Beato Folchetto di Marsiglia
| Beato Folchetto di Marsiglia, O.Cist. Vescovo | |
|---|---|
| Beato | |
| Philipp Veit Dettaglio Paradiso di Dante | |
| Età alla morte | circa 76 anni |
| Nascita | Marsiglia 1155 ca. |
| Morte | 25 dicembre 1231 |
| Sepoltura | Abbazia di Grandselve |
| Consacrazione vescovile | 1205 dall'arc. Michel Mourier (Mouriez) |
| Incarichi ricoperti | |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 25 dicembre |
| Collegamenti esterni | |
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Beato Folchetto di Marsiglia, anche noto come Folco di Tolosa (Marsiglia, 1155 ca.; † 25 dicembre 1231), è stato un vescovo e abate francese.
Cenni biografici
Nacque a Marsiglia attorno al 1155, il padre era un negoziante genovese stabilitosi a Marsiglia.
Preferì, alla vita opulenta del commerciante, frequentare le corti principesche del Sud come trovatore, brillandovi, dal 1175, per i suoi versi piacevoli, benchè talvolta oscuri, le sue canzoni d'amore o i poemi incitanti alla lotta contro i Saraceni.
Prima del 1200 si fece monaco cistercense nel l'abbazia di Grandselve. I suoi due figli e la sua sposa entrarono come lui in religione. Nel 1201 divenne abate dell'abbazia di Thoronet, nella diocesi di Frejus. Alla fine del 1205 l'abate di Citeaux, Arnaud Amaury, legato di papa Innocenzo III contro l'eresia albigese, lo fece eleggere vescovo di Tolosa in sostituzione di Raimondo de Rabasteins, sospetto albigese. Ricevette in quell'anno l'ordinazione dall'arcivescovo di Arles Michel Mourier.
Feroce avversario del conte di Tolosa, che proteggeva gli eretici, partecipò alla crociata contro gli albigesi andando nel Nord della Francia a cercare rinforzi.
Tuttavia egli era più preoccupato di risvegliare la fede nelle anime che di partecipare alla guerra: fondò a Tolosa la Confraternita Bianca, formata da cattolici decisi a combattere l'eresia, e incoraggiò vivissimamente l'opera di conversione intrapresa da san Domenico di Guzmán e dai Frati Predicatori. Al concilio lateranense del 1215 sostenne Simone di Montfort contro le pretese di Raimondo di Tolosa.
Nel 1217 sollecitò da Onorio III il permesso di ritornare nel chiostro; il papa glielo rifiutò ed egli rimase a capo della sua diocesi per il resto della vita.
Morì il 25 dicembre 1231 e fu sepolto a Grandselve. I Domenicani lo considerano come il secondo fondatore del loro Ordine, di cui fu, per l'appoggio costante e le donazioni, il primo grande protettore.
Nella letteratura
È il secondo personaggio incontrato da Dante nel Canto nono del Paradiso, dove viene presentato come beato in paradiso sebbene influenzato in età giovanile da Venere, in quanto la prima parte della sua vita la trascorse come poeta d'amore. A lui viene fatta pronunciare una dura invettiva contro la corruzione della Chiesa - i cui pastori fatti lupi sono corrotti dai fiorini - conclusa con l'annuncio profetico di una scacciata di questi avvoltoi da Roma[1].
Culto
I Cistercensi lo venerano come beato alla data del 25 dicembre.
Genealogia episcopale
| Per approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale |
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Abate di Nostra Signora del Thoronet | Successore: | |
|---|---|---|---|
| François I | (1205 - 1208 | Guillaume I |
| Predecessore: | Vescovo di Tolosa | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Raymond de Rabastens 1203 - 1206 |
1206 - 1231 | Raymond du Falga 1232 - 1279 |
| Note | |
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| Collegamenti esterni | |
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