Arcidiocesi di Tunisi

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Arcidiocesi di Tunisi
Archidioecesis Tunetana
Chiesa latina

Cathédrale Saint-Vincent-de-Paul.jpg
arcivescovo Ilario Antoniazzi
Sede Tunisi

sede vacante
Tunisi

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Sede immediatamente soggetta alla Santa Sede
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Nazione bandiera Tunisia
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Arcivescovi emeriti:

Parrocchie 10
Sacerdoti

32 di cui 11 secolari e 21 regolari
656 battezzati per sacerdote

27 religiosi 121 religiose 1 diaconi
11.000.000 abitanti in 164.000 km²
21.000 battezzati (0,2%% del totale)
Eretta II secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
4 Rue d'Alger, 1000 Tunis R.P., Tunisie
tel. 71.335.831; 71.335.225 fax. 71.333.832

Dati dall'annuario pontificio 2008 Scheda
Chiesa cattolica in Tunisia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Tunisi (in latino: Archidioecesis Tunetana) è l'unica circoscrizione ecclesiastica della Chiesa Cattolica in Tunisia ed è immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2010 contava 20.000 battezzati su 11.000.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Ilario Antoniazzi.

Territorio

L'arcidiocesi comprende l'intero territorio della Tunisia.

Sede arcivescovile è la città di Tunisi, dove si trova la cattedrale di San Vincenzo de' Paoli (Saint-Vincent-de-Paul).

Il territorio si estende su 163.610 km² ed è suddiviso in 10 parrocchie

Storia

La diocesi di Cartagine fu eretta verso la fine del II secolo. Agrippino è il primo vescovo noto. In questo periodo visse a Cartagine uno dei massimi scrittori cristiani, Tertulliano.

Nel III secolo vi fu un'importante fioritura di martiri, fra cui si stagliano le figure delle Sante Perpetua e Felicita e di San Cipriano.

In questo periodo Cartagine era la sede più importante dell'Africa e il vescovo di Cartagine divenne primate e metropolita dell'Africa proconsolare, Numidia, Tripolitania e Mauritania (anche se il privilegio primaziale era inizialmente riservato al vescovo più anziano della provincia).

A volte fu attribuito al vescovo di Cartagine il titolo di patriarca, che però fu meramente onorifico, perché di fatto Cartagine rimase sempre soggetta all'autorità di Roma, con una significativa eccezione nell'occasione della controversia dei lapsi, in cui Cartagine sostenne il rigorismo.

Nel IV secolo la diocesi fu travagliata dalla diffusione di diverse eresie: donatismo, arianesimo, manicheismo e pelagianesimo. Per un certo periodo i donatisti diedero luogo anche ad una gerarchia parallela.

L'invasione dei Vandali verso la fine del secolo segnò un periodo di oppressione della Chiesa, che rifiorì in seguito alla conquista bizantina dell'anno 533. Successivamente gli imperatori appoggeranno le eresie del monotelismo e dell'iconoclastia. I vescovi di Cartagine, strenui sostenitori dell'ortodossia, saranno esiliati.

Cartagine rimase un'importante sede della Chiesa latina fino alla conquista araba di Cartagine nell'anno 698. Dopo la conquista araba la diocesi di Cartagine subì un declino, che possiamo ipotizzare piuttosto lento, in base ai documenti che tracciano una presenza cristiana dall'VIII al XII secolo e ci restituiscono i nomi di due vescovi dell'XI secolo.

In seguito il nome della sede si conservò come mero titolo nella Chiesa latina.

Il 20 aprile 1624 con il breve Dilecto filio papa Urbano VIII istituì la missione dei Cappuccini a Tunisi; il superiore della missione ebbe il titolo di Procuratore degli schiavi cristiani. Il primo superiore della missione fu padre Angelo da Coniglione, lui stesso schiavo. I superiori dei Cappuccini ebbero in seguito, dopo il 1671, il titolo di prefetto e pro-vicario apostolico. Fino al 1636 i missionari cappuccini provenivano dalla Provincia cappuccina della Sicilia; in seguito, e fino al 1842, furono sostituiti da quelli della Provincia ligure.

Il 12 dicembre 1772 con il breve Pro commissa di Papa Clemente XIV la missione di Tunisi fu affidata ai vicari apostolici di Algeri.

Il 21 marzo 1843 con il breve Ex debito di Papa Gregorio XVI fu eretto il vicariato apostolico di Tunisi.

Dal 1881 ebbe il nome di vicariato apostolico di Tunisia.

Il 10 novembre 1884 per effetto della bolla Materna Ecclesiae caritas di Papa Leone XIII il vicariato apostolico fu elevato ad arcidiocesi ed assunse il nome di arcidiocesi di Cartagine.

Il 9 luglio 1964 in forza della bolla Prudens Ecclesiae di Papa Paolo VI fu trasformata in prelatura territoriale con il nome di prelatura territoriale di Tunisi.

Il 31 maggio 1995 è ritornata ad essere sede vescovile con il nome di diocesi di Tunisi.

La diocesi è stata visitata da Papa Giovanni Paolo II il 14 aprile 1996.

Il 22 maggio 2010 è stata elevata al rango di arcidiocesi con la bolla Cum in Tunetana[1] di Papa Benedetto XVI.

Cronotassi dei vescovi

Vescovi di Cartagine

Periodo dell'invasione araba

  • ...
  • Tommaso † (circa 1053)
  • Ciriaco † (circa 1076)
  • ...

Epoca moderna

Prefetti e pro-vicari apostolici

Vicari apostolici, vescovi e arcivescovi

Arcivescovi titolari

Statistiche

Note
  1. Benedetto XVI (LA) Bolla Cum in Tunetana
  2. Con il sostegno dell'antipapa Novaziano.
  3. Con il sostegno dell'antipapa Novaziano.
  4. Con il sostegno dell'antipapa Novaziano dopo che fu interrotta la comunione con Fortunato
  5. Esiliato nel 347.
Voci correlate
Fonti

Suggerimenti



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