Lorenzo Perosi

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Lorenzo Perosi
Presbitero
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 83 anni
Nascita Tortona
21 dicembre 1872
Morte Roma
12 ottobre 1956
Sepoltura
Appartenenza
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Coniuge

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Consorte

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Figli
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Collegamenti esterni
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C'è più musica nella testa di Perosi che in quella mia e di Mascagni messe insieme.
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(Giacomo Puccini[1])

Lorenzo Perosi (Tortona, 21 dicembre 1872; † Roma, 12 ottobre 1956) è stato un presbitero, compositore e direttore di coro italiano, autore di musica sacra, noto per i suoi oratori, le sue messe polifoniche e i suoi mottetti, fu un compositore molto prolifico[2].

Biografia

Tra gli antenati di Perosi, originari dell'alto Lodigiano, si trovano molti musicisti: nel 1787 Giuseppe Perosi era organista della parrocchiale di Lodi Vecchio e a lui succedettero Antonio Perosi nel 1826 e Dionigi Perosi nel 1832.

Quest'ultimo, nonno di Lorenzo, si trasferì poi a Mede Lomellina. Fu il padre Giuseppe, maestro di cappella del Duomo di Tortona con il quale studiò, a infondere la passione per la musica a lui e agli altri cinque figli (tra cui il compositore Marziano e il Cardinale Carlo). Il 6 marzo 1887 Lorenzo si fece terziario francescano. Nel 1888 sostenne con esito positivo un esame di valutazione al Liceo Musicale di Santa Cecilia (oggi Accademia di Santa Cecilia) a Roma e iniziò a seguire un corso di studi per corrispondenza con il Conservatorio di Milano.

A 18 anni divenne organista e maestro di canto presso l'Abbazia di Montecassino, posto che lascerà nel 1891 per motivi di salute. L'anno successivo si diplomò alla scuola di contrappunto del Conservatorio di Milano e successivamente fece un soggiorno di studi a Ratisbona. Nel 1893 divenne maestro di cappella a Imola e nel 1894 direttore della "Cappella Marciana" (la cappella della Basilica di San Marco) a Venezia. "La mia carriera incominciò a Imola", disse Perosi, che iniziò in quella città a pubblicare i suoi primi lavori. Dopo gli studi seminaristici, durante i quali conobbe Don Orione, divenendone amico, fu ordinato sacerdote nel 1895.

Nel 1898 Perosi ottenne da Papa Leone XIII il titolo di "Direttore Perpetuo della Cappella Sistina", ruolo che ricoprì fino alla morte. In quello stesso anno compose il suo primo oratorio, Passione Secondo S. Marco; altri oratori apparvero in rapida successione. La fama di Perosi in quest'epoca era inaudita, talché i critici coniarono il termine "Il Momento Perosiano". Oltre alla sua fama fra le masse, Perosi godeva del rispetto di tanti importanti compositori, inclusi Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Arrigo Boito, Jules Massenet, Alexandre Guilmant e Leóš Janáček[3].

Perosi con il suo Coro della Cappella Sistina (c. 1905).

