Patriarcato di Baghdad dei Caldei

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Patriarcato di Baghdad dei Caldei
Patriarchatus Bagdathensis Chaldaeorum
Chiesa cattolica caldea
Stemma

Cattedrale di San Giuseppe (Baghdad).
Titolare sede vacante
Ausiliari Basel Salim Yaldo
Nazione bandiera Iraq
Sede Baghdad


Mappa della diocesi
Rito Caldeo
Indirizzo
Patriarcat Chaldeen Catholique, P.O. Box 6112, Al-Mansour, Baghdad, Iraq
Collegamenti esterni
Sito ufficiale
Dati online 2015 (gc ch)
Collegamenti interni
Chiesa cattolica in Iraq
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica


Il Patriarcato di Baghdad dei Caldei (arabo: بطريركية الكلدان الكاثوليكية في بغداد, batriarkiat alkuldan alkathulikiat fi baghdad; in latino Patriarchatus Bagdathensis Chaldaeorum), fino al 2022 Babilonia dei Caldei,[1] è una Chiesa patriarcale sui iuris della Chiesa cattolica, sede della Chiesa cattolica caldea.

Territorio

Il patriarcato estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici caldei che dimorano nel territorio proprio della Chiesa cattolica caldea, ossia nelle regioni che tradizionalmente sono riconosciute come il luogo di origine di questa Chiesa sui iuris.[2]

A partire dal 1960 i patriarchi caldei hanno trasferito la loro sede da Mosul a Baghdad, per cui la diocesi propria del patriarcato è l'Arcieparchia di Baghdad dei Caldei, dove si trova la Cattedrale patriarcale di San Giuseppe.

Dipendono direttamente dal patriarca di Baghdad dei Caldei:[3]

Il patriarca cattolico caldeo è membro di diritto del Consiglio dei patriarchi cattolici d'Oriente.

Storia

Per approfondire, vedi la voce Chiesa cattolica caldea

Il patriarcato, che trae origine dall'Arcidiocesi di Seleucia-Ctesifonte eretta nel III secolo, è stato istituito il 20 aprile 1553.

Il Patriarcato cattolico caldeo trae origine da una scissione all'interno della Chiesa d'Oriente, verificatasi nel XVI secolo, quando dall'allora patriarca Mar Shimun IV (c. 1437-1497) venne emanato un decreto per il quale il titolo di Patriarca diventava ereditario nell'ambito della sua famiglia. Ciò scatenò l'opposizione di gran parte della gerarchia ecclesiastica e nel 1552 venne eletto un patriarca antagonista nella persona di Yochanan Sulaqa. Quest'ultimo si recò a Roma, accompagnato da alcuni missionari francescani, per incontrarsi con papa Giulio III. Ristabilì la comunione con la cattolicità e nel 1553 il papa creò il «Patriarcato della Chiesa cattolica di rito caldeo».

La Chiesa d'Oriente ebbe allora due capi antagonisti:

  • Shimun VII, patriarca ereditario con sede ad Alqosh (nell'odierno Iraq settentrionale);
  • Yochanan Sulaqa VIII, patriarca nominato dal Papa, con sede ad Amida (oggi Diyarbakır, nel Kurdistan turco). Nel 1555, due anni dopo la nomina a patriarca, Yochanan Sulaqa fu ucciso dai musulmani, dietro istigazione di Shimun VII.

Questo contrasto ebbe fine nel 1662 quando l'allora patriarca di Diyarbakir, Mar Shimun XIII Denha, interruppe le relazioni con Roma e trasferì la sua sede nel villaggio di Qodchanis (nell'odierna Turchia). Il risultato fu che i patriarchi non in comunione con Roma divennero due. Il vescovo Yosep I, che precedentemente faceva parte della gerarchia del patriarca di Alqosh, scelse di stare con i cattolici e più tardi fu riconosciuto dal governo civile (turco) come patriarca di Diyarbakir. Poi, nel 1681 Roma lo riconobbe come pastore dei credenti siro-orientali ancora fedeli al pontefice, gruppo che divenne la Chiesa cattolica caldea.

