Abbazia di Santa Croce in Sassovivo (Foligno)

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Abbazia di Santa Croce in Sassovivo
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Folilgno AbbaziaS.CroceSassovivo 1070ca..jpg
Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, complesso monastico
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione Flag of Umbria.svg Umbria


Regione ecclesiastica Umbria

Provincia Perugia
Comune Foligno
Località Sassovivo
Diocesi Foligno
Religione Cattolica
Indirizzo Località Sassovivo
06034 Foligno (PG)
Telefono +39 0742 340499
Fax +39 0742 351961
Posta elettronica piccolifratelli@jesuscaritas.it
Sito web

[http:// Sito ufficiale]

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Abbazia
Oggetto qualificazione benedettina
Dedicazione Santa Croce
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.S.B.
Sigla Ordine reggente P.F.J.
Fondatore Mainardo di Sitria
Data fondazione 1077 ca.
Architetto
Stile architettonico Romanico
Inizio della costruzione 1084
Completamento
Distruzione
Soppressione 1860
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione
Consacrato da
Titolo
Strutture preesistenti Residenza fortificata dei Monaldi
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore
Datazione scavi
Scavi condotti da
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
42°57′24″N 12°45′43″E / 42.956667, 12.761944 Flag of Umbria.svg Umbria
Mappa di localizzazione New: Umbria
Abbazia di Santa Croce
Abbazia di Santa Croce
Perugia
Perugia
Terni
Terni
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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L'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo (520 m s.l.m.) è un monastero benedettina che sorge a circa 6 km da Foligno (Perugia), alle pendici del monte Serrone. Isolata su uno sperone di roccia e circondata da una lecceta secolare, si trova in posizione panoramica sulla sottostante Valle Umbra.

Storia

Abbazia di Santa Croce in Sassovivo (spaccato prospettico)[1].

L'abbazia venne costruita su una preesistente insediamento fortificato appartenete alla famiglia longobarda dei Monaldi, che costituiva il ramo folignate del casato degli Attoni Alberici, successivamente Atti, conti di Uppello, sin dalla seconda metà del X secolo.

Le fonti storiche testimoniano che nell'ultimo quarto dell'XI secolo iniziò l'esperienza eremitica del beato Mainardo, monaco proveniente presumibilmente dall'Abbazia di Santa Maria di Sitria, alle pendici del monte Catria, il quale durante il suo cammino spirituale aveva abbracciato la Regola benedettina e si era ritirato in località Santa Maria del Vecchio (poi Cappella del beato Alano), posta a trecento metri dalla rocca di Sassovivo: è proprio in questo sito, che intorno al 1077 nacque la Congregazione benedettina di Sassovivo con costituzioni simili alle fondazioni romualdine con un unico superiore a cui faceva capo sia la comunità monastica, come quella eremitica.

Negli anni successivi, l'esperienza religiosa trovò nella famiglia degli Atti sostenitori talmente convinti da spingere il conte Ugolino di Uppello a stipulare nel 1085 un accordo di reciprocità con gli eremiti, così che maturò il trasferimento della comunità monastica da Santa Maria del Vecchio alla rocca che da quel momento prese il nome di Santa Croce di Sassovivo. Non è da escludere che la fondazione del cenobio fosse dovuta, oltre che a motivi religiosi, anche motivi politici, volendo i conti di Uppello contrastare la crescita del Comune di Foligno, tanto che si è indotti a pensare che le ricche donazioni fatte da costoro a Mainardo fossero indirizzate a tale scopo. Molti degli abati, infatti, appartennero a questa ricca e potente famiglia.

Centro di alta spiritualità dalla sua istituzione al periodo napoleonico, era considerato dopo Montecassino e Subiaco il più importante monastero dell'Ordine benedettino.

La sua fondazione coincide con il pontificato di Gregorio VII (1073- 1085) e acquistò ancor più vigore al tempo di Urbano VI (1088 - 1099) e Pasquale II (1099- 1118).

L'abbazia gestì, nel periodo di massimo sviluppo (XII - XIV secolo) un notevole patrimonio tra Marche, Umbria e Lazio, messo insieme anche grazie alle numerose donazioni e attribuzioni di territorio, tanto che i suoi possedimenti si estendevano da Foligno, a Perugia, a Spoleto, a Orvieto, a Bagnoregio fino a Camerino e persino a Roma.[2]

Il monastero, già nel 1138, era molto ricco e aveva ampli possedimenti. Inoltre, aveva una gestione amministrativa indipendente che, riconosciuta dal papato, la poneva al di fuori della giurisdizione vescovile e la esentava del pagamento delle tasse ai Comuni.

Secondo le fonti nel XIV secolo dipendevano dall'Abbazia:

  • 18 monasteri abbaziali,
  • 63 monasteri priorali
  • 48 rettorie,
  • 7 ospedali.

