Beata Pietà della Croce Ortiz Real

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Beata Pietà della Croce Ortiz Real, S.S.C.J.
Religiosa
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al secolo Tommasina
Beata
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Età alla morte 73 anni
Nascita Bocairente
12 novembre 1842
Morte Alcantarilla
26 febbraio 1916
Sepoltura
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Professione religiosa 8 settembre 1890
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Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il 12 aprile 2003, da Giovanni Paolo II
Beatificazione 21 marzo 2004, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 26 febbraio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 26 febbraio, n. 9:
« Ad Alcantarilla vicino a Murcia in Spagna, beata Pietà della Croce (Tommasina) Órtiz Real, vergine, che per amore di Dio si dedicò con zelo alla educazione e alla catechesi dei poveri e fondò la Congregazione delle Suore Salesiane del Sacro Cuore di Gesù. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

La Beata Pietà della Croce Ortiz Real, al secolo Tommasina (Bocairente, 12 novembre 1842; † Alcantarilla, 26 febbraio 1916) è stata una religiosa e fondatrice spagnola della congregazione delle Suore Salesiane del Sacro Cuore di Gesù. È stata beatificata nel 2004.

Biografia

Nacque a Bocairente nell'Arcidiocesi di Valencia in Spagna, il 12 novembre 1842, figlia di Jose Órtiz veterinario e di Tommasa Real casalinga, che la battezzarono il giorno seguente con il nome di Tommasina. A scuola si distinse per la pietà, la costanza ed il talento nella musica, nel ricamo e nella recitazione. A dieci anni si accostò alla Prima Comunione. Con sguardo retrospettivo ella stessa narra cosi i suoi sentimenti:

« Quando ricevetti per la prima volta la Sacra Comunione, rimasi come annichilita e sperimentai come Gesù mi chia­masse alla vita religiosa »

Questo incontro con Cristo nella Eucaristia la segnò per sempre. Tommasa desiderò essere del Signore e vivere per lui.

Si formò culturalmente e religiosamente nel Collegio di Loreto che le religiose della Sacra Famiglia di Burdeos avevano a Valencia. Quando chiese di entrare nel noviziato di questo Istituto, il padre, considerando la situazione politica dell'epoca e la giovane età di Tommasina, la obbligò a ritornare a casa. Ma anche nel suo lavoro in famiglia coltivò lo spirito di pietà e d'orazione, la dedizione a fare del bene ai bambini poveri, agli anziani e agli infermi e l'impe­gno nel dare una risposta a quello che aveva percepito nel suo intimo il giorno della Prima Comunione, liberandosi di ogni vanità umana.

Nel 1863 entrò in un convento di clausura di Carmelitane a Valencia. Ma una malattia la obbligò ad abbandonare il noviziato e ritornare alla casa paterna. Morta la madre, nel 1865, la famiglia si trasferì a Canals dove Tommasa, con sua sorella Marianna, aprì una scuola per aiutare i bambini poveri. Deceduto suo padre, nel 1877, Tommasa ormai libera da impegni famigliari, si trasferì a Barcelona ed entrò come postulante nelle Terziarie Carmelitane del padre Francesco di Gesù Maria Giuseppe (Francisco Palau y Quer), oggi beato. Pochi mesi dopo cominciò il noviziato nella casa di Santa Cruz di Vallarca, ma anche questa volta cadde malata prima della professione religiosa. Nel 1881, consigliata dai superiori, ritornò al secolo, lavorò in un collegio di Barcelona fino al 1883.

Da questi avvenimenti Tommasina scoprì che Dio aveva altri progetti per lei. Dopo una lunga ricerca e molte difficoltà il Signore rispose alla sua ricerca vocazionale, facendole vivere una profonda esperienza mistica dove Gesù le mostrandogli il costato sinistro insanguinato le disse:

« Guarda come mi hanno messo gli uomini con la loro ingratitudine, vuoi tu aiutarmi a portare questa croce»

Tommasa rispose:

« Signore, se hai bisogno di una vittima e mi vuoi, sono qui, Signore »

Allora, Gesù le disse:

« Fonda, figlia mia, ché su di te e sulla tua Congregazione sempre stenderò misericordia »

Questa esperienza fu determinante per Tommasa: le dette una tale certezza che mai le si cancellò dalla mente e dal cuore. Da questo momento comprese che Dio le chiedeva di dar vita ad un nuovo Istituto. La domanda ora era, dove fondare, dove dare una risposta positiva all'invito di Cristo a portare la croce dei più poveri, di coloro che meno contano in questo mondo. Si rivolse al vescovo D. Jaime Catalá che le suggerì di aprire il cuore al suo confessore e di fare ciò che egli le indicava. Accettando il consiglio del confessore don Gualtero de Castro, decise di dar vita ad un nuovo istituto religioso per l'educazione della gioventù.

