Papessa Giovanna

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Giovanni Boccaccio, Miniatura con La papessa Giovanna dà alla luce un bambino durante una processione (1450 ca.)

La papessa Giovanna non è mai esistita. Secondo la versione più nota della leggenda, nel IX secolo una donna, fattasi passare per uomo, sarebbe riuscita a farsi eleggere papa. In seguito l'inganno sarebbe stato scoperto perché la presunta Papessa, colta dalle doglie durante una processione, avrebbe partorito un bambino. Sin dal XV secolo non c'è dubbio circa l'infondatezza di questa leggenda.

Varianti della leggenda

Prima versione: Jean de Mailly

Il primo autore che mostra di conoscere questa leggenda è il cronista domenicano Jean de Mailly[1] da cui un altro domenicano, Etienne de Bourbon († 1261), trasse la storia per poi riferila nel suo libro sui Sette doni dello Spirito Santo.

In questo racconto la presunta Papessa è collocata intorno all'anno 1100 e ancora non le è assegnato alcun nome. Una donna di grande talento, vestita da uomo, sarebbe diventata notaio della Curia romana, poi cardinale e infine papa. Un giorno questa donna, uscita a cavallo, avrebbe dato alla luce suo figlio; sarebbe stata poi legata alla coda di un cavallo, trascinata intorno alla città, lapidata dalla folla e infine sepolta nel luogo della morte.

Lì sarebbe stata posta l'iscrizione: Petre Pater Patrum papissae prodito partum ("Oh Pietro, Padre dei Padri, tradito dal parto della papessa!"). Durante il suo regno, aggiunge la leggenda, sarebbero state introdotte le Quattro tempora, per questo chiamate digiuni della Papessa.

Seconda versione: Martin of Troppau

Una versione diversa della leggenda appare nella terza redazione della cronaca di Martino Polono († 1278), probabilmente inserita dall'autore stesso e non da un copista posteriore. Dopo la morte di Leone IV (847 - 855) la cattedra papale sarebbe stata occupata per due anni, sette mesi e quattro giorni da una donna inglese che, vestita da uomo, sarebbe stata conosciuta come Giovanni di Magonza. La ragazza sarebbe stata portata ad Atene in abiti maschili dal proprio amante e lì avrebbe fatto straordinari progressi negli studi.

Giunta a Roma, si sarebbe dedicata all'insegnamento e in tal modo avrebbe attirato l'attenzione dei dotti. Ottenuta la massima stima per la sua condotta e per la vastità della sua erudizione, sarebbe stata infine eletta papa ma, incinta di uno dei suoi assistenti di fiducia, avrebbe partorito un bambino durante una processione da San Pietro al Laterano, lungo la strada tra il Colosseo e San Clemente. Morta quasi subito, sarebbe stata sepolta sul posto. Si sostiene infine che, memori dell'evento, i papi evitino questa strada durante le loro processioni.

In questa versione per la prima volta la presunta papessa ha il nome di Giovanna. Martino di Troppau era vissuto presso la Curia pontificia come cappellano e penitenziere; per questo la sua cronaca fu molto letta e, di conseguenza, diede grande diffusione alla leggenda. Uno dei manoscritti della cronaca riferisce in modo diverso la fine della presunta papessa: dopo il parto Giovanna sarebbe stata immediatamente deposta e avrebbe fatto penitenza per molti anni. Suo figlio, inoltre, sarebbe divenuto vescovo di Ostia e in questa città avrebbe fatto seppelire la madre dopo la sua morte.

Altre versioni

Cronisti successivi inventarono anche il nome che la presunta papessa avrebbe portato da ragazza; alcuni la chiamano Agnese, altri Gilberta. Ulteriori varianti si trovano in altri scritti, come la Cronaca Universale di Metz, scritta intorno al 1250, e nelle successive edizioni dei "Mirabilia Urbis Romae", forse risalenti al XII secolo. Secondo quest'ultima opera alla Papessa, in visione, sarebbe stata posta l'alternativa tra una disgrazia in terra o la pena eterna; avendo scelto la prima opzione, sarebbe morta in aperta strada.

Valutazioni della leggenda

Credula accettazione

Nei secoli XIV e XV la Papessa era considerata un personaggio storico e nessuno dubitava della sua esistenza. Aveva addirittura il suo posto tra i busti dei papi che figurano scolpiti nel Duomo di Siena. Sotto Clemente VIII, su sua richiesta, la sua immagine fu poi modificata per rappresentare papa Zaccaria. L'eretico Jan Hus, nella difesa della sua falsa dottrina prima del Concilio di Costanza, fece riferimento alla Papessa e nessuno mise in discussione il fatto della sua esistenza. La Papessa, tuttavia, non figura nel Liber Pontificalis, né tra i ritratti dei papi della Basilica di San Paolo fuori le mura.

Revisione critica

A un esame critico, risulta chiaro che la presunta Papessa è parto della pura fantasia. Nel XV secolo, dopo il risveglio della critica storica, alcuni studiosi come Enea Silvio[2] e Bartolomeo Platina[3] hanno dimostrato l'infondatezza della leggenda. A partire dal XVI secolo gli storici cattolici cominciarono a negare l'esistenza della Papessa, come fanno ad esempio Onofrio Panvinio[4], Aventino[5], Cesare Baronio[6] e altri.

Opinioni degli scrittori protestanti

Alcuni protestanti tra cui, ad esempio, Blondel[7] e Leibniz[8] hanno ammesso che la Papessa non è mai esistita. Numerosi protestanti, però, hanno strumentalizzato la leggenda per i loro attacchi contro il papato. Anche nel XIX secolo, quando ormai gli storici seri avevano unanimente riconosciuto l'insostenibilità della leggenda, alcuni protestanti, mossi dalla spirito di polemica, hanno tentato di dimostrare l'esistenza della Papessa. Anche Hase[9], non poté astenersi da una nota malevola e assolutamente antistorica su questo argomento.

Prove dell'inesistenza della papessa Giovanna

Due prove dimostrano che la papessa Giovanna non è mai esistita:

  • La Papessa non compare in nessuna fonte storica contemporanea; anzi, non si fa menzione di lei in nessun documento fino alla metà del XIII secolo. Non è credibile che un fatto talmente straordinario sia passato inosservato da parte dei numerosi storici attivi dal X al XIII secolo.
Note
  1. Archiv der Gesellschaft fur altere deutsche Geschichte, XII, 17 sg., 469 sg.
  2. Epist., I, 30
  3. Vitae Pontificum, n. 106
  4. Vitae Pontificum, Venezia, 1557
  5. Annales Boiorum, IV
  6. Annales ad annum 879, n. 5.
  7. Joanna Papissa, 1657
  8. Flores sparsae in tumulum papissae in Bibliotheca Historica, Gottinga, 1758, 267 sg.
  9. Kirchengesch., II, seconda edizione, Lipsia, 1895, 81
Bibliografia
Voci correlate

Suggerimenti



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