Diocesi di Ginevra

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Diocesi di Ginevra
Dioecesis Gebennensis seu Genevensis
Chiesa latina

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Diocesi suffraganee
Diocesi suffraganea di arcidiocesi di Vienne
Nazione bandiera Svizzera
Regione ecclesiastica {{{regione}}}
Sede Ginevra
Eretta IV secolo
Soppressa 30 gennaio 1821
Vacante {{{vacante}}}
Unita alla diocesi di Losanna


provincia
ecclesiastica
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collocazione
geografica
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Dati dall'annuario pontificio

Chiesa cattolica in Svizzera
Elenco delle sedi titolari
Diocesi soppresse

Storia

Origini

Le origini della diocesi risalgono a prima del 280 quando Ginevra fu elevata a civitas. Scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di una doppia cattedrale con battistero datate alla seconda metà del IV secolo e il primo vescovo di cui si conosce il nome Isaac visse attorno al 400.

Verso il 515 la cattedrale fu distrutta durante le guerre intestine ai re borgognoni, venne ricostruita dal re Sigismondo. Tra il 650 e l'833 mentre sono scarse le notizie scritte e sono molto incerti i nomi dei vari vescovi che vi si susseguirono, sono invece i riscontri archeologici ha dimostrare un notevole incremento di edifici sacri a testimonianza di una forte crescita della fede nella regione.

Sacro romano impero

I vescovi ginevrini ebbero un posto di rilievo nell'Impero di Carlomagno e nella Lotaringia, cui la diocesi fu annessa con il trattato di Verdun dell'843 e ottennero privilegi dall'imperatore Carlo il Grosso.

Durante il secondo regno di Borgogna, i vescovi Aymon e Girardus diressero la cancelleria reale tra il 943 e il 967. Anche se privi di diritti comitali nella città, i vescovi vi esercitavano alcune regalie, come il diritto di battere moneta, attestato dopo il 1020/30.

XI e XII secolo

L'esistenza di una cancelleria episcopale è attestata dal 1099, ma la funzione di cancelliere sembra esser stata soppressa a partire dal 1178. L'XI e soprattutto il XII secolo, furono per la diocesi un periodo fecondo, caratterizzato dalla fondazione di molti monasteri e abbazie: cluniacensi quelli di San Vittore e Contamine-sur-Arve, dei canonici regolari le abbazie di Abondance, Peillonex, Satigny, Sixt, Entremont, dei cistercensi i monasteri di Bonmont, Hautecombe, Chézery, Saint-Jean d'Aulps, Bellerive e le certose di Arvières, Oujon, Vallon, le Reposoir, Pommier, Aillon. Il vescovo si affermò sul piano politico: il trattato di Seyssel del 1124 riconobbe Humbert de Grammont unico signore di tutta la città, a scapito del conte di Ginevra. Nel 1154 e nel 1162 Arducius de Faucigny ottenne l'immediatezza imperiale. La diocesi di Ginevra è una sede della Chiesa cattolica attualmente soppressa.

Principato vescovile XIII - XV secolo

La signoria temporale del principato vescovile si costituì progressivamente dal XIII secolo. La costruzione dei castelli dell'Ile a Ginevra, l'istituzione delle castellanie mandements di Jussy, Peney e Thiez da parte di Aymon de Grandson, così come l'organizzazione moderna di questi territori furono una risposta alle pressioni esercitate in misura sempre maggiore non tanto dai conti ginevrini, quanto dai Savoia, che avevano rafforzato la propria influenza nella regione ginevrina dall'inizio del secolo, con interventi nella politica cittadina a sostegno delle rivendicazioni della comunità dei patrizi citoyens e dei cittadini. Nel 1287 Amedeo V di Savoia si impossessò del castello dell'Ile e l'anno successivo si attribuì il visdominato del vescovo; nel 1290 il vescovo Guillaume de Conflans riconobbe il fatto compiuto e cedette in feudo la fortezza e la carica al conte di Savoia. Nel 1309 il vescovo Aymon de Quart dovette accettare l'esistenza di un organismo comunale, cui competeva l'amministrazione della città.

Traendo profitto dalla propria posizione favorevole, nel 1365 il conte Amedeo VI di Savoia ottenne dall'imperatore Carlo IV il vicariato imperiale in diverse diocesi della regione, fra cui Ginevra, limitando così di fatto l'immediatezza imperiale del vescovo.

Con i diplomi del 1366 e 1367, il vescovo Guillaume de Marcossey riuscì tuttavia a far revocare la concessione. Nel 1387 il vescovo Adhémar Fabri accordò ai citoyens le note franchigie che fecero le fortune economiche dei ginevrini e delle sue fiere.

Il periodo del Grande Scisma 1378-1417 e dei Concili di Costanza e Basilea fu segnato da numerose personalità di primo piano: l'antipapa Clemente VII, cioè Roberto, conte di Ginevra, assegnò cariche importanti a persone originarie della contea, come i cardinali Jacques de Menthonay e Jean de Brogny, che diressero la cancelleria pontificia dal 1385 al 1426.

Il vescovo Jean de Bertrand, noto per il suo zelo riformatore, ottenne voti al conclave del 1417. Il duca di Savoia Amedeo VIII, divenuto Papa nel 1439 con il nome di Felice V, ne approfittò per appropriarsi del principato vescovile ginevrino nel 1444 e assicurare il diritto di presentazione al seggio vescovile ai suoi discendenti.

Riforma protestante

Il principato vescovile restò sotto il dominio dei Savoia fino alla Rivoluzione. In seguito all'evoluzione politica e religiosa di Gionevra all'inizio del XVI secolo, l'aspirazione dei cittadini all'indipendenza si unì alla simpatia per la Riforma.

