Figlie di Maria Immacolata

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Figlie di Maria Immacolata
in latino '''''
Stemma FMI.jpg

istituto religioso femminil di diritto pontificio
Altri nomi
Immacolatine
Fondatore Serva di Dio Brigida Maria Postorino
Data fondazione 1898
Luogo fondazione Catona
sigla F.M.I.
Madre Generale Madre Loretana Grosso
Approvato da indicare ilPapa Pio X
Data di approvazione 1909
Motto Tutto in Dio
Santo patrono Maria Immacolata
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Le Figlie di Maria Immacolata sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione, dette popolarmente Immacolatine, pospongono al loro nome la sigla F.M.I.

La loro fondatrice è la serva di Dio Brigida Maria Postorino.

Storia

Fondazione

Nella notte di Natale del 1897 Brigida Maria Postorino, che per tredici anni aveva seguito e diretto la Pia Unione delle Figlie di Maria, prese la decisione di unire le sue deboli forze a quelle di altre e vivere insieme, nel silenzio, nella preghiera e nell'azione.

Il 6 novembre del 1898 Brigida Postorino e otto sue compagne, già Figlie di Maria, lasciarono le proprie famiglie e si trasferirono in una casa comune a Catona, che diverrà in seguito la casa madre del neonato Istituto. Nel pomeriggio fecero Atto di fedeltà alla Madonna alla presenza di Mons. Cristoforo Assumma, Vicario Generale della Curia Arcivescovile di Reggio Calabria.

Primi anni

La giovane congregazione fu da subito sostenuta dall'arcivescovo di Reggio Calabria card. Gennaro Portanova. Il cardinale si preoccupò che Istituto cominciasse la sua vita religiosa con un regolamento chiaro e preciso. Ne parlò al suo Vicario Generale, Mons. Cristoforo Assumma, il quale provvide a inviare alla Comunità le Costituzioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Queste costituzioni non furono bene accolte da tutte le consorelle, le quali non esitarono a chiedere a madre Brigida una Regola, che fosse più confacente al carisma e alla spiritualità del nuovo Istituto.

Dal manoscritto autografo della Fondatrice, la Piccola Storia, si apprende che la Regola fu scritta da lei in ginocchio, dal gennaio al marzo 1899. Redatto il trattatino religioso, madre Brigida lo sottopose alle sue Suore, perché ognuna comprendesse bene l'importanza di ogni legge per poterle meglio osservare. Le nuove costituzioni furono bene accolte dalla comunità. Dopo l'assenso delle consorelle, fu necessario far conoscere le Regole all'Autorità Ecclesiastica per averne l'approvazione. Fu la fondatrice stessa che presentò il manoscritto al Cardinal Arcivescovo Gennaro Portanova, perché lo benedicesse. Il Prelato lo trovò mancante della parte giuridica alla quale provvide egli stesso. In attesa dell'approvazione, la Comunità cominciò a seguire le norme datesi con accurata diligenza.

L'anno seguente il 15 ottobre 1899 fu aperta una casa a Gerace Superiore. Il 24 aprile 1900 fu aperta la terza casa a Bagnara Superiore, dove le suore si stabilirono in un vecchio convento ristrutturato alla meli. Nel 1904 fu ristrutturata la casa di Catona per poter accogliere bambine abbandonate e orfane. Dopo la fondazione di una casa, a Marina di Gerace vi fu l'apertura di una casa in Amantea. Si aprì anche una casa oltre lo stretto, a Messina e una a Gallico.

Il terremoto di Messina

Il terremoto del 1908 non devastò solo Messina e la Sicilia, ma anche la costa calabra. L'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata, nel suo decimo anno di vita, ricevette il suo battesimo di sangue. Vi furono ventiquattro vittime tra le suore e le postulanti e delle dieci case quasi nulla rimase in piedi. La fondatrice decise di chiedere udienza dal Papa a Roma per manifestare a Lui la difficile situazione. Il 27 gennaio 1909 Pio X l'accolse, l'ascoltò con profondo interesse e le disse:

« Coraggio figlia, le vergini rimaste vittime non sono morte, no; esse vivono e innanzi al trono di Dio perorano continuamente la causa dell'Istituto. L’Istituto non morrà; da oggi innanzi sarà Nostro, Noi lo terremo sempre sotto la Nostra protezione, la Nostra benedizione l'accompagnerà dappertutto.[1] »

Ricostruzione e approvazione

Sotto la guida dalla madre fondatrice le suore ripresero la loro opera con grande impegno. Mentre la ricostruzione delle case danneggiate non aveva sosta, con insistenza pervenivano richieste di nuove fondazioni, soprattutto da parte dei vescovi delle diocesi maggiormente devastate dal terremoto. Furono anni di grande impegno e sofferenze per la giovane congregazione, ma anche di tanti doni del Signore, che non si lascia mai vincere in generosità. l'11 dicembre 1911, l’Istituto venne riconosciuto dalla Chiesa e ottenne il Decreto di Lode mentre l'8 aprile 1921 fu approvato definitivamente da Papa Benedetto XV.

In seguito, l'Istituto, allargò i propri orizzonti e iniziò ad espandersi anche in altri Paesi, anche per venire incontro alle esigenze di educazione e formazione cristiana dei figli di tanti emigrati che lasciavano la Calabria e altri luoghi del Meridione d'Italia per migliori prospettive di vita.

Nel Capitolo del 4 luglio 1936, a causa delle cattive condizioni di salute della fondatrice, fu eletta nuova Madre Generale, suor Ermelinda Interlandi. Il cambiamento non fu indolore per la comunità per cui la congregazione entrò in crisi. Nel capitolo del 1942 fu rieletta madre Brigida Postorino che nel 1953 lasciò definitivamente l'incarico e si ritirò nella casa di Frascati. Tuttavia, da quel luogo, tra gioie e dolori, continuò a vivere le vicende del suo Istituto e delle missioni che nacquero in quegli anni in Africa, Brasile e Argentina. Brigida Postorino cercò anche di dare stabilità all'Istituto e già in età avanzata attendeva l'approvazione pontificia delle Costituzioni che giunse nel 1957 ad opera di Papa Pio XII. La fondatrice si spense il 30 marzo 1960 nella casa di Frascati confortata dalla benedizione di Papa Giovanni XXIII.

Servi di Dio delle Figlie di Maria Immacolata

L'Istituto, benché giovane, conta due persone in fama di santità il cui processo per la beatificazione è già a buon punto e sono pertanto Servi di Dio:

Dati statistici

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 41 case e 206 religiose.[2]

Note
  1. Storia dell'istituto
  2. Annuario Pontificio per l'anno 2007. Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2007, p. 1624. ISBN 978-88-209-7908-9.
Collegamenti esterni
  • Sito web sulle Figlie di Maria Immacolata.

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