Papato

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Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto.

Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Jorge Mario Bergoglio con il nome da lui scelto, Francesco.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale, che vengono descritti nel seguito.

Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è, inoltre, arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poiché la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli.

Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana.

Egli è, inoltre, il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre.

Nella Chiesa cattolica, al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare, egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana.

Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio.

Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce infallibilità papale.

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano I il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto, quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero.

Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgate nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

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