Santa Flora di Beaulieu

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Santa Flora
Religiosa
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Santa
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 38 anni
Nascita Maurs
1309
Morte Cahors
5 ottobre 1347
Sepoltura
Appartenenza Cavalieri Ospitalieri
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Professione religiosa 1323
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
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Nomine
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione 11 giugno 1360
Ricorrenza 5 ottobre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Coniuge

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Consorte

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Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 5 ottobre, n. 11:
« A Beaulieu nel territorio di Cahors in Francia, commemorazione di santa Flora, vergine dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, che curò nell'ospedale gli ammalati poveri e condivise nel corpo e nell'anima la passione di Cristo. »

Santa Flora (Maurs, 1309; † Cahors, 5 ottobre 1347) è stata una religiosa francese, dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme venerata dalla Chiesa cattolica che la ricorda il 5 ottobre.

Biografia

Infanzia e vocazione

I suoi genitori, Pons e Melhor, ebbero tre figli e sette figlie, di cui quattro divennero religiose a Beaulieu. Flora aveva appena quattordici anni quando entrò presso le religiose dell'ospedale di Beaulieu, fondato per i pellegrini verso il 1240 da Guiberto de Thémines e da sua moglie Aigline sulla strada da Figeac a Rocamadour, presso St-Julien d’Issendolus (Lot), dove dal 1298 si era formata una comunità sotto la regola degli Ospitalieri di san Giovanni di Gerusalemme.

Vita religiosa

Le notizie sulla vita di Flora nel convento provengono da una Vita scritta dal suo confessore, opera pervenutaci in una traduzione nel dialetto di Quercy fatta alla fine del XV secolo dall'autore anonimo che redasse la raccolta dei suoi miracoli.

Il racconto narra delle grandi prove interiori vissute dalla Santa, la quale subì molte tentazioni per le comodità che la circondavano e contro la castità[1]. Il confessore fu l'unico ad essere informato degli eventi soprannaturali di cui la giovane fece esperienza.

Tante difficoltà furono ricompensate da favori mistici: per tre mesi il Signore le apparve sotto la figura di un angelo che era dipinto sotto il chiostro del convento[2]. Inoltre, molte furono le persone guarite dalla santa in particolare in occasione della peste che colpì la regione. In una festa d'Ognissanti, mentre si cantava Vidi turbam magnam ebbe la visione dei santi in Paradiso.

Dalla vita scritta dal suo confessore, apprendiamo anche che la santa si confessava tutti i giorni per poi assistere alla Santa Messa mentre si comunicava solo la domenica o nei giorni di festa, come era d'uso ai suoi tempi. Meditava costantemente e con diligenza la passione di Cristo ed era molto devota alla Vergine Maria nel mistero dell'Annunciazione a san Giovanni Battista patrono del suo Ordine a san Pietro e san Francesco d'Assisi.

Flora morì nel 1347, probabilmente il 5 ottobre, e i numerosi miracoli che da subito si ebbero sulla sua tomba indussero l'abate di Figeac a procedere all' elevazione del corpo agli altari l'11 giugno 1360[3].

Note
  1. La Vita, in stile agiografico, racconta che il diavolo, travestito da religioso, le insinuava pensieri maligni: per esempio, la giovane, che aveva lasciato il mondo per fare penitenza, temeva di dannarsi restando nella casa dove non le mancava niente. Ma un religioso di passaggio la rassicurò dicendole che questa abbondanza sarebbe stata per lei un’occasione di grandi meriti se per amor di Dio si fosse astenuta dal superfluo. Lo sconosciuto la sottopose anche alla tentazione contro la castità, dicendole che nella Bibbia era scritto crescete e moltiplicatevi; ma la risposta della giovane fu ferma:
    « Cattivo demone. Quello che tu dici vale per i laici, ma per i religiosi che hanno promesso castità a Dio, non solo è vietato di fare, ma è un abominio il solo pensarlo. E Dio senza il permesso del quale tu nulla puoi, ti ordina di cessare di tentarmi »

    Il demonio visto che non riusciva a sedurla con i peccati della carne, tentò di spaventala promettendole tanti dolori e pene da gettarla nella disperazione, disperazione che è il peccato più grande perché compiuto contro lo Spirito Santo, peccato che non può essere perdonato né in questo né nell'altro mondo. La giovane ne fu profondamente turbata e fatto il segno della Croce fuggi come pazza per il convento.

  2. Grazie a queste visioni Santa Flora comprese che le sofferenze che sopportava la associavano alla passione del Signore.
  3. L'abate di Figeac, ottenne l'autorizzazione del vescovo di Cahors Bertrand de Cardillac, ad aprire la sua tomba di fronte a una folla numerosa e ad elevare le sue spoglie sugli altari della chiesa conventuale, l'11 giugno 1360, gesto che equivaleva a un atto di canonizzazione.
Bibliografia
  • Vie de sainte Flore, in: Analecta juris pontificii, t. 18, coll. 1-27 (traduzione in francese della Vita di santa Flora), 1879.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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