Adorazione dei pastori (Pinturicchio)

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Pinturicchio, Natività di Gesù , adorazione dei pastori e arrivo del corteo dei Magi a Betlemme (1500 - 1501), affresco
Adorazione dei pastori
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Flag of Umbria.svg Umbria
Regione ecclesiastica Umbria
Provincia Perugia
Comune

Spello

Località
Diocesi Foligno
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, Cappella Baglioni, parete centrale
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Spello
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Natività di Gesù , adorazione dei pastori e arrivo del corteo dei Magi a Betlemme
Datazione 1500 - 1501
Datazione
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Ambito culturale scuola umbra
Autore

Pinturicchio (Bernardino di Betto) e bottega

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
opera firmata e datata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»....
15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
Virgolette chiuse.png

L'Adorazione dei pastori è un dipinto murale, eseguito tra il 1500 e il 1501, ad affresco, dal pittore Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio (1452 ca. - 1513), conservato nella parete centrale della Cappella Baglioni (o "Cappella Bella") nella Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore a Spello (Perugia).

Descrizione

Soggetto

La scena del dipinto è ambientata nel prato davanti alla capanna, che grazie alle due colonne e alla prospettiva (dal basso verso l'alto) assume proporzioni grandiose, con definizione minuziosa di ogni dettaglio, dalla recinzione incannicciata ai due tradizionali animali (bue e asino). Particolarmente riuscito risulta l'espediente della piccola finestra aperta nella parete più strutturalmente rifinita, dalla quale si scorge un nitido paesaggio, una sorta di dipinto nel dipinto. Sullo sfondo, a sinistra, è raffigurato il corteo dei Magi.

Nella scena compaiono:

  • Gesù Bambino, proteso verso la Madre, non è adagiato in una mangiatoia, come descritto nel Vangelo, ma su un leggero drappo steso sul prato fiorito.
  • Maria Vergine contempla il Bambino in atteggiamento di adorazione. La Madonna indossa un manto blu, impreziosito da una stella sulla spalla.
  • San Giuseppe, dietro Maria, osserva pensieroso la scena, quasi in disparte.
  • Pastori (in primo piano) sostano inginocchiati vicino al Bambino. Essi hanno tratti somatici espressivi, secondo l'esempio dei pittori fiamminghi, mentre il giovane con capro (a sinistra) ha una bellezza idealizzata, forse ispirata a rilievi greco-romani a soggetto sacrificale.
  • angeli:
    • in cielo, cantano inni di lode;
    • in primo piano, inginocchiati in adorazione di Gesù Bambino: uno dei due sorregge i lembi sul quale egli è adagiato, dove è impressa un'immagine di una croce dorata e una corona di spine, che prefigura la sua passione.

Inoltre, tra gli elementi allegorici spicca:

  • pavone, sul tetto della capanna, è un simbolo sia della resurrezione, sia dell'imortalità dell'anima;
  • due pezzi di legno, gettati sul prato e le due tegole sul tetto della capanna, che assumono "casualmente" una disposizione a croce.

Note stilistiche e iconografiche

Il gruppo della Sacra Famiglia riprende le forme di quella dipinta nell'Adorazione dei pastori, eseguita per la Cappella del Presepio (1488 - 1490) nella Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma: questo fa ritenere che il pittore abbia riutilizzato gli stessi cartoni, consuetudine molto diffusa nelle botteghe d'arte del Rinascimento.

Notizie storico-critiche

La decorazione della cappella venne commissionata da Troilo Baglioni, allora priore della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, poi arcivescovo di Perugia (1501 - 1503), membro della potente famiglia che proprio in quel periodo tentava di instaurare in quest'ultima città una signoria, ma al tempo padrona di Spello, fra il 1499 e il 1500 si rivolse al Pinturicchio nel momento in cui l'artista era all'apice della sua carriera. Il pittore dovette accettare la commessa di buon grado, sebbene immerso negli impegni romani, poiché con molta probabilità teneva a consolidare la sua posizione in Umbria e i Baglioni erano in grado di aprirgli tutte le porte.

L'impresa, come di consueto per Pinturicchio, fu condotta con notevole rapidità grazie all'utilizzo di una ben organizzata bottega, con l'impiego d'altri maestri che dipingevano su suo disegno.

Il pittore e i suoi collaboratori iniziarono a decorare la cappella a partire dalla volta per passare poi alla parete destra, dovettero iniziare Disputa di Gesù con i dottori del Tempio, successivamente a quella centrale con lAdorazione dei pastori, infine alla parete sinistra con lAnnunciazione. Lo spettatore moderno potrebbe trovare strano che l'ordine di esecuzione dei dipinti sia contrario a quello di lettura. L'apparente singolarità invece è spiegabile, se si riflette su due aspetti fondamentali nell'arte rinascimentale:

  • L'artista si accingeva alla realizzazione del ciclo decorativo solo dopo che il programma iconografico era stato definito nei minimi dettagli e pertanto era indifferente da quale parte iniziare, dato che si sapeva già a quali spazi fosse destinata ciascuna scena.
  • La frescatura, come tecnica pittorica, è fortemente influenzata dai fattori ambientali (temperatura, umidità e luce). Il Pinturicchio, come ogni grande pittore, era molto attento a questi fattori materiali, perciò dovette cominciare con la parete che al momento si prestava come la più idonea ad essere dipinta e sperimentare la reazione di questi agenti condizionanti.
Bibliografia
  • Corrado Fratini, Giulio Proietti Bocchini, Gli affreschi della Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore a Spello in Pintoricchio. Catalogo della mostra, Silvana Editoriale, Milano 2008, pp. 111 - 119
  • Claudia La Malfa, Pintoricchio, Giunti Editore, Firenze 2008, pp. 40 - 43
  • Vittorio Peri et al., La Cappella Baglioni di Spello. 500 anni dopo, Edizioni Velar, Gorle 2001
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 18 giugno 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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