Adorazione dei Magi (Stefano da Verona)

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Milano PinBrera S.Verona AdorazioneMagi 1434.jpg
Stefano da Verona, Adorazione dei Magi (1434), tempera su tavola
Adorazione dei Magi
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Lombardia
Regione ecclesiastica Lombardia
Provincia Milano
Comune

Stemma Milano

Località
Diocesi Milano
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Pinacoteca di Brera
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Verona
Luogo di provenienza ignoto
Oggetto dipinto
Soggetto Adorazione dei Magi
Datazione 1434
Datazione
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Ambito culturale scuola veneta
Autore

Stefano da Verona (Stefano da Zevio)
detto Stefano da Verona

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tavola
Misure h. 72 cm; l. 47 cm
Iscrizioni Stefanus
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Opera firmata e datata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele»....
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Virgolette chiuse.png

L'Adorazione dei Magi è un dipinto, eseguito nel 1434, a tempera su tavola da Stefano da Zevio, detto Stefano da Verona (1379 circa - 1438 ca.), proveniente da Verona e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. L'opera è considerata, oltre che il capolavoro della maturità dell'autore, una delle opere più emblematiche del gotico internazionale in Italia.

Descrizione

Il dipinto è impostato su due registri:

Registro inferiore

La scena nel registro inferiore è ambientata, davanti alla capanna del bue e l'asino, dove compaiono:

  • Madonna, seduta con Gesù Bambino sulle ginocchia.
  • Donna anziana con l'aureola: essa può essere interpretata come sant'Anna, madre di Maria e nonna del Bambino, oppure sant'Elisabetta, la cugina della Madonna, che alcuni mesi prima aveva dato alla luce san Giovanni Battista.
  • San Giuseppe
  • Magi sono colti in atteggiamenti diversi:
    • Gaspare, il più anziano, si è già tolto la corona ed è inginocchiato, nell'atto di donare un elaborato oggetto d'oro al Bambino, che tende le mani per accettare e benedire;
    • Melchiorre, di età matura, si sta abbassando e togliendo la corona, mentre con la mano sinistra tiene un cofanetto dorato, contenente l'incenso;
    • Baldassare, il più giovane, che assiste con attenzione da dietro.
  • Corteo dei Magi composto da una folla di personaggi vivaci e pittoreschi, che con un fare curioso (alcuni sporgono la testa in alto o lateralmente) rivolgono lo sguardo verso Gesù Bambino, guidando - con invisibili linee compositive - anche l'osservatore a questo atto. Essi sono vestiti con costumi fantasiosi e curiosi copricapo che ricordano, come nelle opere di Pisanello, amico dell'artista, l'abbigliamento della corte bizantina venuta per il Concilio di Basilea del 1431. Tra i servitori dei Magi si riconoscono varie etnie, dai tartari ai mori. Inoltre, nel seguito dei Magi sono presenti alcuni animali esotici o cavalli dalle ricche bardature.

Registro superiore

Nel registro superiore, si vedono alcune scene secondarie come:

  • in primo piano:
    • gruppo di pastori, dopo aver reso omaggio al Bambino, sono tornati a sorvegliare il gregge: infatti, l'Epifania si svolge diversi giorni dopo la loro visita a Gesù. Inoltre, si nota un lupo nascosto in una grotta mette minaccia alle pecore e il cane ringhia fiutando il pericolo.
    • alcuni cacciatori (del tutto estranei all'episodio) si riposano e si dissetano, bevendo da un fiasco, rallegrandosi per aver catturato una lepre.
    • parte finale del corteo, guidati da alcuni servitori negri con cani, cammelli e un dromedario.

Iscrizione

Nel dipinto si trova un'iscrizione collocata tra i fiori, in lettere dorate, in basso al centro, dove si legge la firma e data dell'opera:

« Stefanus »

Notizie storico-critiche

L'attribuzione dell'opera a Stefano da Verona è concordemente accettata dagli studiosi, confermando anche la menzione di Giorgio Vasari nelle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri (1568).

Nel XIX secolo era di proprietà della famiglia Ottolini di Verona, che la cedettero a Domenico Biasoli, il quale nel 1818 la vendette alla Pinacoteca di Brera a Milano, come opera di Stefano Fiorentino. In seguito venne riconosciuta come opera di Stefano da Verona, come affermato dal Vasari.

Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, p. 92 ISBN 9788842445227
  • Federico Zeri (a cura di), Pinacoteca di Brera: scuola veneta, Editore Electa, Milano 1990, pp. 366 - 371
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 90 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 7 luglio 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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