Sospensione a divinis

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La locuzione latina a divinis, tradotta letteralmente, significa dai ministeri divini.

È una sanzione disciplinare che può essere comminata ai membri dei tre gradi del sacerdozio (diaconi, presbiteri, vescovi). Al sacerdote sospeso è vietato amministrare i sacramenti, il che include tra l'altro la celebrazione della messa e la confessione; tuttavia può derogare al divieto in caso di urgenza e necessità, ad esempio per confessare una persona in punto di morte.

La sospensione a divinis può essere impartita ai sacerdoti colpevoli di gravi mancanze disciplinari; inoltre viene normalmente disposta per i sacerdoti che contraggono matrimonio (con o senza la dispensa dell'autorità ecclesiastica, in quanto si ritiene inopportuno che essi continuino ad esercitare il ministero sacerdotale), o a quelli che accedono a cariche politiche (essendo vietato ad un sacerdote l'impegno politico). In questo caso, la sospensione a divinis, è un atto dovuto da parte dell'Ordinario. Alla cessazione dell'attività politica "istituzionale" la sospensione viene, di norma, revocata.

Alcune sospensioni "celebri"

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