Le inondazioni del fiume Segura, che nel 1884 distrussero i campi della Murcia e le poche Congregazioni religiose presenti in quei luoghi, la orientarono là, ove maggiore era la necessità. Nel mese di marzo, Tommasa, accompagnata da tre postulanti, partì da Barcellona, verso Puebla de Soto, per fondarvi il 14 marzo del 1884, con l'autorizzazione del vescovo di Cartagena-Murcia, mons. Bryan y Livermore, la prima Comunità delle Terzia­rie della Vergine del Carmelo, che si occupavano dell'educazione dei bambini poveri e dell'assistenza ai malati. Tommasinaa fu nominata superiora con il nome di suor Pietà della Croce.

Gli abitanti delle campagne della Murcia ancora non si erano ripresi dalla tragedia delle inondazioni del 1884, quando sopraggiunse il colera. Madre Pietà e le sue Figlie si moltiplicavano nell'assistere gli infermi e le bambine orfane in un piccolo ospedale che chiamò La Provvidenza. Giunsero altre giovani, attratte dal modo di vivere di quelle prime Terziarie Carmelitane. Nel 1886, madre Pietà aprì una seconda casa a Caudete, nella diocesi di Orihuela, l'anno successivo trasferì la casa madre ad Alcantarilla-Murcia. Tutto faceva pensare che, alla fine, Madre Pietà potesse portare a compimento la sua vocazione. Ma ben presto sorsero dei dissensi circa l'impostazione spirituale dell'Istituto. Seb­bene la Vergine Maria occupasse un posto molto importante nel cuore e nella vita di madre Pietà, il suo carisma era centrato sul Cuore di Cristo. Comincia­rono così alcune tensioni tra le Comunità di Alcantarilla e Caudete, giacché la Congregazione non aveva ancora l'approvazione diocesana. E mentre madre Pietà aspettava l'approvazione del vescovo, i carmelitani di Caudete invitarono le religiose a fondare un'altra congregazione sotto la protezione del vescovo di Orihuela e convinsero le novizie di Alcantarilla a seguirli. Le suore di Caudete si recarono ad Alcantarilla e si presero le novizie, lasciando Madre Pietà sola con suor Alfonsa. Si salvarono solamente i contratti che madre Pietà non volle consegnare, perché aveva acquistato la casa con i propri soldi avuti in eredità. Nacque cosi, nel 1890, la Congregazione della Vergine Maria del Monte Carmelo. La prima superiore fu Oliver Molina, considerata la fondatrice.

Per madre Pietà furono giorni di intenso dolore, ma non perse la speranza dicendo:

« Se tutti gli uomini del mondo si impegnano a distruggere una cosa e Dio non vuole che questa venga distrutta, cosa potranno gli uomini contro il volere di Dio? Ebbene, è così. Se l'opera e di Dio, gli uomini nulla potranno fare a suo detrimento, come nulla può fare l'intero inferno in lotta contro di lui »

Una volta ancora ricorse alla gerarchia ecclesiastica il vescovo Bryan y Livermore inviò madre Pietà e la sua fedele compagna, suor Alfonsa, al Convento della Visitazione delle Salesiane Reali a Orihuela per far un mese di esercizi spirituali e per progettare una nuova fondazione, prendendo come protettore un santo vescovo. Fu qui che lo Spirito Santo illuminò madre Pietà, mentre la colmava di forza profetica, le mostrava il suo carisma ed il nome della sua Congregazione, che sarebbe stato sotto il patrocinio di San Francesco di Sales. Convinta di adempiere la volontà di Dio, 1'8 settembre del 1890, fondò in Alcantarilla la Congregaione delle Salesiane del Sacro Cuore di Gesù con lo scopo specifico: amare, servire e riparare, vedere il volto del Signore nelle bambine orfane, nelle giovani operaie, negli infermi, negli anziani abbandonati.

Il 19 dicembre del 1895, la nuova congregazione venne stabilita canonicamente da don Telesforo Crespo, delegato del vescovo di Cartagena, mons. Bryan y Livermore, e madre Pietà fu nominata superiora generale. L'Istituto si diffuse rapidamente al punto che, nel gennaio 1914, poteva contare 20 case, 94 religiose e 25 po­stulanti. Era soprattutto l'esempio di madre Pietà e delle prime Salesiane che portava a tale successo. Diceva infatti:

« Io invio le mie figlie a dare il buon esempio, a insegnare il Padre Nostro a coloro che non lo conoscono, a tendere la mano a quanti sono caduti e ad avere carità per tutto il mondo »

Il 20 ottobre del 1915, si celebrò il primo capitolo generale. Madre Pietà fece la professione perpetua e fu sollevata dalla sua responsabilità di superiora generale. Anziana e gravemente inferma per problemi alla spina dorsale visse nella solitudine dedita alla preghiera, in una stanza della casa madre di Alcantarilla. Una settimana prima della morte disse ai suoi:

« Oggi ho ascoltato la Messa nel coro, ma la prossima domenica l'ascolterò con gli angeli in cielo »

Morì come aveva predetto, il 26 febbraio 1916, a Alcantarilla.

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