Società San Paolo

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Società San Paolo
in latino Societas a Sancto Paulo Apostolo
Herb rodzina.jpg
Lo stemma originale della congregazione[1].

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Paolini
Fondatore Beato Giacomo Alberione
Data fondazione 20 agosto 1914
sigla S.S.P.
Titolo superiore
Approvato da Pio XII
Data di approvazione 27 giugno 1949
Scopo Diffusione del messaggio cristiano
Approvazione provvisoria Vescovo Giuseppe Francesco Re
12 marzo 1927
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

La Società San Paolo (in latino Societas a Sancto Paulo Apostolo) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti comunemente Paolini, pospongono al loro nome la sigla S.S.P.[2]

Cenni storici

La congregazione fu fondata da Giacomo Alberione (1884-1971), padre spirituale del seminario di Alba, nel 1913 assunse la direzione della Gazzetta di Alba, il settimanale diocesano. Il 20 agosto 1914 (data tradizionale della fondazione, adottata a posteriori perché coincidente con la morte di papa Pio X che aveva molto promosso l'apostolato della stampa) aprì presso la chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Alba una scuola tipografica per giovani, da cui ebbe origine la congregazione.[3]

Il primo collaboratore di Alberione fu Giuseppe Rosa, degli Oblati di San Giuseppe, che aveva maturato una certa esperienza nel campo dell'editoria ad Asti; il 16 ottobre 1914 Rosa e Alberione costituirono una società spirituale e sottoscrissero un accordo mediante il quale si impegnavano a dare inizio a un'opera per propagare i principi cattolici tramite la stampa e a formare giovani a tal fine.[3]

I due si separarono presto (Giuseppe Rosa era maggiormente incline all'opera educativa). Nel 1917 Alberione inviò una relazione al vescovo di Alba in cui scriveva che nel suo laboratorio tipografico lavoravano già tredici giovani (altri due si trovavano al fronte), cinque dei quali erano orientati ad abbracciare la vita religiosa;[3] si accennava anche all'esistenza di un laboratorio femminile con quattro giovani donne (le future Figlie di San Paolo, il ramo femminile della congregazione).[4]

Nel 1919 fu ordinato sacerdote il primo discepolo di Alberione: Giuseppe Timoteo Giaccardo (che, però, venne incardinato nel clero diocesano). Il 23 novembre 1921 il fondatore fece al vescovo formale domanda di erezione canonica della Pia Società San Paolo.[3]

Nel 1921 Alberione acquistò un vasto terreno presso la linea ferroviaria Alba-Alessandria e vi fece erigere il primo edificio tipografico della Società.[5]

I paolini fondarono una casa editrice (l'attuale Edizioni San Paolo) e promossero la stampa di edizioni popolari dei testi sacri e dei classici cristiani;[6] si impegnarono anche nell'attività cinematografica (realizzarono il film Abuna Messias, vincitore della coppa Mussolini alla mostra di Venezia del 1933, e nel 1949 Mater Dei, il primo lungometraggio a colori realizzato in Italia, e numerosi documentari a carattere catechistico);[7] notevole diffusione ebbero le loro riviste come Famiglia Cristiana, Jesus e il Giornalino.[8]

Il vescovo Giuseppe Francesco Re approvò il nuova congregazione il 12 marzo 1927.[3]

Nel cartiglio dello stemma dei paolini venne inserita la scritta ALBA, sia in omaggio alla città di Alba, antica sede vescovile del Piemonte in cui ebbe origine la famiglia religiosa, sia come riferimento agli evangelisti (le lettere che formano la parola Alba sono le iniziali dei loro simboli: Angelus, Leo, Bos, Aquila).[5]

La Società San Paolo ricevette il pontificio decreto di lode il 10 maggio 1941 e fu approvata definitivamente da papa Pio XII il 27 giugno 1949.[3]

Giacomo Alberione fu proclamato beato da papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 27 aprile 2003; il 22 ottobre 1989 era stato elevato all'onore degli altari il primo paolino, Giaccardo.[9]

Attività e diffusione

Giuseppe Timoteo Giaccardo, il primo paolino ad essere stato beatificato

I paolini si dedicano alla diffusione del messaggio cristiano mediante i mezzi di comunicazione di massa: gestiscono case editrici (libri e periodici), centri di produzione e stazioni radio-televisive, centri di distribuzione, librerie e negozi di video e dischi.[10]

Sono presenti in Europa (Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna), nelle Americhe (Brasile, Canada, Colombia, Ecuador, Messico, Panama, Venezuela), in Asia (Corea del Sud, Filippine, Giappone, India), in Africa (Congo, Nigeria) e in Australia;[11] la sede generalizia è in via Alessandro Severo a Roma.[2]

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 1.054 religiosi (dei quali 560 sacerdoti) in 109 case.[2]

Note
  1. reca un'Ostia, un libro aperto (che allude all'attività editoriale dei paolini) e una spada (attributo di San Paolo); nel cartiglio, al centro, le lettere della parola "ALBA" disposte in croce.
  2. 2,0 2,1 2,2 Ann. Pont. 2007, p. 1489.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 G. Rocca, in DIP, vol. VI (1980), coll. 1548-1550.
  4. DIP, vol. VI (1980), coll. 1538-1546, voce a cura di G. Rocca.
  5. 5,0 5,1 M. Escobar (a cura di), op. cit., vol. II (1953), pp. 1575-1578, articolo a cura di P.L. Occelli.
  6. G. Rocca, in DIP, vol. VI (1980), coll. 1558-59.
  7. G. Rocca, in DIP, vol. VI (1980), col. 1560.
  8. G. Rocca, in DIP, vol. VI (1980), col. 1561.
  9. Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II su vatican.va. URL consultato il 3-3-2010
  10. G. Rocca, in DIP, vol. VI (1980), coll. 1548-1566.
  11. Società San Paolo: province e regioni su paulus.net. URL consultato il 3-3-2010
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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