Nel 1903 iniziò a soffrire di disturbi nervosi, cui si aggiunsero, negli anni, manie di persecuzione. Nel 1908, dopo la morte del padre, attraversò una profonda crisi (nel corso della quale ripudiò tutta la musica composta fino ad allora) che lo portò - su consiglio dei medici - a trascorrere un periodo a Bandino, presso Firenze. Nel 1910 la sua salute registrò un miglioramento che gli consentì di riprendere totalmente le sue attività, ma una nuova crisi nel 1913 lo portò nuovamente a ritenere "superate" le sue opere; la direzione della cappella Sistina fu interinalmente assunta, nei periodi di malattia più acuta, dal fratello Marziano e da monsignor Raffaele Casimiri. Nel 1922 attraversò una crisi spirituale e religiosa, aggravata dalla morte della madre: temendo che potesse distruggere i suoi manoscritti, venne dichiarato interdetto con sentenza del Tribunale di Roma. L'anno successivo iniziò a osservare un regime strettamente vegetariano, si firmò "Piero Piolti il vegetariano" e vagheggiò una riforma del calendario. Le sue condizioni di salute, peraltro, non gli impediranno di comporre e dirigere, come avvenne, ad esempio, quando, il 19 gennaio 1925, presenti i Reali, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma diresse la Messa funebre ufficiale in memoria di Giacomo Puccini, scomparso nel novembre 1924. Nel 1930 fu revocato il decreto di interdizione e, su proposta di Pietro Mascagni, venne nominato Accademico d'Italia; tre anni dopo riprese la direzione attiva della Cappella Sistina e nel 1936 Papa Pio XI gli concesse nuovamente il permesso di celebrare la Messa. Ebbe inizio un lungo periodo di fervida attività che lo portò anche a dirigere per la RAI e per la Radio Vaticana e che vide le sue composizioni eseguite nei maggiori teatri nazionali e all'estero. Nel marzo 1954 fu colpito da disturbi circolatori e le sue condizioni di salute peggiorarono progressivamente. Il 12 marzo 1955, nell'anniversario dell'incoronazione di Pio XII, diresse per l'ultima volta un'esecuzione alla Cappella Sistina e il 12 ottobre 1956 morì all'età di 84 anni.

La formazione gregoriana

Lorenzo Perosi ed Arturo Toscanini, a Milano per la prima mondiale di Mosè (1901)

Fin dal periodo (novembre 1890 - luglio 1891) trascorso nella dotta cerchia benedettina di Montecassino coltivò il proprio amore verso il canto gregoriano e iniziò ben presto a contribuire alla rinascita ottocentesca di tale forma musicale.

Ebbe una parte di rilievo - per la collaborazione prestata a papa Pio X - nella Riforma della musica sacra, promulgata col "Motu proprio" del 1903 e recepita dall'Edizione vaticana: Raccolta del patrimonio gregoriano ordinato nei vari libri liturgici. Pio X aveva conosciuto per la prima volta Perosi quando i due erano, rispettivamente, Patriarca di Venezia e direttore della Cappella Marciana e ne aveva apprezzato la sensibilità musicale.

Il suo gusto per l'antico canto liturgico, oltre a tradursi in esplicite "citazioni" di motivi gregoriani, sequenze e laude, testualmente ripresi e spesso elaborati in forma di "corale", ebbe riflessi ben avvertibili sul piano della creatività musicale: il suo linguaggio sembra spesso restituire in modo naturale l'essenza, la misura ideale del gregoriano, a partire dalle sue inclinazioni modali e dall'uso di un ritmo libero, teso a scandire melodicamente le parole e le frasi del testo.

Perosi è considerato anche tra i principali esponenti del cosiddetto Movimento Ceciliano.

Altri elementi del linguaggio perosiano. Il suo lascito

Perosi dà vita al proprio inconfondibile stile compositivo e al proprio linguaggio musicale miscelando, in modo naturale e non artefatto, diversi elementi, oltre all'ispirazione gregoriana.

Alla radice dell'arte liturgica e sacra di Perosi c'è il senso del "popolare" e del "sociale": spesso le sue opere restituiscono espressioni di stati psicologici e affettivi a livello "comunitario". Forse anche per questo, egli rifugge dagli schemi classici un po' freddi dello sviluppo tematico di temi ricorrenti, così anche quando Perosi riprende, nel corso di un'opera, un tema già prodotto in precedenza, difficilmente si tratta di una ripresa testuale, ma spesso e volentieri presenta uno scarto, un elemento che fa pensare a un "discorso aperto".

Nessun contatto invece lega la musica di Perosi ai modelli profani imperanti del suo tempo, cioè l'opera post-verdiana e verista. Ci sono anzi differenze fondamentali, prima fra tutte quella che riguarda il rapporto tra testo e musica. Per Perosi non è pensabile che il suono sia una variabile indipendente alla quale assoggettare le parole: per lui il testo è "sacro", nel senso religioso del termine (avendo a che fare con la parola di Dio), oltre che in quanto rappresentazione di una realtà umana sempre viva. La sua musicazione è perciò una sorta di "lettura" illuminata, che risulta espressiva in quanto il testo è capace di ispirare all'autore suggestioni e tonalità affettive.