Nel 1533 il vescovo Pierre de La Baume lasciò la città ritirandosi nelle abbazie della Franca Contea; i suoi successori, che persero anche le castellanie (mandements) di Peney e di Thiez, non fecero più ritorno nella città, passata alla Riforma e sotto la protezione dei Confederati.

Diocesi di Ginevra-Annecy

Nel 1569 il vescovo Angelo Giustiniani, nominato l'anno precedente, si stabilì ad Annecy. Il suo successore, Claude de Granier, riorganizzò ciò che restava della diocesi dividendola in arcipreture.

Dal 1594 al 1597 le predicazioni di San Francesco di Sales, preposito del capitolo di San Pietro di Ginevra, e quelle dei cappuccini, reintrodussero il cattolicesimo nello Chablais, ceduto dai Bernesi al duca di Savoia con il trattato di Losanna del 1564.

L'episcopato di Francesco di Sales perseguì la riconquista spirituale della diocesi; l'editto di Nantes del 1598 consentì di reintrodurre il culto cattolico nel Pays de Gex, sottoposto a una giurisdizione ecclesiastica (officialità) particolare dal 1604. Tuttavia, il Pays de Gex ritornò al cattolicesimo unicamente dopo la revoca dell'editto di Nantes nel 1685, grazie all'azione dei gesuiti di Ornex.

Nel 1610 Francesco di Sales creò, con Jeanne de Chantal, l'ordine della Visitazione ad Annecy; favorì inoltre l'arrivo nella diocesi dei padri barnabiti, ai quali furono affidati i collegi di Annecy 1614, Thonon 1615 e Bonneville 1648. Nel 1663 fu fondato il seminario diocesano ad Annecy. Nel 1771 la chiesa di San Francesco ad Annecy, che ospitava le celebrazioni del capitolo cattedrale dal 1538, divenne cattedrale di San Pietro, evidenziando il ricentramento della diocesi attorno alla nuova città episcopale.

Rivoluzione francese

Nel 1793 la Savoia fu conquistata dalle truppe francesi, e una legge di quell'anno creò la diocesi del Mont-Blanc, il cui territorio corrispondeva a quello dell'omonimo Dipartimento. L'ultimo vescovo, Joseph-Marie Paget, si ritirò a Torino, mentre molti preti si trasferirono altrove. L'attaccamento dei Savoiardi alla fede e la soppressione del culto cattolico già nel 1794 impedì al vescovo costituzionale François-Thérèse Panisset, eletto nel 1793, di avviare grossi progetti.

Diocesi di Chambéry e Ginevra

Il concordato del 15 luglio 1801 ripristinò il culto cattolico in Francia e nei Paesi occupati, consentendo la creazione con bolla del 29 novembre 1801 della diocesi di Chambéry e Ginevra, dipendente dall'arcidiocesi di Lione. Nel 1803 la chiesa di San Germano ospitò la prima messa celebrata su suolo ginevrino dopo quelle del 1679 alla cappella du Résident.

Dopo il concordato del 1817 tra il papa e il re di Sardegna, rientrato in possesso della Savoia, la diocesi di Chambéry e Ginevra fu staccata dalla circoscrizione metropolitana di Lione ed eretta ad arcidiocesi. Nonostante le resistenze dell'arcivescovo e, soprattutto, dell'abate Jean-François Vuarin, curato di Ginevra, nel 1819 Papa Pio VII tolse all'arcidiocesi di Chambéry le parrocchie del canton Ginevra per incorporarle nella diocesi di Losanna formando una diocesi all'interno dei confini elvetici.

Nel 1821, su richiesta del governo ginevrino, il Papa privò l'arcivescovo di Chambéry del titolo di vescovo di Ginevra, trasferendolo al vescovo di Losanna residente a Friburgo.

Cronotassi dei vescovi

  • Isaac † (circa nel 400)
  • Salonius † (circa 441 - circa 460)
  • Eleutherius † (circa 470)
  • Theoplastus † (circa 470)
  • Domitianus † (circa 470 - circa 490)
  • Maximus † (circa 513 - 523)
  • Pappolus † (541 - 549)
  • Salonius † (circa 567 - 573)
  • Cariatto † (584 - 585)
  • Rusticius oppure Patricius (?) † (601/602)
  • Abelenus † (626/627)
  • Pappolus † (circa 650)
  • Ethoaldus (?) † (664)
  • Gauzibertus † (769 - 770)
  • Walternus circa † (800)
  • Altaldus † (833)
  • Aptadus (?) † (838) (?)
  • Boso †
  • Ansegisus † (877)
  • Aptadus † (882)
  • Bernardus † (899)
  • Riculfe † (899 - 906)
  • Franco † (906)
  • Adelgaud † (927)
  • Aymon † (943 - 950)
  • Girardus † (958 - 978)
  • Hugo † (993 - 1020)
  • Konrad † (1020 - 1030)
  • Adalgod † (1020 - 1030)
  • Bernardus † (1020 - 1030)
  • Fridericus † (1030 - 1073)
  • Boczadus † (1073 - 1083)
  • Guy de Faucigny † (1083 - 1119)
  • Humbert de Grammont † (1120 - 1135)
  • Arducius de Faucigny † (1135 - 1185)
  • Nantelmus † (1185 - 1205)
  • Bernard Chabert † (1205 - ottobre 1212 nominato arcivescovo di Embrun)
  • Pierre (de Sessons ?) † (1213)

Principi vescovi

Diocesi di Ginevra-Annecy

Diocesi di Chambéry e Ginevra

  • René des Monstiers de Mérinville † (1802 - 1805)
  • Irénée-Yves de Solle † (1805 - 1821)
Fonti
Voci correlate

Suggerimenti



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