Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine

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Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine
Tiepolo - Cacciata Angeli Ribelli (contrasto 30).jpg
Giambattista Tiepolo, Caduta degli angeli ribelli (1726), affresco
Categoria Musei diocesani
Stato bandiera Italia
Regione ecclesiastica Regione ecclesiastica Triveneto
Regione Stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine
Comune Udine
Località o frazione {{{Località}}}
Diocesi Arcidiocesi di Udine
Indirizzo Piazza del Patriarcato, 1
33100 Udine
Telefono +39 0432 25003;
+39 0432 298056
Fax +39 0432 298057
Posta elettronica info@musdioc-tiepolo.it
Sito web [1]
Proprietà Arcidiocesi di Udine
Tipologia architettura, arte sacra
Contenuti dipinti, lapidi, metalli, paramenti sacri, reperti archeologici, sculture, suppellettile liturgica, vetri
Servizi accoglienza al pubblico, archivio storico, audioguide, biblioteca, biglietteria, bookshop, didattica, fototeca, guardaroba, , sale per eventi e mostre temporanee, visite guidate
Sistema museale di appartenenza Rete Museale della Provincia di Udine
Sede Museo Palazzo Patriarcale
Datazione sede XV secolo
Sede Museo 2°
Datazione sede 2°
Fondatori mons. Giuseppe Zaffonato
Data di fondazione 1963
Note
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Coordinate geografiche
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Il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine, collocato nel Palazzo Patriarcale, è stato fondato nel 1963 dall' arcivescovo Giuseppe Zaffonato (1956 - 1972) con l'obiettivo di conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico proveniente dal territorio diocesano.

Storia

La prima sede del Museo fu il seminterrato del Seminario Arcivescovile della città, ma già precedentemente al terremoto del 1976 si avviò il suo trasferimento nel Palazzo Patriarcale, prima residenza dei patriarchi di Aquileia e poi (dal 1571) degli arcivescovi di Udine: questo edificio è uno dei principali monumenti della città friulana. Il palazzo, gravemente danneggiato dal sisma, è stato restaurato ed il Museo ufficialmente aperto al pubblico il 29 aprile 1995.

Percorso espositivo e opere

L'itinerario museale, che presenta circa 700 opere, databili dal XII al XIX secolo, si apre con lo Scalone d'onore, il quale conduce il visitatore al primo piano, ove sono collocate le sezione espositive del Museo, ed al piano nobile dove si trovano le splendide stanze affrescate da Giambattista Tiepolo, per volere del patriarca Dionisio Dolfin.

Scalone d'onore

Il percorso espositivo, vero e proprio, si apre con lo Scalone d'onore (1725), in pietra d'Istria, realizzato dall'architetto Domenico Rossi e decorato sul soffitto con dipinto murale raffigurante:

Piano nobile

Il piano nobile del Palazzo consente di immergersi nello splendore dell'arte per concludersi con la suggestiva Biblioteca patriarcale.

I - Sala del Trono

La sala, costruita già dal patriarca Francesco Barbaro nel XVII secolo, è decorata da:

  • alle pareti, Ritratti dei Patriarchi d'Aquileia (XVII secolo), affreschi: queste effigi, iniziate nel XVII secolo, furono riprese nel 1729 per volere di Dionisio Dolfin, il quale volle così restituire alla memoria della comunità diocesana i volti dei suoi predecessori. L'aspetto attuale è quello di una sorprendente galleria di 117 ritratti che vanno dai primi patriarchi d’Aquileia fino agli ultimi Arcivescovi di Udine, che ancora oggi vengono qui ritratti al termine del loro mandato apostolico.
  • sul soffitto, Missione di sant'Ermacora (1859), affresco, di Domenico Fabris.