Per questi motivi è controversa la collocazione di Perosi tra gli esponenti della cosiddetta Giovane scuola italiana, da alcuni sostenuta.

La musica sacra contemporanea deve molto all'influenza delle idee di Perosi: egli non disprezzava la modernità presente nella musica colta contemporanea, ma esigeva che di essa sopravvivesse nel canto liturgico solo "gli accenti di bontà, gravità, serietà".

Più in generale, l'artista è stato un testimone e interprete del suo tempo e, tra la fine dell'800 e la prima metà del '900 è stato, come pochi tra i suoi contemporanei, al centro di una vulcanica attività creativa.

Le opere

Gli oratori di Perosi si caratterizzano per un particolare stile eclettico, nel quale si fondono tracce veristiche, richiami alla grande polifonia italiana, costruzioni barocche e ispirazioni gregoriane.

Nel campo degli oratori esordì con la cantata In coena Domini il cui successo gli procurò un'immediata fama e popolarità. Scrisse anche molta musica liturgica, soprattutto messe (oltre 50) e mottetti. In quest'ambito il linguaggio di Perosi, lungi da ogni eco romantica, si caratterizza per uno stile polifonico scorrevole sorretto da una spontanea freschezza melodica.

Ha anche composto musica da camera, composizioni per orchestra e pagine organistiche. Tra le sue opere sono particolarmente note:

  • Missa Te Deum Laudamus per due voci pari
  • Missa Cerviana per tre voci maschili
  • Requiem per tre voci maschili (eseguito per il funerale di Toscanini)
  • Missa Pontificalis I e II per tre voci miste
  • Missa Benedicamus Domino per quattro voci miste
  • Missa Patriarchalis per quattro voci miste
  • Missa Eucharistica per quattro voci miste
  • Missa in honorem Beati Caroli in rito ambrosiano per cinque voci dispari
  • Passione: Passione di Cristo secondo San Marco (trilogia sacra per soli, coro e orchestra)
  • Stabat mater (1902)
  • Ave Maria per 2 voci pari
  • Alcuni mottetti e oratori: Domine, salvum me fac, Cantabo Domino, In coena Domini, Tu es Petrus, Oremus Pro Pontifice, Sacerdos et Pontifex, Ave verum corpus, La Risurrezione di Cristo, Transitus Animae, Mosè, La Risurrezione di Lazzaro, Il Natale del Redentore, La Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo, L'entrata di Cristo in Gerusalemme, La strage degli innocenti.
  • Alcuni salmi, fra cui Beatus vir, Laudate Pueri, Dixit Dominus.

Perosi compose anche alcune lodi religiose "popolari", eseguite regolarmente e conosciutissime fino al Concilio Vaticano II, fra le quali:

  • Lodate Maria
  • Mille volte benedetta
  • Mondo, più per me non sei
  • Noi siam figlie di Maria
  • Pietà Signor
  • Sei Pura sei Pia

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Croce d'oro pro Ecclesia et Pontifice - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro pro Ecclesia et Pontifice

Curiosità

Francobollo commemorativo del 1956 L. 50
Francobollo commemorativo del 1956 L. 90

Dal 1900 a 1907, molte prime importanti delle opere di Perosi avevano luogo al Salone Perosi a Via Barnaba, 46, a Milano (oggi la Chiesa di S. Maria della Pace). Fra le esecuzioni storicamente importanti fu la prima mondiale dell'oratorio Mosè, sotto la direzione di Toscanini (maggio, 1901)[4].

Nel Santuario della "Madonna nera" di Częstochowa, in Polonia, ogni pomeriggio, nel corso della funzione religiosa dedicata alla Vergine Maria, viene eseguito un inno composto da Perosi nel 1909.

