Figli della Carità (Canossiani)

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Figli della Carità
in latino Congregatio Filiorum a Caritate
MagdalenaGabrielaCanossa.jpg
La fondatrice Maddalena di Canossa.

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Canossiani
Fondatore Santa Maddalena di Canossa e fra Francisco Luzzo
Data fondazione 1831
Luogo fondazione Venezia
sigla F.d.C.C.
Preposito Generale P. Antonio Papa
Approvato da Papa Giovanni XXIII
Data di approvazione 19 gennaio 1960
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

L'Istituto dei Figli della Carità, chiamati anche Canossiani, (i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla F.d.C.C.), sono un istituto religioso cattolico che si dedica alla formazione dei giovani attraverso l'opera dell'oratorio e la catechesi.

Cenni storici

Fondati da Maddalena di Canossa a Venezia nel 1831 presso la casa di carità annessa alla chiesa di Santa Lucia a Venezia, accanto al convento delle Figlie della Carità. L'opera, finalizzata all'educazione dei fanciulli poveri, fu affidata al sacerdote Francesco Luzzo, dopo inutili tentativi di fondazione fatti negli anni precedenti, tra gli altri, con Antonio Rosmini e Antonio Provolo.

Nel 1833 si aggiunsero a don Luzzo due laici bergamaschi, Giuseppe Carsana e Benedetto Belloni, che portarono avanti l'opera dopo che don Luzzo entrò tra i Carmelitani Scalzi di Treviso.

Nel 1844 il governo austriaco impose lo sgombero totale del quartiere di Santa Lucia per far posto all'erigenda stazione ferroviaria di Venezia. La piccola comunità si trasferì nel decadente convento dei Francescani presso la chiesa di San Giobbe, nello stesso sestiere di Cannaregio.

Nel 1860 su interessamento del Patriarca di Venezia Angelo Ramazzotti, i Figli della Carità vestirono l'abito religioso e nel 1897 il patriarca Giuseppe Sarto fece scrivere per loro e approvò la Regola.

Nel 1923 fra Giovanni Zuccolo, constatata l'impossibilità di continuare, rimise l'opera nelle mani del cardinale e patriarca di Venezia Pietro La Fontaine, il quale propose al sacerdote veronese don Giovanni Calabria di inglobare l'Oratorio dei Figli della Carità nell'istituto da lui fondato i Poveri servi della Divina Provvidenza. Ma il sacerdote veronese rifiutò intravedendo per i Canossiani un possibile sviluppo.

Nuova vita

Padre Angelo con fra Giovanni Zuccolo

Nel 1925 don Giovanni Maria Pasa entrò fra i Canossiani assumendo il nome di Angelo. Dopo l'anno di noviziato, il 19 dicembre 1926 emise la professione religiosa. Su impulso di questo nuovo membro e grazie alle sue ricerche storiche l'Oratorio prese nuova vita.

Padre Angelo su invito di fra Giovanni compilò il primo Regolamento interno dell'Oratorio. Fu un lavoro non facile per comprendere a fondo gli usi i metodi e persone dell'Opera. Estremamente utile fu il suo impegno di ricerca e di documentazione della storia dell'Istituto.

Il 31 ottobre 1927 i Canossiani aprirono la prima casa filiale a Conselve, grosso centro agricolo nella provincia e diocesi di Padova e Padre Angelo ne fu nominato direttore. L'anno successivo diede avvio, sempre a Conselve, al Collegino Aspiranti Canossiani. Padre Angelo credeva che la crescita dei Canossiani avrebbe trovato nuova linfa con la creazione di un collego dove preparare giovani aspiranti al sacerdozio.

Nuove difficoltà

All'insaputa dei diretti interessati, era stata presentata alla Congregazione per i religiosi a Roma un quesito circa la natura laicale o clericale dell'Istituto. In quell'occasione si toccò con mano quanto era stata provvidenziale la ricerca d'archivio di Padre Angelo. Recatosi a Roma con fra Giovanni e una ricca documentazione frutto delle sue ricerche, non gli fu difficile provare presso la Congregazione per i religiosi la conferma della natura clericale dell'Istituto. Spianato questo ostacolo, Padre Angelo prese animo ed iniziò ad accogliere numerosi aspiranti.

La crescita

A Conselve ben presto l'edificio si mostrò insufficiente ad accogliere gli aspiranti e si presentarono anche i primi limiti nell'insegnamento. Nei primi due anni padre Angelo, con l'aiuto di qualche confratello, era riuscito a far superare agli aspiranti le prime due classi ginnasiali. Ora le classi erano tre e diventava impossibile che uno solo potesse insegnare tutte le materie.

Con l'interessamento dell'arciprete del duomo di Feltre, fu offerto ai Canossiani la direzione del patronato cittadino. Il 31 ottobre padre Angelo accompagnò i primi religiosi a Feltre e attese gli aspiranti che giunsero il 5 novembre: il vescovo Giosuè Cattarossi aveva offerto loro la scuola gratuita nel locale Seminario diocesano. E per ben dodici anni padre Angelo rimase a Feltre a guida del Collegino, con le funzioni di direttore, amministratore e provveditore. Per gli aspiranti si fece insegnante, ripetitore, scrittore, questuante, medico, infermiere e, all'occasione, assistente e prefetto. E intanto continuava a dare la sua non insignificante collaborazione a fra Giovanni nella guida e nel governo dell'Istituto in pieno sviluppo.

Visita Apostolica e approvazione dell'Istituto

Nei primi anni '30, mentre cresceva il numero degli aspiranti nel Collegino, aumentava anche nell'istituto quello dei fratelli laici. Padre Angelo avvertì la necessità di una conformazione più ordinata della Congregazione nei confronti delle leggi canoniche. Suggerì a fra Giovanni di chiedere a Roma un visitatore apostolico. La Sacra Congregazione designò come visitatore il vicario generale dei Cappuccini, padre Lazzaro d'Arbonne.

Dopo alcuni anni di difficoltà ed incomprensione si tenne a Venezia il primo capitolo generale della Congregazione nel 1946 e padre Angelo fu eletto all'unanimità Preposito Generale. Seguirono anni di intensa attività in istituto; ci fu un succedersi rapido di fondazioni. I religiosi furono stimolati ad un lavoro sempre più generoso. Le case di formazione furono meglio ordinate e sistemate. Aumentarono le vocazioni di chierici e di fratelli, con l'ordinazione di molti sacerdoti.

Fu avviato un tentativo missionario in India. Sull'onda di queste favorevoli realtà padre Angelo non esitò a rivolgere alla Congregazione dei Religiosi la domanda perché l'Istituto venisse dichiarato di diritto pontificio. La richiesta fu appoggiata dal cardinale Piazza e dai vescovi nelle cui diocesi esistevano comunità di Canossiani. Il 29 dicembre 1949 ottenne dalla Santa Sede il Decretum laudis e l'approvazione il 19 gennaio 1960.[1]

Grazie alla paziente ed efficace opera di padre Angelo non solo si poté salvare la Congregazione ma la stessa ricevette nuova linfa e vitalità per guardare fiduciosa al futuro.

Attività e diffusione

La Congregazione è oggi presente oltre che in Italia anche in Brasile, Filippine, India e Tanzania con 150 membri distribuiti in 30 comunità. La casa madre si trova a Venezia presso la chiesa di San Giobbe. La curia generalizia si trova a Verona.

Note
  1. D.M. Montagna, DIP, vol. III (1976), col. 1494.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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