescovo di Ostia Successore: Stemma cardinale.png
Bernardin Gantin 30 novembre 2002 - 19 aprile 2005 Angelo Sodano I
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Bernardin Gantin {{{data}}} Angelo Sodano
Predecessore: Papa Successore: Emblem of the Papacy SE.svg
Giovanni Paolo II 19 aprile 2005 - 28 febbraio 2013 Francesco I
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Giovanni Paolo II {{{data}}} Francesco
Note
  1. La nonna materna Maria Tauber-Peintner nacque il 29 giugno 1855, a Rasa, un paesino nei pressi di Bressanone, che allora si trovava nell'impero austro-ungarico, mentre oggi è in territorio italiano. Cfr. (DE) Gelmi Josef, Die Päpste mit dem Namen Benedikt, Weger, Brixen 2008
  2. 2,0 2,1 Radio Televisione Italiana, Rai Uno. Il bambino che voleva diventare cardinale, Papa Benedetto XVI, trasmesso il 14 aprile 2007 dalle 10.30 alle 11.30
  3. 3,0 3,1 Joseph Ratzinger. "La mia vita - Ricordi (1927-1977)"
  4. Araldica Ecclesiastica di Giorgio Aldrighetti.
  5. Articolo Benedetto XVI a Valencia per il V incontro mondiale delle famiglie.
  6. Fonte: L'Osservatore Romano
  7. Articolo dal sito zenit.org, Il Papa riceve il Gran Maestro del Sovrano Ordine Militare di Malta | ZENIT - Il mondo visto da Roma
  8. 8,0 8,1 Onorificenza consegnata in una cerimonia pubblica al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo
  9. (FR) S.E. le Cardinal JOSEPH RATZINGER su asmp.fr, Académie des Sciences Morales et Politiques. URL consultato il 21 gennaio 2012
  10. 8661 Ratzinger (1990 TA13) su ssd.jpl.nasa.gov, ssd.jpl.nasa.gov. URL consultato il 8 aprile 2012
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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