A Tortona esiste un'Accademia Perosi, fondata nel 1907. Erede di una scuola esistente fin dal 1838, a essa è legato il Festival che, dal 1995, ogni anno è organizzato a cura dell'Ente Festival Perosiano.

L'Ente Festival Perosiano, nel cinquantenario della scomparsa del Maestro, sta realizzando l'opera omnia di Perosi su cd, su etichetta Bongiovanni: in buona parte si tratterà di prime incisioni mondiali.

Il Maestro Perosi compose anche alcuni inni su parole del poeta italo-albanese P. Leonardo De Martino M.O.R. da Greci (1840-1923), missionario apostolico in Albania:

  • La stella polare del XX secolo - Preludio della Gran Festa giubilare mondiale dell'8 dicembre 1904, cinquantenario del dogma dell'Immacolata Concezione da celebrarsi dal Regnante Sommo Pontefice Leone XIII, Inno, Portici, 1904.
  • Inno a Gesù Redentore e Re dei secoli e al glorioso Pontefice Leone XIII, Montecalvo Irpino, 1901.

A lui viene attribuita la composizione dell'Inno a Gesù Bambino Dormi e non piangere, ma ciò è sbagliato, in quanto questo inno è stato composto nella seconda metà del '700 da Saverio Mattei (Montepaone 1742 - Napoli 1795), musicista e critico musicale nonché letterato, giureconsulto e poeta di corte, soprannominato "il Beccaria Calabrese".

Successione degli incarichi

Predecessore: Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Domenico Mustafà 1902 - 1956 Domenico Bartolucci I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Domenico Mustafà {{{data}}} Domenico Bartolucci
Note
  1. Adriano Bassi op. cit., p. 226
  2. Secondo l'esperto perosiano Arturo Sacchetti, Perosi compose fra 3.000 e 4.000 opere, numero corroborato nelle biografie di Merlatti e di Ciampa (v. Biografie).
  3. Hlídka, XVI (1899), pp. 362-8
  4. Leonardo Ciampa, Don Lorenzo Perosi (AuthorHouse, 2006) ISBN 978-1-4259-3440-8
Bibliografia
  • Andrea Amadori, Lorenzo Perosi: Documenti e inediti, 1999, ISBN 88-7096-233-4
  • Adriano Bassi, Don Lorenzo Perosi: L'uomo, il compositore e il religioso, 1994, ISBN 88-7514-708-6
  • Massimo Bruni, Lorenzo Perosi, il Cantore Evangelico (Con uno scritto di Gianandrea Gavazzeni), 1972
  • Adelmo Damerini, Lorenzo Perosi, 1953
  • Matteo Glinski, Lorenzo Perosi, 1953
  • Don Teodoro Onofri, Lorenzo Perosi nei giorni imolesi, 1977
  • Sergio Pagano, L'epistolario vaticano di Lorenzo Perosi (1867-1956), 1996, ISBN 88-211-9120-6
  • Arcangelo Paglialunga, Lorenzo Perosi, 1952
  • Mario Rinaldi, Lorenzo Perosi, 1967
  • Marino Sanarica, Lorenzo Perosi, Rimini, 1999, ISBN 88-8049-161-X
  • Graziella Merlatti, Lorenzo Perosi, una vita tra genio e follia, col. "Testimoni del nostro tempo", Àncora, 2006, ISBN 88-514-0330-9
  • Elena Enrico, Francesco Cerrato, Lorenzo Perosi - Il nuovo trovato (con prefazione di Arturo Sacchetti) sceneggiatura "Lo Spettattore", Asti, 2008
  • (DE) Helmut Hesse, Lorenzo Perosi. Sein Leben und seine Musik, in Musica Sacra, vol. 101, 1981, libro 5, p.343-349
  • (EN) Leonardo Ciampa, Don Lorenzo Perosi, AuthorHouse, 2006, ISBN 978-1-4259-3440-8
Collegamenti esterni

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