Lo stato di autonomia del cenobio durò sino al 1467, quando il papa Paolo II dispose la commenda e il vasto patrimonio abbaziale, già parzialmente disgregato per varie circostanze, finì per disperdersi definitivamente.

Nel 1486 Innocenzo VIII soppresse la congregazione, istituita da Mainardo e insediò nell'abbazia i monaci benedettini olivetani che ivi rimasero sino alla soppressione napoleonica (1810).

I monaci reintegrati nel 1814 vi rimasero fino al 1860, quando con la fine dello Stato Pontificio, l'abbazia fu soppressa definitivamente e i suoi possedimenti vennero divisi tra Demanio pubblico, mensa vescovile e la famiglia Clarici di Foligno.

Nel Secondo dopoguerra vi tornarono i benedettini grazie ad un piccolo gruppo di monaci cecoslovacchi fuggiti dalla patria, che restarono a Sassovivo, guidati da padre Cirillo Stavel, fino alla fine degli anni Cinquanta.

Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta furono intrapresi profondi e complessi lavori di restauro e consolidamento che si protrassero fino agli anni Novanta.

Nel 1979, il vescovo di Foligno ha assegnato l'abbazia alla Piccoli Fratelli di Jesus Caritas del beato Charles de Foucauld e alle Piccole Sorelle di Gesù della stessa comunità (queste ultime, però, si sono successivamente trasferite). A Sassovivo ha sede il priorato generale della comunità.

Descrizione

Chiesa

La chiesa, che internamente presenta resti di dipinti murali ad affresco del XV secolo, fu ricostruita dopo il devastante terremoto del 1832 e venne nuovamente danneggiata da quello del settembre 1997. All'interno è collocata una pala d'altare raffigurante:

Nella chiesa erano conservate le spoglie di san Marone, un eremita siro-libanese, vissuto nel IV secolo, presso la città di Tiro, fondatore della chiesa maronita, che furono trafugate il 25 novembre 2005.

Monastero

Chiostro

Il chiostro, raro monumento di architettura e scultura romanica, commissionato dall'abate Angelo al marmorario romano Pietro de Maria ed eseguito tra il 1229 e il 1232. È a pianta quadrangolare, in marmo bianco, composto di 128 colonnine binate e a spirale, le quali sorreggono 58 archi a pieno centro, sormontato da una trabeazione classica con fascia di marmi colorati a due listelli, ornati di mosaici policromi di smalti e oro.

Sul lato orientale, nel 1314 furono aggiunti delle colonnine e de gli archetti in terracotta di varie forme su commissione dell'abate Filippo Bigazzini, come ricorda l'iscrizione.

Nel chiostro sono collocati:

Altri ambienti

Giovanni di Corraduccio, Scena di battaglia (prima metà del XV secolo), affresco monocromo

Di particolare interesse storico-artistico:

Cappella del beato Alano

A breve distanza dall'abbazia, si raggiunge una seconda loggia, costruita nel 1442, riutilizzando alcune strutture di epoca medievale collocate a protezione di una cripta dell'XI secolo, detta Cappella del beato Alano da Verona, residuo di Santa Maria della Valle (o del Vecchio), che fu il primo nucleo di Sassovivo. La cripta, riscoperta da pochi anni, venne ricavata da antichi locali venuti alla luce durante i lavori di restauro seguenti il sisma del 1997.

Galleria fotografica

Note
  1. Disegno realizzato da Fabricamus Srl - Società di architettura e ingegneria, Via Andrea Vici n. 20 - 06034 Foligno (PG) sito web.
  2. Nelle dipendenze dell'abbazia vi era anche la Basilica dei Santi Quattro Coronati di Roma.
Bibliografia
  • AA.VV., L'Abbazia di Sassovivo a Foligno, Silvana Editoriale, Milano 1992
  • Gustavo Cuccini, Antonio Giorgi, Monaci ed eremiti in Umbria, col. "Umbria mistica", Editore La Voce, Perugia 2000, p. 76 ISBN 9788890037535
  • Gian Maria Grasselli, Pietro Tarallo, Guida ai Monasteri d'Italia, col. "Piemme Pocket", Editore Piemme, Casale Monferrato 1994, p. 284 ISBN 9788838443558
  • Francesco Guarino e Alberto Melelli, Abbazie benedettine in Umbria, Editore Quattroemme, Perugia 2008, pp. 72 - 75 ISBN 9788889398425
  • Mario Sensi (a cura di), Itinerari del sacro in Umbria, Editore Octavo, Perugia 1998, pp. 122, 177 - 178 ISBN 9788880301851
  • Touring Club Italiano (a cura di), Umbria, col. "Guide Rosse", Touring Editore, Milano 2002, pp. 294 - 295 ISBN 9788836525423
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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