II - Galleria degli ospiti

Giambattista Tiepolo, Rachele nasconde gli idoli (1718), affresco

La Galleria degli ospiti, fatta costruire nel 1718 da Dionisio Dolfin, per creare un luogo nel quale accogliere gli ospiti in attesa dell’udienza che si sarebbe tenuta nell'adiacente Sala del trono. La decorazione ad affresco venne affidata a Giambattista Tiepolo, il quale vi raffigurò:

III - Cappella palatina

La cappella palatina, destinata a riti solenni, fu edificata nel 1593 sotto il patriarcato del Barbaro, ma l'aspetto attuale si deve alla ristrutturazio del 1710 voluta da Dionisio Dolfin, il quale commissionò l'edificazione dell'altare in stucco, opera di Abbondio Stazio, e la realizzazione sul soffitto dei dipinti raffiguranti:

Inoltre, nella cappella è possibile ammirare:

IV - Sala rossa

Giambattista Tiepolo, Giudizio di Salomone (1729 - 1730), affresco

La sala, detta anche "del Tribunale" in quanto era la sede del Tribunale Ecclesiastico, presenta uno splendido dipinto murale raffigurante:

V - Sala gialla

La sala è decorata con splendidi stucchi su fondo oro che raffigurano le Virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) e le Arti (Musica, Poesia, Pittura e Scultura), realizzati nel 1730 da Giovanni Maria Andreoli.

Inoltre, in questa sala è raccolta la collezione numismatica dei patriarchi di Aquileia.

VI - Sala azzurra

La sala, detta anche del baldacchino, è un raffinato ambiente rinascimentale decorato da grottesche attribuite a Giovanni da Udine e da:

VII - Biblioteca patriarcale

La Biblioteca costruita, tra il 1708 ed il 1711, da Domenico Rossi, su commissione del patriarca Dionisio Dolfin per custodire il prezioso patrimonio librario raccolto dai suoi predecessori e da lui incrementato con diversi testi di particolare pregio. Tra questi si possono annoverare circa diecimila volumi, tra cui oltre 150 incunaboli, 800 manoscritti, diversi e pregevoli codici liturgici, ebraici e greci, alcune lettere autografe di uomini illustri e notevoli testi a testimonianza della varietà del patrimonio custodito.

La struttura architettonica della Biblioteca è un assoluto trionfo del legno, materiale con il quale sono realizzati gli armadi decorati con figure di putti e allegorie, che concorrono a delineare un racconto simbolico altamente raffinato e messo in atto dal committente sull'intero palazzo.

La decorazione pittorica di questa sala trova il suo fulcro nel soffitto, dove è collocato:

Sezioni espositive

Le quattro sezioni espositive presentano opere e suppellettile liturgica, databili dal XII al XIX secolo ed ordinate per tipologia.

I - Scultura lignea

Domenico da Tolmezzo, Polittico a rilievo con Madonna con Gesù Bambino e santi (1488), legno policromo intagliato e scolpito

Nella sezione è esposta la collezione di sculture lignee, databili dal XII al XVIII secolo, provenienti in gran parte dalle chiese dell'Arcidiocesi di Udine. Di notevole interesse:

II - Oreficerie

La sezione è dedicata alle oreficerie che comprendono diversi e preziosi esemplari di suppellettili ecclesiastiche. Di rilievo:

III - Collezione Ciceri

Nella sezione sono conservati una ventina di vetri dipinti facenti parte della collezione Luigi Ciceri, donata al Museo dalla moglie in memoria dello studioso. Esposta al pubblico seguendo i diversi temi trattati, riferiti a soggetti cristologici, mariologici e agiologici, la raccolta comprende opere recuperate in Friuli, ma eseguite in botteghe austriache, bavaresi e boeme tra il XVIII e il XIX secolo, e legate alla religiosità popolare e domestica.

IV - Pinacoteca

Nella sezione è possibile ammirare alcuni interessanti di dipinti, tra i quali degni di nota sono:

Galleria fotografica

Note
Bibliografia
  • Gabriele Crepaldi, Guida ai Musei, Editore Mondadori, Milano 2007, p. 143
  • Giancarlo Menis, Il Patriarca e il Tiepolo. Guida Breve al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo nel Palazzo patriarcale di Udine, Editore Arti Grafiche Friulane, Udine 2004
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Touring Editore, Milano 2005, p. 314 ISBN 9788836536535
  • Aldo Rizzi, Tiepolo a Udine: Palazzo Arcivescovile, Duomo, Oratorio della Purità e Musei, Editore Del Bianco, Udine 1971
  • Stefano Zuffi, I Musei Diocesani in Italia, vol. I, Edizioni San Paolo, Palazzolo sull'Oglio (BS) 2003, pp. 84 - 89
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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