Jacques-André Émery

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Età alla morte 78 anni
Nascita Gex
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28 aprile 1811
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Collegamenti esterni

Jacques-André Émery (Gex, 26 agosto 1732; † Parigi, 28 aprile 1811) è stato un sacerdote, abate e superiore generale francese.

Cenni biografici

Nacque a Gex il 26 agosto 1732, secondogenito del luogotenente generale del baliaggio del quella città.

Dopo i primi studi presso i carmelitani della sua città, studiò da prima presso il collegio gesuita di Mâcon, dove nel 1748 ebbe modo di esprimere le sue precoci doti intellettuali componendo un poema per il monsignore maresciallo del duca di Lorena.

Nel 1750 entrò presso il seminario di san Sulpizo a Parigi e studiò teologia presso la Sorbona. Fu ordinato sacerdote nel 1756, continuando la sua formazione presso i padri di san Sulpizio fino al 1758. Fu poi insegnante presso i seminari del suo ordine a Orléans e Lione. A Lione pubblicò i suoi primi importanti lavori: Esprit de Leibnitz, ou Recueil de pensées choisies, sur la religion, la morale, l'histoire, la philosophie, etc., extraites de toutes ses œuvres latines et françoises pubblicato nel 1772, e L'Esprit de sainte Thérèse, recueilli de ses œuvres et de ses lettres, avec ses opuscules pubblicato nel 1775. Nel 1776 divenne superiore del seminario di Angers e vicario di quella diocesi allora diretta dal vescovo Jacques de Grasse, dove acquisì una solida esperienza nell'amministrazione episcopale. Divenne un intellettuale di valore, autore di opere fondamentali sulla relazione tra filosofia e religione.

Nel 1782 fu eletto nono superiore generale della compagnia dei sacerdoti di san Sulpizio. Si impegnò nel riforma del grande seminario parigino consapevole delle nuove esigenze spirituali della Chiesa, lottando contro lo spirito mondano di cui il seminario si era impregnato, essendo molto frequentato da seminaristi provenienti da famiglie di alto lignaggio.

Émery fu nominato abate della abbazia di Bois-Grolland nel 1784 e prese parte all'ordinazione sacerdotale di Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord nel 1788. Fu promotore della fondazione del primo seminario della sua congregazione negli Stati Uniti, fondato a Baltimora nel 1791 da sacerdoti fuggiti alla rivoluzione francese, che fu punto di partenza di una vasto movimento sansulpiziano in quel paese.

Uomo di Chiesa carismatico ma misurato, questo membro molto in vista del clero francese era alla testa di una società di vita apostolica che nel 1789 contava quindici seminari e 140 membri. Adottò una politica conciliante di fronte alla rivoluzione. Preoccupato della presenza religiosa nel paese, prestò tutti i giuramenti richiesti dalle nuove autorità politiche raccomandando questa sottomissione a altri chierici. Questo non gli risparmiò, da parte del governo rivoluzionario né la soppressione del suo Ordine con la chiusura del seminario di Parigi nel 1792, né il carcere in due riprese. La seconda incarcerazione nella Conciergerie si protrasse per sedici mesi durante il Terrore, sotto la permanente minaccia di essere decapitato. Si racconta che il Antoine Fouquier-Tinville, responsabile del carcere non lo fece uccidere perché diceva quel piccolo prete impedisce agli altri di gridare.

Nominato segretamente vicario generale dall'arcivescovo di Parigi Antoine-Eléonore-Léon Le Clerc de Juigné che aveva lasciato il paese, l'abate Émery animò clandestinamente la Chiesa refrattaria (cioè coloro che non avevano giurato fedeltà) in collaborazione con il vescovo Jean-Baptiste-Marie de Maillé de La Tour-Landry, che ordinò clandestinamente molti sacerdoti.

Con la pacificazione consolare, divenne uno degli artefici della riconciliazione tra Chiesa e Stato incoraggiandone, con la sua influenza morale e il suo senso del compromesso, la messa in opera del Concordato del 1801. Ma sul piano personale, spinto dalla necessità di rivivificarr il tessuto pastorale con nuove vocazioni, declinò tutte le funzioni episcopali per dedicarsi alla riapertura del suo seminario di san Sulpizio. Dovette ricostituire il corpo insegnante per formare nuovi seminaristi e trovare una nuova struttura per ospitarli. Nel 1800 riaprì il seminario in uno stabile provvisorio e in seguito riacquistò un immobile appartenuto a un istituto religioso femminile, che nel 1804 divenne il nuovo seminario della congregazione.

Sotto l'Impero operò per la riapertura degli altri seminari sulpiziani in tutta la Francia. Alla sua morte ne erano tornati in attività undici. La sua autorità pedagogica gli valse la nomina consigliere dell'Università del 1808, e la sua aura morale lo fece designare come membro della Commissione ecclesiastica della Chiesa di Francia nel 1809, dove vi manifestò la sua fedeltà al pontefice Pio VII, nell'aspro confronto che il papa stava affrontando con Napoleone I. Posizione che fece infuriare l'imperatore e che divenne pubblica quando i Sulpiziani si rifiutarono di firmare due proposizioni della Commissione ecclesiastica, pubblicati nel 1810, proposizioni che vertevano sulla investitura canonica dei vescovi, esclusivamente riservata al papa e che Bonaparte voleva invece fosse attribuita ai metropoliti. Come ritorsione l'imperatore ingiunse all'abate Émery di lasciare le sue funzioni al seminario nel giugno seguente. Rimase comunque nella capitale. L'abate si ammalò gravemente e morì il 28 aprile dell'anno seguente. Fu inumato nella casa della compagnia a Issy-les-Moulineaux.

Opere

  • Esprit de Leibnitz, ou Recueil de pensées choisies, sur la religion, la morale, l'histoire, la philosophie, etc., extraites de toutes ses œuvres latines et françoises (1772).
  • L'Esprit de sainte Thérèse, recueilli de ses œuvres et de ses lettres, avec ses opuscules (1775).
  • Instruction en forme de dialogue, sur quelques préjugés du temps contre la religion. Ouvrage utile aux personnes des villes et des campagnes, dont la foi a été ébranlée dans ces derniers temps (1796).
  • Le Christianisme de François Bacon,... ou Pensées et sentiments de ce grand homme sur la religion (1798).
  • La Conduite de l'Église dans la réception des ministres qui reviennent de l'hérésie ou du schisme, depuis l'âge de saint Cyprien jusqu'aux derniers siècles (1800).
  • Pensées de Descartes sur la religion et la morale (1811).
  • Exposition de la doctrine de Leibnitz sur la religion: suivie de pensées extraites des ouvrages du même auteur (contient la première édition du Systema Theologicum de Leibniz, texte latin avec traduction française) (1819).
  • La prima edizione completa delle sue opere fu pubblicata dall'abate Migne nel 1857 con il titolo di Œuvres complètes de M. Emery, supérieur-général de Saint-Sulpice, réunies pour la première fois en collection, classées selon l'ordre logique.
Bibliografia
  • (FR) Migne, Œuvres complètes de M. Emery, supérieur-général de Saint-Sulpice, réunies pour la première fois en collection, classées selon l'ordre logique online

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