Nel 1771 il patriarca di Alqosh, Eliyya XII, sottoscrisse una professione di fede cattolica, creando una situazione di due presuli in comunione con Roma e uno non in comunione. La professione di fede di Eliyya XII fu ripudiata nel 1778 dal suo successore Eliyya XIII. La Santa Sede nel 1783 riconobbe un suo rivale, il cattolico Yukhannan VIII Hormizd, come vescovo di Mosul e amministratore delle chiese caldee non soggette al patriarcato di Diyarbakır. La risultante situazione di due principali presuli cattolici e due patriarchi non in comunione con Roma fu risolta con la morte di uno dei "nestoriani" nel 1804 e la nomina nel 1830 di Yukhannan VIII Hormizd come Patriarca di Babilonia dei Caldei e pastore di tutti i siro-orientali cattolici. I capi successivi della Chiesa cattolica caldea sono i suoi successori, mentre i capi della Chiesa assira d'Oriente e dell'Antica Chiesa d'Oriente sono successori di Shimun XIII Denha.

Nel 2021 il Sinodo della Chiesa caldea ha votato il cambiamento del titolo da quello di Babilonia dei Caldei, usato dal 1724, a quello attuale, Baghdad dei Caldei, a motivo del fatto che la città di Babilonia (tradizionalmente ma erroneamente identificata con Baghdad) non fu mai sede del patriarca. Il 19 febbraio 2022 papa Francesco ha accolto la proposta e il cambiamento del titolo è diventato effettivo.[1]

Serie patriarcali

Si distinguono tre serie di patriarchi caldei in comunione con la sede di Roma:

  1. la prima serie, chiamata dei Simoniti, comprende i patriarchi da Shimun VIII Sulaqa a Shimun XII; essi posero la loro residenza in diverse città: Amida (o Diyarbakır - 1553-1555), Seert (1555-1580), Salmas (1580-1625 o 1638) e Urmia (1625 o 1638-1662);
  2. la seconda serie, chiamata dei Josephiti, comprende i quattro patriarchi con il nome di Yosep, dal 1681 al 1781; essi avevano come sede Amida;
  3. la terza serie di patriarchi cattolici, è quella che inizia con Yukhannan VIII Hormizd e continua ancora oggi; sede patriarcale fu Mosul fino a Yosep VII Ghanima († 1959), che trasferì la sede a Baghdad.

Collegio di Babilonia

Il Pontificio Collegio di Babilonia per la Filosofia e la Teologia è la massima istituzione teologica del Patriarcato caldeo di Babilonia. Fondato nel 1991 per decreto di Raphaël I Bidawid, dal 1997 è riconosciuto dalla Pontificia università urbaniana, alla quale è affiliato dal 2000. Nel 2003 il Collegio fu trasferito a Erbil per motivi di sicurezza.

Cronotassi dei patriarchi

Babilonia dei Caldei

Baghdad dei Caldei

Note
  1. 1,0 1,1 Il Patriarcato di Babilonia dei Caldei diventa "Patriarcato di Baghdad dei Caldei" su vaticannews.va. URL consultato il 7 febbraio 2025
  2. Codice dei canoni delle Chiese orientali, art. 146-147. D. Le Tourneau, Le caractère personnel et territorial de la "potestas" des Patriarches orientaux, en «Folia Canonica» 5 (2002), pp. 85–93.
  3. Annuario pontificio ed. 2023, p. 6.
  4. Come "patriarca di Mosul nella Siria orientale" (Patriarcha de Mozal in Syria orientali - Anton Baumstark (a cura di), Oriens Christianus, IV:1, Roma e Leipzig 2004, p. 277), o "patriarca della chiesa dei caldei di Mosul" (Chaldaeorum ecclesiae Musal Patriarcha - Giuseppe Simone Assemani (a cura di), Bibliotheca Orientalis Clementino-Vaticana (Roma, 1725), vol. 3, parte 1, p. 661)
  5. Altra data di decesso: 11 gennaio 1759.
Bibliografia
Collegamenti esterni